Labour intensive e servizi integrati con l’uomo al centro

Anche questa volta, come ogni volta che la cronaca ci restituisce racconti di morti bianche, il tema della sicurezza sul lavoro torna nei tg, sui dibattiti in tv e sui proclami dei politici. Il guaio è che poi passa, annoia, viene sostituito da altri temi, sull’onda dei fatti del  giorno.

E questo è un male perché continuano ad esserci persone che escono al mattino per andare al lavoro e la sera non tornano. Ecco perché di sicurezza su lavoro bisogna parlare sempre, la sicurezza non deve essere il dpi che si indossa di fretta, ma deve essere una filosofia di pensiero, una modalità operativa, l’approccio progettuale uniformemente diffuso.

È nato anche a questo scopo il Manifesto di Urbino, un documento che ha come obiettivo quello di delineare il futuro dei servizi in Italia e in Europa. È stato siglato durante la scorsa edizione (dicembre 2023) di LIFE, la fiera dedicata al labour intensive a cui hanno partecipato le più importanti imprese del settore del Facility Management e dei Servizi Integrati in Italia.

Il Manifesto di Urbino raggiungerà anche i vertici europei, in occasione delle elezioni di giugno, per ispirare il Consiglio Ue e i vari governi nazionali ad adottare politiche del lavoro che mettano l’uomo al centro, promuovendo il benessere della persona che lavora.

Vediamo nel dettaglio alcuni dei punti espressi dal Manifesto di Urbino.

Scenario di riferimento

Un dato da non sottovalutare è che il 70% dei lavoratori italiani è impiegata sui servizi, in mondo dove i servizi sono sempre più distanti dalla manifattura.

I servizi accompagnano le persone in ogni momento della giornata, in qualsiasi spazio esse transitino o si trovino. Gli operatori di questo settore lavorano su strade, aeroporti, stazioni, ospedali, musei, strutture pubbliche, parchi ed aree verdi che danno vita all’Italia. Se tutto ciò funziona è proprio grazie alle imprese che si occupano di Facility Management, realtà composte da tante risorse qualificate.

È proprio da qui che nasce l’esigenza di un nuovo umanesimo industriale, dove le persone sono al centro, e i servizi alla persona rappresentano un elemento fondamentale per promuovere un nuovo concetto di umanesimo industriale.

Si legge nel Manifesto:

“Riteniamo sia fondamentale riconoscere il valore e l’importanza delle persone nella società odierna. Promuovendo l’empatia, la solidarietà e la valorizzazione delle relazioni umane. Mettendo al centro l’individuo, si cerca di costruire un mondo in cui le persone abbiano la possibilità di esprimere se stesse e di realizzare appieno il proprio potenziale.

L’umanesimo industriale pone inoltre una particolare enfasi sull’integrazione uomo-tecnologia per rendere i servizi più accessibili ed efficienti. Pertanto, è fondamentale investire nella creazione e nello sviluppo di questi servizi per garantire una società più umana e sostenibile. […] In sintesi, i servizi alla persona sono la chiave per un nuovo umanesimo industriale basato sulla centralità dell’individuo e sull’attenzione al suo benessere e sviluppo. Emerge con forza, in maniera evidente che il cuore della nostra economia e dei nostri modelli organizzativi non può prescindere da un sistema di Servizi Integrati e di Facility Management evoluti, che nella crisi del covid, così come di fronte alla crisi economica derivante dai conflitti internazionali, sono emersi come frontiera e come argine fondamentale e prezioso per adeguare in maniera agile la propria proposizione ad un modello che è andato in crisi nei suoi pilastri classici (manifattura, commercio ecc.)”.

Transizione ecologica ed economia sostenibile

Il ruolo dei servizi è centrale per uno sviluppo sostenibile e per il benessere sociale del paese. Partendo da ciò, il Manifesto chiede che venga armonizzata la disciplina dei criteri minimi ambientali e delle certificazioni ambientali che non devono essere un costo che impegna solo le aziende ma un investimento economico che interessa tutti i soggetti pubblici e privati coinvolti.

