Dal 18 febbraio è diventato applicabile il Regolamento (UE) 2023/1542 sulla gestione delle batterie e rifiuti di batterie. Proprio per la sua natura di Regolamento, il documento è direttamente applicabile dagli stati membri, senza necessità di atti di recepimento.
Vediamo allora che cosa prevede.

Gli obiettivi del Regolamento

L’intento di questo Regolamento è quello di prevedere e ridurre i danni che le batterie, se non trattate in maniera corretta, possono causare alle persone e all’ambiente.

Come? Il Regolamento ha introdotto dei requisiti che devono rispettare tutte le batterie immesse sul mercato:

  1. Requisiti in materia di sostenibilità e sicurezza ( articoli da 6 a 10 e 12)
  2. Requisiti in materia di etichettatura e informazione (capo III)

Quali batterie? Tutte: portatili, di avviamento, illuminazione o accensione (batterie per autoveicoli), le batterie per mezzi di trasporto leggeri, le batterie per veicoli elettrici e le batterie industriali indipendentemente dalla forma, dal volume, dal peso, dalla progettazione, dalla composizione materiale, dalla composizione chimica, dall’uso o dalla finalità delle stesse. Comprese anche le batterie incorporate o aggiunte ad altri sistemi.
Per assicurare il rispetto dei requisiti vengono coinvolti gli operatori economici di tutto il settore: quelli che producono, vendono o mettono in servizio le batterie.

Il nuovo Regolamento modifica la direttiva 2008/98/CE e il regolamento (UE) 2019/1020; sostituisce, abrogandola, la direttiva 2006/66/CE.
Vedi qui testo del Regolamento completo

Un mercato unico europeo per le batterie

Con questo Regolamento si punta a creare un mercato unico europeo per il mondo delle batterie, dove gli accumulatori rispondano alle stesse regole di progettazione, produzione e riciclo, in modo da agevolare la circolazione e lo scambio di questi sistemi, il loro sviluppo sostenibile.
Il Regolamento, ponendo l’accento sui materiali, la sostenibilità e sul principio di circolarità, pone le basi affinché l’intera Europa lavori nella stessa direzione di sviluppo di tecnologie sostenibili e per il riciclaggio.
Si tratta di sistemi che richiedono importanti investimenti e dove quindi, lo sforzo comune, non può che essere un vantaggio per lo sviluppo di queste tecnologie così fondamentali nel mercato del prossimo futuro.
In condizioni di parità si agevola la produzione di batterie sostenibili nel mercato dell’UE, rafforzando la mobilità verde, l’energia pulita e la neutralità climatica.
Tutto ciò comporta anche la riduzione delle emissioni, in linea con gli impegni del Green Deal e dell’Economia Circolare.

Dichiarazione dell’impronta di carbonio

Il Regolamento prevede l’introduzione di una dichiarazione dell’impronta di carbonio, corredata dalla documentazione tecnica per: batterie per veicoli elettrici, batterie industriali ricaricabili con una capacità superiore a 2 kWh, batterie per mezzi di trasporto leggeri.

La Dichiarazione dell’impronta di carbonio contiene informazioni amministrative sul fabbricante, sul modello di batteria, su dove è stata fabbricata; il numero di identificazione della dichiarazione di conformità UE della batteria.
Chiaramente contiene anche il dato relativo alla sua impronta di carbonio che viene calcolata come:

kg di biossido di carbonio equivalente
per un kWh dell’energia totale fornita dalla batteria
durante la sua vita utile prevista

L’impronta di carbonio della batteria deve essere differenziata in base alla fase del ciclo di vita.

Sarà un percorso graduale che vedrà la dichiarazione dell’impronta di carbonio accompagnare tutte le tipologie di batterie entro il 18 agosto 2033 sotto forma di etichetta ben visibile, chiaramente leggibile e indelebile.

Contenuto riciclato nelle batterie

Dal 18 agosto 2028, le batterie industriali con capacità superiore a 2 kWh (eccetto quelle con stoccaggio esclusivamente esterno, le batterie per veicoli elettrici e le batterie per autoveicoli i cui materiali attivi contengono cobalto, piombo, litio o nichel) dovranno essere accompagnate da una documentazione inerente ai materiali.

Bisognerà specificare le percentuali di cobalto, litio o nichel presente nei materiali attivi che è stata recuperata dai rifiuti della fabbricazione delle batterie o dai rifiuti post-consumo, e la percentuale di piombo presente nella batteria recuperata dai rifiuti.
Questo obbligo verrà progressivamente allargato anche alle batterie dei mezzi di trasporto leggeri che contengono cobalto, piombo, litio o nichel nei materiali attivi.

Ricapitolando: quali sono le principali novità di questo Regolamento?

A partire dal 18 febbraio 2025
Le batterie (quelle per veicoli elettrici, le batterie industriali ricaricabili con una capacità superiore a 2 kWh e le batterie per mezzi di trasporto leggeri) dovranno essere accompagnate da una documentazione tecnica che contenga la dichiarazione d’impronta di carbonio: informazioni amministrative sul fabbricante, sul modello di batteria, luogo di produzione; impronta di carbonio e impronta di carbonio differenziata in base alla fase del ciclo di vita; numero di identificazione; link di accesso a una versione pubblica dello studio a sostegno dei valori dell’impronta di carbonio.

A partire dal 18 agosto 2026
Nel caso di batterie ricaricabili, le batterie per mezzi di trasporto leggeri e batterie per autoveicoli, l’etichettatura dovrà contenere ulteriori informazioni per identificare il fabbricante, sulla categoria della batteria, luogo e data di fabbricazione, peso, capacità, composizione chimica, sostanze pericolose presenti (diverse da mercurio, cadmio o piombo); agente estinguente utilizzabile, materie prime critiche presenti con una concentrazione superiore allo 0,1 % in peso/peso.

