Incidenti carrelli elevatori telescopici

Gli incidenti con i carrelli elevatori a braccio telescopico non sono rari. E spesso, sono riconducibili a dinamiche del tutto simili.
Il caso che scegliamo di affrontare è tratto dalla rubrica “Imparare dagli errori” di Punto Sicuro, sulla base dei dati presenti nell’archivio di INFOR.MO., strumento per l’analisi qualitativa dei casi di infortunio collegato al sistema di sorveglianza degli infortuni mortali e gravi.

L’incidente riguarda un operatore che insieme ad altri colleghi aveva il compito di disarmare i casseri di gettata di una parete della rampa di accesso ad alcuni garage sotterranei.
Poco prima dell’infortunio, viene smontato un insieme di 9 pannelli, uniti fra loro da appositi morsetti. La parete risultante dall’unione era di circa 3 x 8,10 metri, agganciata mediante le catene alle forche di un carrello elevatore fuoristrada a braccio telescopico.

Il lavoratore, che guida abitualmente il carrello (pur non avendo ricevuto la formazione ed addestramento specifici), dopo che i pannelli sono stati agganciati si muove in retromarcia effettuando una curva lungo la rampa di risalita in terra battuta, tenendo il braccio telescopico alzato ed allungato (per evitare che i pannelli tocchino terra).

Durante la manovra, il carrello si ribalta e il lavoratore, con cinture di sicurezza sganciate, esce parzialmente dalla cabina rimanendo schiacciato all’altezza del torace fra questa ed il terreno. Morirà durante il trasporto in ospedale per la frattura dell’emitorace sinistro.

Tra i fattori scatenanti l’incidente:

  • la cintura di sicurezza sganciata
  • il sollevamento del carico con uso di muletto
  • la manovra di retromarcia errata.

Carrelli elevatori telescopici: le 5 cause più comuni di infortunio

Per aumentare l’attenzione e la sicurezza nell’uso di un’attrezzatura di lavoro è necessario conoscere tutti i principali fattori di rischio e le più usuali cause di infortunio.

Ecco i 5 fattori di rischio più comuni per chi utilizza i carrelli elevatori a braccio telescopico, contenuti nella scheda di INFOR.MO.:

  • Il ribaltamento, che può essere determinato da una serie di cause come: cedimento del piano di appoggio o dei percorsi; posizionamento scorretto degli stabilizzatori, ad esempio per la mancata o insufficiente distribuzione del carico sul terreno; errori di manovra durante la guida; cedimento strutturale; urti del braccio contro ostacoli fissi o mobili.
    Per prevenire tale rischio occorre verificare i percorsi e le aree di intervento, rispettare scrupolosamente le istruzioni del fabbricante e il registro di controllo ed eseguire le verifiche previste dalla norma; inoltre, il manovratore deve fare uso delle cinture di sicurezza.
  • La caduta di materiale dall’alto, la cui riduzione del rischio deve essere perseguita movimentando pallets (bancali) correttamente confezionati in modo che il materiale non possa fuoriuscire; nel caso di uso dell’argano, l’imbracatura dei carichi deve essere effettuata con adeguati accessori di sollevamento. Deve essere adottato il corretto uso dei segnali gestuali o di altri efficaci mezzi per la comunicazione tra il manovratore e l’aiuto manovratore. Per limitare i rischi di caduta di materiali, il carico trasportato lungo i percorsi deve essere mantenuto ad un’altezza minima da terra. È necessario mantenere le forche ad una minima distanza dal suolo anche durante i tragitti a vuoto, per avere la completa visibilità della strada e per evitare di urtare/agganciare strutture o impianti esistenti (ad esempio cavi e ponteggi).
  • Urti, colpi, impatti, compressione, schiacciamento: dovuti per lo più alle parti mobili della macchina come ad esempio il braccio sviluppabile e le forche. Per prevenire tale rischio è necessario che gli addetti al ricevimento dei carichi, dotati di indumenti ad alta visibilità, siano formati sulle posizioni da tenere nel rispetto delle distanze di sicurezza dal mezzo e dal carico in fase di avvicinamento e deposito; è inoltre necessario che l’operatore del carrello abbia la completa visibilità delle manovre da eseguire o che sia adeguatamente guidato dall’aiuto manovratore con appropriate segnalazioni.
  • Il cesoiamento, lo stritolamento: un rischio dovuto alla rotazione della torretta sul telaio, a cui sono esposti i lavoratori di assistenza a terra. Per prevenire, il carrello deve operare con il girofaro attivo, i lavoratori a terra devono mantenere la distanza di sicurezza dal mezzo ed essere formati allo scopo e il manovratore deve sorvegliare affinché nessuno possa accedere all’area pericolosa.
  • L’investimento: risultano esposte a questo rischio le persone eventualmente presenti lungo i tragitti, che devono indossare gli indumenti ad alta visibilità se non risulta possibile transitare lungo i percorsi pedonali. Il manovratore deve segnalare la presenza del mezzo (ad esempio con il girofaro e con il clacson) e deve provvedere affinché possa transitare con piena visibilità.

Altri fattori di rischio sono connessi a scivolamenti e cadute al livello, rischio elettrico, gas di scarico, agenti chimici, rumore e vibrazioni.

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