Innovazione 5.0 e trasformazione digitale

L’innovazione 5.0 si pone già con un approccio human centric, per migliorare l’interazione uomo-macchina, verso una automazione avanzata e la piena sostenibilità dei processi. Si tratta di una sfida epocale che un settore come quello del mondo dei servizi di facility management deve affrontare con coraggio e capacità di visione. Per migliorare la qualità delle persone che vi lavorano e che fruiscono dei servizi.

Lavoro e labour intensive

Il concetto di “labour intensive” si riferisce a un approccio produttivo che richiede una grande quantità di lavoro umano. Questo tipo di approccio si basa sull’idea di sfruttare al massimo le risorse umane e sulla valorizzazione del lavoro manuale. Questo movimento pone l’accento sull’importanza di creare un equilibrio tra l’efficienza produttiva e il benessere dei lavoratori. In questo contesto, i servizi alla persona giocano un ruolo decisivo, poiché contribuiscono a migliorare la qualità del lavoro e a promuovere un ambiente di lavoro sano e gratificante per tutti.

Mercato, regole e public procurement

L’economia dei servizi è una realtà che impatta ormai sulla crescita e la qualità della vita del Paese. Tuttavia mancano ancora quelle “regole certe” che nel Public Procurement consentono a questo comparto di strutturarsi definitivamente.

Si legge nel Manifesto:

“L’ennesima revisione del Codice degli appalti avrebbe dovuto segnare un passo importante in tal senso. La semplificazione è la strada da percorrere, tuttavia i servizi richiedono una specificità e una articolazione delle regole differenti da quella delle opere pubbliche. Un cantiere edile è cosa differente da un cantiere dei servizi. L’aggiudicazione delle gare al massimo ribasso mal si combina con l’esigenza di garantire efficienza e qualità dei servizi per la cura delle persone e della collettività e per le imprese; l’aggiudicazione delle gare per i servizi solo attraverso il criterio della offerta economicamente più vantaggiosa consentirebbe di razionalizzare le procedure ad evidenza pubblica secondo principi di efficienza (costo-qualità) e di semplificazione”.

Europa e internazionalizzazione

Mentre l’economia europea stagna, il facility management è vitale e in pieno sviluppo. Con la pandemia è stata riscoperta l’importanza di interi settori che fino ad allora venivano considerati ‘invisibili’. Si sviluppa perciò, in maniera abbastanza rapida, la consapevolezza del valore che una riorganizzazione e gestione oculata dei servizi può produrre per tutta l’azienda. La forte competitività tipica dei sistemi economici più complessi incoraggia perciò un parallelo sviluppo della cultura del facility management e del suo mercato.

Proposte programmatiche

Il Manifesto afferma che le esigenze del comparto dovrebbero essere razionalizzate all’interno di una omogenea Legge quadro sui Servizi che, colmando un gap legislativo, consentirebbe di:

  • identificare il settore dei servizi agli immobili ed alle persone e alle imprese delineandone il perimetro e le peculiarità;
  • favorire l’ordinato sviluppo del settore dei servizi agli immobili ed alle persone all’impronta della legalità e dell’innovazione;
  • razionalizzare le procedure ad evidenza pubblica secondo principi di efficienza (costo-qualità) e di semplificazione delle pratiche amministrative e regole che tengano conto dei diversi settori produttivi

È necessario che su questo tipo di questioni, vi possa essere un confronto continuo e costante con la parte governativa attraverso l’istituzione di un tavolo interministeriale. Un tavolo di confronto che consenta anche di effettuare periodicamente una foto del settore, tra difficoltà e nuove opportunità, perché le parti invitate al tavolo possano fare le loro richieste, dichiarare la loro disponibilità.

Un settore che vive su bassi margini di guadagno per ogni singolo lavoro, deve necessariamente guardare all’aumento dei prezzi come a qualcosa a cui fare attenzione. È necessario che, almeno per quanto riguarda i servizi, il Codice Appalti tenga in debito conto l’aumento dell’inflazione e trovi un sistema che automaticamente comporti la revisione dei prezzi dell’appalto stesso attraverso indicatori, che sono più realistici di quelli che oggi vengono tenuti in considerazione.