Il 2023 si è chiuso, sul mercato Italiano, con una contrazione degli ordini di macchine utensili.
Il periodo ottobre/dicembre 2023 ha registrato un calo del 31,1%, rispetto allo stesso periodo del 2022.
Il calo più consistente è stato registrato negli ordini interni, provenienti da clienti italiani (-69,1%).
Un calo decisamente più contenuto (-2,9%) sugli ordini provenienti dall’estero.

Se adiamo a confrontare invece i dati sulla media annua degli ordini, il calo nel 2023 è del -24,7% rispetto alla media del 2022.
Gli ordini nazionali sono calati del -48,4%; -11,3% invece per quelli provenienti dall’estero.

Questi numeri arrivano dal Centro Studi & Cultura di Impresa dell’Associazione UCIMU-SISTEMI PER PRODURRE. Riguardano le commesse delle imprese rappresentate dall’UCIMU i cui settori di azione sono: macchine utensili, robot, automazione e prodotti ausiliari (CN, utensili, componenti, accessori).

Che cosa ci raccontano questi numeri? Vediamo di scoprirlo di seguito.

Dalla presidenza UCIMU non c’è sorpresa per questi dati

Mentre il calo sull’intero anno è ritenuto fisiologico dopo il boom degli anni precedenti, la diminuzione degli ordini più accentuata nell’ultimo trimestre viene attribuita all’incertezza riguardante le nuove misure di incentivo. A dirlo è Barbara Colombo, Presidente UCIMU-SISTEMI PER PRODURRE, che ha anche assicurato che “Nel complesso, nonostante il segno negativo, le nostre aziende stanno lavorando intensamente grazie alla coda di ordini che ancora devono smaltire”.

Ci saranno incentivi 5.0?

Parlando dell’incertezza sulle nuove misure, la Colombo fa riferimento alla discussione che Governo e Parlamento hanno aperto negli ultimi mesi circa la possibilità di introdurre nuovi incentivi 5.0. “In pratica – ha spiegato la Presidente UCIMU – è accaduto l’opposto di ciò che si verificò l’anno scorso quando vi fu la corsa ad investire nell’ultimo trimestre dell’anno per poter sfruttare l’aliquota del credito di imposta al 40% prima che venisse dimezzata con l’anno nuovo.

Al momento siamo in attesa dei decreti attuativi relativi ai provvedimenti 5.0 che dovrebbero tramutarsi in un credito di imposta per la formazione e per gli investimenti in progetti di innovazione finalizzati alla twin transition ovvero alla sostenibilità digitale”.

Questi nuovi incentivi andrebbero a completare un sistema a supporto delle aziende che decidono di investire in macchine che consentano loro di implementare una transizione digitale e sostenibile.

L’UCIMU si aspetta quindi che la situazione di stallo negli ordini di macchine utensili e robotica permanga per tutti il primo trimestre 2024, finché non verrà fatta chiarezza riguardo all’introduzione di nuovi incentivi per l’acquisto dei nuovi macchinari.

L’Associazione rimanda inoltre a un’annosa questione: la necessità di mettere a disposizione delle aziende un set di strumenti fiscali strutturali, non legati alle leggi di bilancio annuali, in modo da consentire loro di pianificare gli investimenti più a lungo termine.

Segnali positivi

UCIMU ha anche sottolineato due aspetti positivi di questo periodo: l’export e la fiducia degli operatori.

Export

L’andamento degli ordini dall’estero è più regolare. In particolare gli Stati Uniti si confermano un partner d’eccezione la cui domanda ha bilanciato la debolezza di quella asiatica ed europea.

“Ora l’auspicio è che l’Europa e soprattutto la Germania tornino a lavorare come in passato o anche di più, considerato che il fenomeno del reshoring può avvantaggiare i costruttori italiani già presenti nelle catene del valore tedesche. Questo auspicio diviene oggi ancora più accalorato, se si considera la grande incertezza che grava sul mercato internazionale ove le numerose crisi geopolitiche aperte rendono l’attività economica sempre più complicata”.

Con riferimento alla Germania, nel periodo gennaio-settembre 2023 (ultimo dato disponibile) le vendite di made in Italy di settore sono risultate pari a 244 milioni di euro, il 10% in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Nonostante ciò, occorre considerare che il valore dell’export italiano lì destinato risulta decisamente più contenuto rispetto al periodo precedente al 2018 e rispetto al record segnato nel 2008 quando raggiunse la cifra di 465 milioni di euro.

“Questi dati ci dicono che possiamo e dobbiamo fare di più. Per tale ragione – conclude la Presidente di UCIMU – l’Associazione ha presentato al Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale una proposta di azione e collaborazione per il biennio 2024-2025, dedicata agli operatori del settore, costruttori italiani e costruttori e utilizzatori tedeschi, con l’obiettivo di avviare, insieme a loro, un dialogo su un possibile piano di azioni comuni volte a rafforzare e valorizzare le peculiarità delle due industrie e le possibili partnership in mercati di interesse condiviso”.

La fiducia degli operatori

Il secondo aspetto positivo rilevato dall’Associazione è la buona predisposizione del mercato italiano ad investire visto l’andamento delle adesioni alla BI-MU, la biennale della macchina utensile, robotica e automazione, in programma il prossimo ottobre a Fieramilano Rho.


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