Smart working, cosa accade se viene prorogato lo stato di emergenza
Il 15 ottobre è la data in cui termina lo stato di emergenza legato alla diffusione del Covid ma, visto l'incremento dei contagi, è probabile che si andrà verso una nuova proroga

La proroga è vicina: a giudicare dai numeri di questi ultimi giorni, è assai probabile che il Governo deciderà di prorogare lo stato di emergenza legato alla diffusione del Coronavirus. Già a luglio, quando era prevista la “scadenza”, c’era stato uno slittamento fino al 15 ottobre. Una decisione presa nonostante il temporaneo calo dei contagi che implica una serie di conseguenze per la gestione dell’emergenza.

Tra queste, una è proprio quella che riguarda il lavoro e, in particolare, lo smart working. La normativa prevede la possibilità,  da parte delle aziende, di usufruire dello smart working attraverso modalità semplificate. Senza, cioè, stipulare accordi individuali con ogni singolo lavoratore come è previsto, invece, normalmente.

Sebbene dal Governo non siano ancora trapelate novità in merito, l’estensione dello stato di emergenza sembra essere un passaggio inevitabile. È possibile che il termine possa slittare al 31 gennaio ma, al momento, come detto i rappresentanti non si sono sbilanciati. Difficile, invece, l’ipotesi di un nuovo lockdown.

Per le imprese che stanno usufruendo dello smart working, con un’eventuale proroga potrebbero rimanere valide le procedure semplificate per l’accesso dei dipendenti al cosiddetto lavoro agile, che è stato favorito nel momento di picco massimo dei contagi, durante il lockdown, proprio per limitare il più possibile la diffusione del virus.