I dati disponibili tra poco meno di due anni arriveranno a decuplicare quelli attuali, mentre già oggi il loro valore in Europa è stimato in 60 miliardi di euro. La previsione è che ogni data center di portata industriale non faticherà a diventare strategico così come anche tutte le infrastrutture abilitanti i sistemi profondamente digitalizzati.

La costatazione emerge dalla presentazione della seconda edizione del Rapporto Geopolitica del Digitale – Nuovi confini, crescita e sicurezza del Paese sviluppato da The European House – Ambrosetti in collaborazione con il gruppo Elettronica, tra i più importanti nella difesa elettronica.

Il digitale sta imprimendo un cambiamento radicale e in questo contesto le minacce si evolvono e con esse anche le risposte, che diventano più efficaci. Nel 2017 gli attacchi cibernetici gravi hanno toccato quota 1200. E le risposte riescono a mantenere un equilibrio importante grazie ad investimenti continui.

La crescita dell’economia dei dati cozza però all’ambito delle competenze e della ricerca di nuovi talenti in grado di guidare la rivoluzione digitale. Secondo il report, oggi circa 4 imprese europee su 10 hanno difficoltà a reperire profili adatti a ricoprire le posizioni aperte. Esclusivamente il 30% della forza lavoro europea è dotata di competenze a livello tecnologico superiori al livello elementare.
Più nel dettaglio, secondo lo studio emerge che in Italia circa l’86% delle imprese non utilizza le tecnologie richieste da Industria 4.0 né ha in mente di pianificare interventi nell’immediato futuro. A subire in maniera più importante sono le imprese e PMI meridionali. Solo il 5,2% delle piccole e medie imprese del Sud Italia ha infatti adottato almeno una tecnologia digitale 4.0.

Si tratta di dati che non smentiscono le proiezioni diramate poco meno di un anno fa dalla Commissione europea a seguito di uno studio sull’economia digitale, i lavoratori e le aziende ed il mercato degli utenti. Dall’analisi della Commissione emergeva un quadro composto da sei milioni di persone europee occupate nell’ambito dei dati tra il 2015 ed il 2016 e si stimava che in uno scenario di forte crescita, il numero di lavoratori sarebbe aumentato fino a 10 milioni con un tasso di crescita medio annuo del 14,1% entro il 2020.
Un trend confermato, se non altro anche dai numeri dell’industria dei dati che oggi comprende quasi 350 mila aziende, portando il mercato europeo di prodotti e servizi digitali nell’Ue ad oltre 60 miliardi di euro.
Secondo le più rosee aspettative, nel corso dei prossimi quattro anni, anche se a ritmi diversi a seconda agli scenari, il valore del mercato europeo crescerà ancora, di un 15,7% rispetto al 2016, raggiungendo 106.800.000.000 di euro entro il 2020.