Il Quaderno 31 del Freight Leaders Council presenta un approccio innovativo per riequilibrare il trasporto merci in Italia.

La logistica è una parte fondamentale dell’industria italiana, dove le esportazioni rappresentano il 30% del Prodotto Interno Lordo (PIL). Tuttavia, per migliorare la competitività del sistema produttivo italiano, è cruciale non solo recuperare l’efficienza logistica, ma farlo seguendo percorsi di sostenibilità e resilienza. In questo contesto, il Quaderno numero 31 dell’associazione Freight Leaders Council (FLC), intitolato “Multimodalità: più efficienza, meno costi, maggiore velocità di consegna”, presenta un approccio innovativo che coinvolge tutte le componenti dell’ecosistema logistico, andando oltre il semplice trasporto di merci o il mezzo di trasporto.

Un nuovo approccio alla logistica

L’efficienza logistica è un elemento chiave per l’industria italiana, e il trasporto su strada rappresenta l’87,8% del totale del trasporto merci terrestre nel paese, ma ciò comporta un significativo impatto ambientale. Per affrontare questa sfida, è necessario un cambiamento sostanziale. Il Quaderno 31 del Freight Leaders Council pone l’accento sull’intermodalità come alternativa al trasporto su strada. Massimo Marciani, presidente del FLC, sottolinea che coinvolgere l’intera filiera, compresi produttori e consumatori, è essenziale per questo cambiamento: “Il trasporto intermodale deve poter essere una valida alternativa al trasporto su strada. Come rileva la Corte dei Conti dell’Unione Europea il sostegno non è stato sufficiente, ma occorre cambiare il punto di vista e coinvolgere tutta la filiera, compreso chi produce le merci e chi le consuma. In questo il Freight Leaders Council è in prima linea con le indicazioni che sono presenti nel Quaderno 31 e che sono state confermate da autorevoli stakeholder nell’evento di oggi.

Il caso virtuoso del Porto di Trieste

Il Porto di Trieste dimostra come l’intermodalità possa rappresentare un modello competitivo che può essere replicato su scala nazionale. “L’esempio virtuoso del Porto di Trieste, già oggi primo porto ferroviario d’Italia e che mira a raggiungere entro pochi anni una capacità di 25.000 treni/anno, dimostra come l’intermodalità possa rappresentare un modello competitivo che può e deve essere replicato su scala nazionale – ha commentato Massimo Campailla, Professore di Diritto della Navigazione e dei Trasporti all’ Università di Trieste –. Inoltre il luogo comune secondo cui le maggiori resistenze al riequilibrio modale sarebbero da imputare alle imprese autotrasporto potrebbe rivelarsi infondato: la oramai cronica carenza di autisti e le difficili condizioni in cui spesso questi si trovano ad operare lasciano sperare che il trasporto stradale di merci possa trovare conveniente ricercare un punto di equilibrio sinergico con l’intermodalità ferro/gomma.”

Politiche europee per la sostenibilità

L’Unione Europea sta promuovendo politiche di shift modale che mirano a spostare il trasporto merci su ferrovia e mare per ridurre le emissioni di CO2. Tuttavia, il Quaderno sottolinea che è essenziale riflettere sulla tempistica e l’efficacia di tali politiche, concentrandosi su azioni concrete come l’aumento della capacità delle infrastrutture esistenti e la promozione dell’intermodalità. Migliorare l’integrazione tra le diverse modalità di trasporto, utilizzando strumenti informatici e di intelligenza artificiale, può contribuire al riequilibrio modale e alla riduzione delle emissioni di CO2. In Italia, incentivi come Marebonus e Ferrobonus promuovono la sostenibilità ambientale, ma è necessario un approccio più focalizzato per massimizzare i risultati positivi.

L’importanza dell’innovazione e della sostenibilità

L’innovazione, la sostenibilità e l’efficienza sono al centro dell’industria logistica italiana. Il Porto di Trieste, l’Innovation Hub di BAT e l’Interporto di Trieste svolgono un ruolo chiave nella promozione della multimodalità e della sostenibilità della logistica nazionale e internazionale. Queste infrastrutture offrono soluzioni logistiche innovative che aprono nuove opportunità di scambio di conoscenze per migliorare ulteriormente il settore a livello globale.

È possibile scaricare il Quaderno 31 all’indirizzo https://www.freightleaders.org/i-quaderni/.

In conclusione, l’industria logistica italiana sta affrontando la sfida di diventare più efficiente e sostenibile. L’intermodalità rappresenta una soluzione chiave, insieme a politiche europee mirate e incentivi locali. Il Quaderno 31 del Freight Leaders Council offre un’importante visione di come l’intermodalità possa contribuire a riequilibrare il trasporto merci in Italia, riducendo le emissioni di CO2 e migliorando la competitività dell’industria.