In calo le denunce di infortunio sul lavoro, a fronte di un incremento dei casi mortali. In forte diminuzione le patologie di origine professionale denunciate all'Istituto

Un netto calo del 22,7% rispetto al 2019 delle denunce di infortunio presentate all’Inail, per le quali però si registra un +20,1% di esito mortale. Le patologie di origine professionale in diminuzione del 32,3%. Indicatori che parlano chiaro per l’Istituto. Il confronto fra i primi otto mesi di questo anno e di quello che lo ha preceduto è poco significativo. La sospensione delle attività dovuta al lockdown si è rivelata determinante per il calo delle denunce e l’incremento del numero dei casi per morte sul lavoro sembra essere comunque strettamente legato alla pandemia. Visto il carattere provvisorio dell’analisi, è ancora presto per un bilancio esaustivo, per il quale si dovrà attendere l’inizio del 2021.

Infortuni sul lavoro

Le denunce presentate entro il mese di agosto hanno registrato una contrazione di circa 95mila casi rispetto al 2019. Una riduzione che si giustifica sopratutto dalle misure di contenimento del Covid-19. Lo stop forzato dell’attività produttiva non considerata essenziale ha infatti fatto registrare 322.132 casi rispetto ai 416.894 dello scorso anno.
Il calo maggiore si è registrato nel mese di maggio, con un dimezzamento delle denunce rispetto allo stesso periodo del 2019. Identico trend per i mesi marzo e luglio (cali sotto il 20%) e agosto più contenuto (-13%). I primi mesi del 2020, inoltre, hanno presentato decrementi inferiori al 4%.

In forte diminuzione sia i casi verificatisi in occasione di lavoro (-19,6%) che quelli in itinere, ovvero nel tragitto casa-lavoro. Gli infortuni denunciati nei primi 8 mesi del 2020 sono in calo del 14,8% nella gestione Industria e servizi, del 20,6% in Agricoltura e del 62,3% nel conto Stato, per effetto dell’utilizzo della prestazione lavorativa in modalità agile da parte della quasi totalità dei dipendenti statali durante il lockdown e dell’assenza degli studenti nelle scuole/università statali, che sono state chiuse per evitare il propagarsi del contagio. Il calo maggiore si è avuto tra aprile-maggio, con punte del -97%.

Tra gennaio e agosto di quest’anno, l’analisi territoriale evidenzia un calo delle denunce più contenuto nel Nord-Ovest (-14,2%) e più accentuato nel Nord-Est (-24,0%), al Centro (-27,4%), al Sud (-29,7%) e nelle Isole (-27,5%). La contrazione riguarda sia la componente maschile (-27,3%), che quella femminile (-14,5%).

Interessati sia i lavoratori italiani (-23,7%), sia quelli comunitari (-15,2%) ed extracomunitari (-18,7%), con cali più contenuti per i lavoratori della fascia di età compresa tra i 50 ed i 64 anni.

Incidenti con esito mortale

Le denunce con esito mortale presentate nei primi otto mesi del 2020 sono in totale 823, un dato che rivela un incremento di 138 casi rispetto allo stesso periodo del 2019. L’incremento è per l’Istituto influenzato dal numero di decessi causati dal coronavirus in ambito lavorativo (comparto sanitario).

In riduzione solamente gli infortuni mortali registrati in itinere (-28,1%) mentre quelli in occasione di lavoro sono aumentati di un +38,9%. Un incremento che ha interessato maggiormente la gestione Industria e servizi rispetto al conto Stato e l’Agricoltura.

Sei sono gli incidenti plurimi che hanno coinvolto 12 lavoratori. Dall’analisi territoriale emerge una diminuzione di otto casi mortali nelle Isole, mentre il Nord-Ovest si contraddistingue, invece, per un incremento di 124 casi mortali (da 174 a 298), complice soprattutto l’aumento registrato in Lombardia, con 88 casi in più. Il Nord-Est registra un aumento di due decessi (da 159 a 161), il Centro di sei (da 141 a 147) e il Sud di 14 (da 151 a 165).

Coinvolta sia la componente maschile che femminile, anche se quest’ultima in minor misura. In aumento le denunce di infortunio con esito mortale per i lavoratori italiani, invariate quelle degli extracomunitari e in lieve calo quelle dei lavoratori comunitari.
L’incremento dei decessi sul lavoro, sembra abbia interessato maggiormente la fase di età degli over 55.

Denunce di malattia professionale

Le denunce di malattia professionale sono state 13.271 in meno rispetto allo stesso periodo del 2019. Il decremento maggiore si è registrato nel mese di aprile con un (-87%). Nei primi otto mesi dell’anno la contrazione del numero di denunce è stata registrata nella misura del 30,6% per la gestione Industria e servizi, (-39,8%) per l’Agricoltura e nel conto Stato (-30,9%). Il calo è legato a tutte le aree del paese:  -44,3% nel Nord-Ovest, -35,7% nel Nord-Est, -27,1% al Centro, -34,7% al Sud e -24,3% nelle Isole.

Il calo, di 9.415 denunce ha riguardato i lavoratori di sesso maschile (-31,5%) e le donne (-34,6%) e ha interessato sia italiani che extracomunitari, che lavoratori comunitari con una percentuale maggiore per quest’ultima categoria di lavoratori.

Le prime tre malattie professionali denunciate riguardano:

  • patologie a carico del sistema osseo-muscolare e del tessuto connettivo
  • patologie del sistema nervoso e dell’orecchio
  • malattie legate al sistema respiratorio
  • tumori