Il PNRR consentirà la ripresa economica passando per l’aumento dei livelli di produttività e competitività delle aziende italiane. E in questo, il manifatturiero potrà trarre beneficio per ottenere un rilancio importante.

Perché l’innovazione del manifatturiero può aiutare il PNRR?

Ci siamo chiesti quali siano i punti cardine di questa evoluzione e abbiamo cercato di racchiuderli in:

  • Digitalizzazione
  • Internazionalizzazione
  • Transizione ecologica
  • Ottimizzazione della supply chain

Il primo punto, riportato nella Missione 1 è la digitalizzazione per la quale è previsto un investimento che supera i 13 miliardi di euro.
Con digitalizzare non si intende dotarsi di infrastrutture informatiche ma utilizzare la transizione digitale come uno strumento strategico di business.
La tecnologia occupa un posto di rilievo in questo processo ma la reale transizione sarà quella che le aziende coglieranno per impostare un importante cambiamento di mentalità e strategia.
Ciò significherà soprattutto apportare dei cambiamenti importanti al modello di business che finora è stato utilizzato: solamente così si potranno ottenere tutti i vantaggi che la transizione digitale è in grado di offrire.

Un secondo fattore del PNRR per il rilancio del manifatturiero italiano è l’internazionalizzazione che prevede un investimento di 1,49 miliardi di euro. Il sostegno del PNRR si dovrebbe in questa direzione concentrare sulle PMI, soprattutto del Mezzogiorno. Diventando quindi utile al superamento della frammentazione del tessuto imprenditoriale e alla creazione e lo sfruttamento delle economie di scala; per sostenerne i costi e aumentare i livelli di produttività.
La riduzione dei costi e dei consumi andrebbe poi tutta a beneficio dell’ambiente e della sostenibilità, che è il tema centrare della transizione ecologica, oggetto della Missione 2 del PNRR.

Il terzo fattore è quello che si lega più strettamente all’energia rinnovabile, per cui è previsto un investimento di oltre 23 miliardi di euro. Anche qui, puntare su innovazione e digitalizzazione consentirà al manufacturing di contribuire alla decarbonizzazione.
Ed è altrettanto auspicabile che la digitalizzazione delle infrastrutture di rete ed il loro potenziamento favoriscano anche l’aumento di produzione di energia da fonti rinnovabili.

La decarbonizzazione può essere favorita anche dall’ottimizzazione e dalla razionalizzazione della supply chain intesa come trasporto delle merci.
Ed la Missione 3 del PNRR prevede in tal senso investimenti per 24,77 miliardi per l’ammodernamento della rete ferroviaria per il trasporto delle merci su rotaia invece che su strada.

Quali sono le 6 Missioni del PNRR?

Più in generale, andiamo a capire meglio quali siano le 6 Missioni del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.

Missione 1: Digitalizzazione

Sostiene la transizione digitale del Paese, nella modernizzazione della pubblica amministrazione, nelle infrastrutture di comunicazione e nel sistema produttivo.
Ha l’obiettivo di garantire la copertura di tutto il territorio con reti a banda ultra-larga, migliorare la competitività delle filiere industriali, agevolare l’internazionalizzazione delle imprese. Investe sul rilancio di turismo e cultura, settori trainanti per l’economia tricolore.
La misura è destinataria di un fondo da 40,3 miliardi di euro.

Missione 2: Transizione ecologia e rivoluzione verde

La seconda missione è focalizzata sulla realizzazione della transizione verde ed ecologica sia della società che dell’economia, con lo scopo di rendere il sistema più sostenibile e competitivo.
Include interventi a sostegno dell’agricoltura, per l’ottimizzazione della gestione dei rifiuti, oltre che programmi di ricerca e investimento per le fonti di energia rinnovabile.
Prevede inoltre azioni mirate all’efficientamento del patrimonio immobiliare sia pubblico che privato, iniziative per il contrasto al dissesto idrogeologico e per promuovere la biodiversità e salvaguardarla. Infine, per la gestione e l’efficienza delle risorse idriche.
La Missione 2 è destinataria di un fondo da 59,33 miliardi di euro.

Missione 3: Istruzione e ricerca 

Si pone l’obiettivo di rafforzare ed estendere l’alta velocità ferroviaria nazionale e potenziare la rete ferroviaria regionale, con una particolare attenzione al Mezzogiorno. Potenzia i servizi di trasporto merci secondo una logica intermodale in relazione al sistema degli aeroporti. Promuove l’ottimizzazione e la digitalizzazione del traffico aereo. Punta a garantire l’interoperabilità della piattaforma logistica nazionale (PNL) per la rete dei porti.
La terza missione è destinataria di un fondo di 25,13 miliardi di euro.

Missione 4: Istruzione e Ricerca

La quarta Missione, Istruzione e Ricerca, incide su fattori indispensabili per un’economia basata sulla conoscenza. Oltre ai loro risvolti benefici sulla crescita, tali fattori sono determinanti anche per l’inclusione e l’equità. I progetti proposti intendono rafforzare il sistema educativo lungo tutto il percorso di istruzione, sostenere la ricerca e favorire la sua integrazione con il sistema produttivo.
La Missione 4 è destinataria di un fondo da oltre 25 miliardi di euro.

Missione 5: Coesione ed inclusione

La quinta missione è volta aevitare che dalla crisi in corso emergano nuove diseguaglianze e ad affrontare i profondi divari già in essere prima della pandemia, per proteggere il tessuto sociale del Paese e mantenerlo coeso.
L’obiettivo della Missione è facilitare la partecipazione al mercato del lavoro, anche attraverso la formazione, rafforzare le politiche attive del lavoro e favorire l’inclusione sociale.
La Missione 5 è destinataria di un fondo da oltre 19 miliardi di euro.

Missione 6: Salute

La sesta Missione riguarda la Salute, un settore critico. Le riforme e gli investimenti proposti con il Piano in quest’area hanno due obiettivi principali: potenziare la capacità di prevenzione e cura del sistema sanitario nazionale a beneficio di tutti i cittadini, garantendo un accesso equo e capillare alle cure e promuovere l’utilizzo di tecnologie innovative nella medicina.
La Missione 6 è destinataria di un fondo da oltre 15 miliardi di euro.