Manuela Vender, Direttore commerciale e marketing di Easy Lift, ha ricevuto il premio Lady Award 2023.
Il riconoscimento le è stato consegnato nell’ambito dell’Italian Access Platform Awards (ItalPlatform), l’evento che la fiera GIS dedica alle eccellenze nel settore delle macchine e attrezzature per i lavori in quota.

“Non mi aspettavo di ricevere questo premio, la mia Azienda mi ha candidata a mia insaputa. È stata una bellissima sorpresa, sono emozionata e orgogliosa”.
Ha commentato così il suo premio Manuela Vender, da 13 anni in Easy Lift e da 21 nel mondo del sollevamento.
Un premio meritatissimo perché, in questi anni, ha saputo fare la differenza e ha intenzione di continuare!

Impegnata nello sviluppo della rete vendita, in particolare sul mercato estero, al suo arrivo in Azienda Easy Lift era conosciuta prevalentemente nel mercato domestico.
La Vender ha quindi sviluppato una rete di distributori internazionali (oggi Easy Lift è presente praticamente in tutto il mondo), un progetto “work in progress – ci ha spiegato – perché il mondo è grande, quindi ci sono sempre nuovi mercati da sviluppare”.
Parallelamente si occupa anche del comparto marketing per tutto quello che può essere di  supporto alle vendite, come ad esempio la presenza alle fiere di settore che, per Easy Lift, ha preso il via proprio con il suo arrivo.

Easy Lift crede nel suo Direttore, non tanto in quanto donna, ma in quanto professionista capace e competente. L’ha dimostrato proprio candidandola a questo premio.
Oggi una donna che riceve un premio per il suo lavoro, soprattutto in un mercato come quello del sollevamento per molti anni appannaggio del mondo maschile, fa ancora parlare.
E allora noi ne parliamo, con la diretta interessata, per rendere onore alla sua carriera, a un’Azienda che abbatte le barriere con naturalezza, perché è giusto così e perché possa ispirare tante altre giovani professioniste.

L’intervista a Manuela Vender

In Easy Lift rivesti un ruolo di rilievo e non sei l’unica donna. Giusto? A cosa è dovuta questa forte presenza femminile in ruoli di responsabilità? Avete una politica di “quote rosa”?

No assolutamente, nessuna quota da raggiungere!
Per me, ma prima di me anche per la mia collega Hassna Chokri che è alla Direzione acquisti, è stato un percorso molto naturale arrivare a rivestire questi ruoli di responsabilità, un percorso fatto di lavoro, collaborazione e dedizione, non certo per “occupare delle quote rosa”.
Oltre a me ed Hassna, ci sono anche nuovi inserimenti di giovani professioniste a supporto della direzione, nostro e dell’ufficio amministrativo.
La presenza femminile in Easy Lift è circa un 10% sul totale del personale ma non penso che la parità si raggiunga con una partecipazione matematica 50/50.
Anzi penso che ci siano dei lavori nei quali realisticamente sarebbe complicato arrivare ad una presenza femminile al pari di quella maschile (penso ad esempio ai lavori di produzione e in officina). Credo che ci siano delle peculiarità personali da rispettare, delle differenze da valorizzare.
In Easy Lift ad esempio la presenza femminile si concentra principalmente nelle attività di ufficio dove, non so se siamo noi un caso particolare, ma ci siamo resi conto che la presenza femminile è un plus. Le donne dimostrano più attaccamento all’azienda e maggiore fedeltà.

Dimostrano più attaccamento forse perché fanno più fatica a guadagnarsi il ruolo?

Può essere. Però ogni azienda è a sé, ci sono dinamiche diverse all’interno delle singole realtà. Easy Lift ad esempio è una realtà inclusiva sotto tanti aspetti, non solo dal punto di vista del genere, ma anche di razza, etnia, colori… siamo tanti, tutti diversi e badiamo alle diversità come arricchimento, non come elementi discriminatori.

Per la mia esperienza una donna incontra le difficoltà maggiori nel mercato, soprattutto in settori come questo, fino a poco fa prettamente maschile.
Il mercato, verso una donna che ha un ruolo di responsabilità, è ancora diffidente. Facciamo molta fatica a dimostrare che abbiamo i numeri e le competenze per occupare il nostro posto e che ce lo siamo guadagnato. Poi, quando riusciamo a dimostrarlo, allora veniamo super-apprezzate, riconosciute e valorizzate… a volte anche troppo. Anche la supervalutazione, per quanto elemento positivo, sembra nascondere un vizio di pensiero e cioè che una donna brava in un ruolo di responsabilità sia un’eccezione!
Devo dire però che all’estero è più semplice che in Italia, il processo di integrazione si sta velocizzando, da noi invece siamo ancora indietro ma la direzione è segnata.

Che consiglio daresti alle giovani donne per la loro carriera?

Non “uomizzatevi”… la parola non esiste ma rende bene!

Il mio consiglio è quello di non cadere nella tentazione di omologarsi al pensiero e alla modalità operativa maschile, magari per essere accettate più rapidamente. Sarebbe un errore, perdereste la vostra forza, le peculiarità tipiche della donna che sono molto utili anche sul lavoro, un valore aggiunto per le nostre aziende.

Parlo ad esempio di empatia, capacità di ascolto, pazienza… l’uomo magari è più volto a ottenere il risultato velocemente, ma la donna invece sa come costruire relazioni durature. Questa nostra capacità è preziosa nel mondo del lavoro, è compito nostro farla valere, metterla al servizio delle realtà in cui lavoriamo e contribuire alla loro crescita.

La nostra natura è la nostra forza, noi per prime non dobbiamo sopprimerla o vederla come un ostacolo.

E quindi il secondo consiglio è: credete sempre in voi stesse, senza aver paura di sfide o preconcetti, e afferrate le opportunità che ci sono, anche per noi.

 

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