Un migliaio di aziende che operano nell’ambito della supply chain intervistate

Uno studio del Capgemini Research Institute rende noto il divario tra ciò che ci si attende dalla digitalizzazione della catena di approvvigionamento e ciò che le aziende stanno attualmente mettendo in pratica. L’Istituto ha intervistato i dirigenti senior di oltre un migliaio di aziende che operano nell’ambito della supply chain nei settori della produzione, retail e dei prodotti di consumo. Il senso dello studio è stato comprendere quali siano le iniziative esistenti per la digitalizzazione della supply chain.
Circa l’80% delle aziende ha registrato un fatturato superiore al miliardo di dollari nel 2017.

Malgrado circa la metà delle imprese intervistate fa rientrare la digitalizzazione della catena di approvvigionamento fra le tre priorità delle aziende, l’86% di esse continua a non andare oltre la fase iniziale. Oltre ¾ degli intervistati ha dichiarato che gli investimenti sulla catena di approvvigionamento sono stati mandati avanti per ridurre i costi o per incrementare i ricavi e più raramente per supportare nuovi modelli di business.

In Italia, come nel Regno Unito, Olanda e Germania, pressoché con uguali percentuali, si ritiene che la digitalizzazione della supply chain sia una delle prime priorità delle aziende. E l’entusiasmo che si mostra per il fenomeno è spesso da rivedersi nelle prospettive di ROI che iniziative come questa possono offrire. Secondo lo studio, il ROI generato dall’automazione della supply chain e dell’approvvigionamento riveste una percentuale del 18%, seguito da un 15% per le iniziative in tema di Human Rosources, 14% per quelle in Information Technologies e infine 12% per l’area Finance ed R&S. Sempre secondo i dati del report, per ottenere i primi risultati dall’automazione della catena di approvvigionamento sono necessari solamente 12 mesi.
Sta di fatto che la stragrande maggioranza delle aziende fatica a implementare iniziative pilota, specialmente su larga scala. 29 sono i progetti lanciati per la digitalizzazione della supply chain dal totale di aziende intervistate. Solo il 14% di esse è riuscito a implementare almeno una delle iniziative malgrado il 94% di esse che è riuscita a rendere scalabile il progetto, ha confermato che gli sforzi fatti sono stati premiati con un incremento dei ricavi.

Le best practice delle aziende che sono riuscite a digitalizzare la supply chain suggeriscono che le imprese stanno perdendo di vista le loro priorità strategiche e che troppi sono i progetti su cui si stanno concentrando, basti pensare che si lavora in media su una decina di progetti contemporaneamente.
Inoltre, il gap nelle procedure cosi come nella metodologia tra imprese che hanno implementato strategie di digitalizzazione della catena di approvvigionamento su larga scala e quelle che non lo hanno fatto, ha un peso importante. Chi è riuscito a scalare le proprie iniziative ha dichiarato infatti di utilizzare una procedura in grado di valutare il successo dei progetti pilota per poi dare priorità ai progetti che richiedono investimenti.

Ma come si fa a sbloccare la situazione legata alla supply chain? Oltre ad apprendere da chi ha implementato con successo e su larga scala i progetti di digitalizzazione, il report suggerisce alle aziende di concentrare la propria attenzione su tre sfere principali, a cui dare la priorità per riuscire ad ottenere il risultato sperato: allineare, costruire e abilitare.

Il primo suggerimento riguarda l’allineamento. Bisogna che l’impresa si assicuri che i processi di trasformazione siano guidati dal senior management e da una leadership forte. Digitalizzare la supply chain è un processo complesso che per questo motivo prevede pianificazione e approvvigionamento, IT e risorse umane e per avere successo deve partire dall’alto, perché la leadership deve sostenere la trasformazione fornendo la linea guida strategica. Una linea che sia improntata sulle priorità e sugli obiettivi. La digitalizzazione della supply chain deve essere accompagnata da sforzi più ampi e non deve solo rappresentare un metodo funzionale alla riduzione dei costi.

Il secondo suggerimento contenuto nel report prevede la costruzione. Perché la digitalizzazione della supply chain sia una finalità di successo tutti i partner, siano essi fornitori, distributori di servizi di logistica devono essere coinvolti; i limiti e le barriere tra le diverse funzioni della catena ed i team devono essere abbattuti perché queste iniziative abbiano veramente successo.
Infine, per avviare e sostenere la digitalizzazione della supply chain secondo il report del Capgemini Research Institute si deve investire su aree chiave, per partecipare alla costruzione di una mentalità imperniata sul cliente. Sviluppare talenti e capacità è infatti fondamentale per attrarre e migliorare le competenze dei propri operatori.