patente nei cantieri

Avrete sentito parlare, dopo la tragedia del 16 febbraio occorsa in un cantiere di Firenze costata la vita a 5 operai, dell’introduzione di una speciale patente a punti che sarà obbligatoria da ottobre per lavorare nei cantieri.
Cerchiamo di capire meglio di che cosa si tratta.

Una patente a crediti per aumentare la sicurezza nei cantieri

Facciamo un passo indietro.

Lo scorso 16 febbraio, a Firenze, si è verificata l’ennesima tragedia sul lavoro. 5 operai sono morti sul cantiere di un ipermercato, schiacciati dal crollo di una trave.

A questo evento sono seguite polemiche e riflessioni, si è parlato molto di sicurezza sul lavoro e del problema delle irregolarità, zone d’ombra dove non c’è nessuna tutela per i lavoratori, né garanzia di qualità. Pare che, nel 2023, siano emerse irregolarità nel 76,48% nei controlli effettuati nei cantieri edili.

Le istituzioni si sono messe all’opera su provvedimenti che aumentino la sicurezza sul lavoro.

Tra questi, oltre all’incremento del 40% dei controlli sulla sicurezza nel 2024 rispetto allo scorso anno, è stata istituita questa patente a crediti che sarà obbligatoria dal 1 ottobre per imprese e lavoratori autonomi che operano nei cantieri.

Come funziona la patente a crediti per lavorare nei cantieri

Da chi viene rilasciata e i requisiti

La patente a crediti viene rilasciate in formato digitale dall’Ispettorato del lavoro a imprese o liberi professionisti con i seguenti requisiti:

  • essere iscritti alla Camera di commercio industria e artigianato
  • adempiere agli obblighi formativi
  • essere in possesso delle certificazioni di regolarità contributiva, valutazione rischi e regolarità fiscale

Il sistema a punti della patente per lavorare nei cantieri

La patente viene rilasciata con un credito di 30 punti.
Per lavorare nei cantieri saranno necessari minimo 15 punti.

Eventuali violazioni, incidenti, irregolarità… comportano la perdita di punti.
Facciamo qualche esempio:

10 punti: violazioni di cui all’Allegato I Dlgs 81/2008 (tipo: mancata elaborazione del dvr 2, di un piano di emergenza ed evacuazione, mancata formazione e addestramento, mancata nomina rspp, mancata fornitura dei dpi anticaduta e di protezione contro il vuoto ecc…).

7 punti: violazioni che espongono i lavoratori ai rischi indicati nell’Allegato XI Dlgs 81/2008 (tipo: lavori che espongono i lavoratori a rischi di seppellimento o di sprofondamento a profondità superiore a m 1,5 o di caduta dall’alto da altezza superiore a m 2, se particolarmente aggravati dalla natura dell’attività o dei procedimenti attuati oppure dalle condizioni ambientali del posto di lavoro o dell’opera; lavori che espongono i lavoratori a sostanze chimiche o biologiche che presentano rischi particolari per la sicurezza e la salute dei lavoratori oppure comportano un’esigenza legale di sorveglianza sanitaria; lavori in pozzi, sterri sotterranei e gallerie… ecc).

5 punti: provvedimenti sanzionatori di cui all’articolo 3, comma 3 e seguenti, del decreto-legge 22 febbraio 2002, n. 12 convertito dalla legge 23 aprile 2002, n. 73 (ad esempio l’impiego di lavoratori irregolari).

10 punti: infortunio con inabilità temporanea assoluta che comporti l’astensione dal lavoro per più di 40 giorni (con riconoscimento della responsabilità datoriale).

15 punti: infortunio con inabilità permanente al lavoro, assoluta o parziale (con riconoscimento della responsabilità datoriale).

20 punti: morte di un lavoratore (con riconoscimento della responsabilità datoriale).

Negli ultimi 2 casi (infortunio con inabilità permanente o morte del lavoratore), si valuta la sospensione della patente fino a un massimo di 12 mesi.

Cosa succede a chi lavora in cantiere senza patente o senza il minimo punteggio necessario?

Le imprese o i lavoratori autonomi che lavorano nei cantieri senza la necessaria patente, o senza i crediti necessari, dovranno pagare una multa da 6.000 a 12.000 euro.
Non potranno inoltre prendere parte a lavori pubblici per 6 mesi.

Come si recuperano i punti?

I crediti decurtati si recuperano frequentando corsi di formazione. Con ogni corso si recuperano 5 punti.

Se il titolare della patente (impresa o lavoratore autonomo) non incorre in provvedimenti sanzionatori, guadagna 1 punto all’anno (per ciascun anno successivo al secondo senza sanzioni), fino a un massimo di 10 crediti.

L’implementazione di modelli di organizzazione e gestione della sicurezza (secondo la normativa di riferimento D.Lgs 81/2008 Art. 30) vale 5 punti.

Qual è l’obiettivo della patente a punti?

L’intento di questo provvedimento è qualificare le imprese, dare importanza alla formazione, agevolare le aziende che lavorano bene. Innescando questi meccanismi virtuosi, si intende lavorare sulle cause che generano la poca sicurezza sul lavoro, ci si aspetta quindi che la conseguenza diretta sia una riduzione delle morti e degli incidenti.

Cosa ne pensano i diretti interessati

I sindacati però vogliono di più.
La patente a punti è una proposta storica della CISL. Bene dunque la sua introduzione, ma al momento la vita di un lavoratore è stata valutata 20 crediti: con 15 è possibile lavorare e per 5 basta un corso di formazione.

I datori di lavoro sono invece scettici sulla patente a punti, contrari alla logica: piuttosto di punizioni per chi sbaglia (errori che potrebbero essere causati anche da fatalità), vorrebbero un sistema premiante per i virtuosi.

Tutti concordi sulla necessità di mettere ordine sulla pratica di appalto e subappalto, intervenendo a monte sul lavoro nero o mal retribuito.


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Per approfondire:

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Testo Unico sulla sicurezza: cosa c’è da sapere