A partire dal 18 agosto 2026
Le batterie dovranno essere contrassegnate con il simbolo indicante la raccolta differenziata.

A partire dal 18 febbraio 2027
Alcuni accumulatori di grandi dimensioni immessi sul mercato o messi in servizio (ossia, batterie per mezzi di trasporto leggeri, batterie industriali con capacità superiore a 2 kWh e batterie per veicoli elettrici) dovranno essere registrate in formato elettronico e dotate di un “passaporto della batteria” che fornirà informazioni dettagliate su riutilizzo e riciclo.

Obblighi sulla gestione del fine vita
Il Regolamento contiene gli obblighi relativi alla gestione del fine vita delle batterie che sostituiscono le corrispondenti disposizioni della direttiva 2006/66/CE, abrogata con effetto dal 18 agosto 2025.
Da notare le disposizioni sull’iscrizione nel Registro dei produttori, la responsabilità estesa del produttore, la raccolta, al trattamento e al riciclaggio, incluse le efficienze di riciclaggio, le informazioni sul fine vita, la preparazione per il riutilizzo o il cambio di destinazione dei rifiuti di batterie e la comunicazione alle autorità competenti.

Nuovi target
Sono stati posti nuovi obiettivi di raccolta per i Sistemi Collettivi che dovranno aumentare in modo significativo i loro tassi di raccolta delle batterie portatili: dal 45% entro dicembre 2023, si passerà al 73% nel 2030; per le batterie dei “mezzi di trasporto leggeri” (e-bike, monopattini elettrici… ) 51% entro il 31 dicembre 2028 e 61% entro il 31 dicembre 2031.

Sono previsti anche obiettivi di recupero anche sui materiali di importanza strategica, tramite il trattamento dei rifiuti:

  • litio 50% entro il 2027 e 80% entro il 2031
  • cobalto, rame, piombo e nichel 90% entro il 2027 e 95% entro il 2031

Per continuare ad approfondire i temi legati alla sicurezza delle batterie leggi anche i seguenti 2 approfondimenti su:

Normative e regolamentazioni per il trasporto di batterie al litio

Incendio batterie al litio

Riciclo del litio: i nodi della sostenibilità economica e della sicurezza

 

Domande frequenti

Cos’è e cosa contiene l’MSDS delle batterie?

L’MSDS (Material Safety Data Sheet), o SDS (scheda dati di sicurezza), è un documento che accompagna la batteria, fondamentale per la sicurezza, da consultare in caso di manipolazione o smaltimento. Deve essere emesso dal produttore del pacco batterie o dall’ente certificatore delle norme UN38.3.

Che cosa contiene l’MSDS?

L’MSDS elenca tutti i pericoli per la salute e la sicurezza dell’uomo e dell’ambiente di un prodotto chimico. Accompagna infatti le sostanze e le miscele pericolose lungo tutta la filiera di approvvigionamento (produttore, importatore, distributore, utilizzatore ecc.). Tra queste ci sono anche le batterie.   Nella scheda dati di sicurezza di una batteria troviamo quindi: i materiali di costruzione della cella o del pacco batterie; le sostanze chimiche pericolose presenti nella batteria che potrebbero rappresentare un rischio per la salute o l’ambiente; le istruzioni di primo soccorso su come agire in caso di contatto con queste sostanze pericolose; le precauzioni da osservare in caso di rottura delle batterie; quali misure prendere in caso di incendio o esplosione per estinguere il fuoco; informazioni tossicologiche, dettagli e effetti tossici delle sostanze contenute nella batteria. Queste informazioni sono inserite all’interno di 16 precise sezioni:
  1. identificazione della sostanza / miscela e della società / impresa produttrice;
  2. identificazione dei pericoli;
  3. composizione / informazione sugli ingredienti;
  4. misure di primo soccorso;
  5. misure antincendio;
  6. misure in caso di rilascio accidentale;
  7. manipolazione e immagazzinamento;
  8. controllo dell’esposizione / protezione individuale;
  9. proprietà fisiche e chimiche;
  10. stabilità e reattività;
  11. informazioni tossicologiche;
  12. informazioni ecologiche;
  13. considerazioni sullo smaltimento;
  14. informazioni sul trasporto;
  15. informazioni sulla regolamentazione;
  16. altre informazioni

L’MSDS per la gestione dei rifiuti

Una volta che batteria è arrivata a fine vita, se non ha subito alterazioni, l’MSDS fornisce anche le informazioni necessarie per effettuare lo smaltimento nel modo corretto.

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Cos’è il Test Summary delle batterie al litio?

Le batterie al litio, per via degli elementi chimici di cui sono composte, sono classificate come merci pericolose. In quanto merci pericolose, il loro trasporto deve essere effettuato seguendo precise indicazioni e può avvenire solo dopo che hanno superato specifici test e hanno ottenuto determinate certificazioni. Il Test Summary è il documento di riepilogo, preparato alla fine del processo di testing. È un resoconto dettagliato dei risultati complessivi dei test e dei difetti riscontrati, deve essere consegnato al trasportatore della batteria. Può essere redatto sia dal produttore delle batterie che dagli intermediari. Nel documento devono essere presenti:
  • Riepilogo degli 8 Test delle UN38.3
  • Riepilogo MSDS (Material Safety Data Sheet)
Il Test Summary funge anche da carta d’identità per la batteria al litio, infatti riporta anche le indicazioni utili per rintracciare il produttore e le informazioni sulla tipologia di batteria (tipo di celle, peso, Wh, modello, chimica, ecc…).

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