Logistica europea

Rafforzare la logistica è un obiettivo strategico non solo per le aziende, ma anche per i Paesi e le strutture sovranazionali. Blocchi e rallentamenti negli interscambi si ripercuotono a cascata su tutti gli anelli della catena, dal produttore al consumatore finale, senza contare gli sprechi di risorse che ne derivano.

Ecco perché Confetra, Confederazione Generale Italiana dei Trasporti e della Logistica, ha realizzato il suo Manifesto 2024, presentato qualche settimana fa.
Si tratta di un documento programmatico che delinea la visione e le proposte dell’Associazione per il futuro del settore del trasporto e della logistica in Italia e in Europa. Si propone come una guida per affrontare le sfide e cogliere le opportunità che i prossimi anni porteranno con sé.

Ma quali sono le difficoltà che sta affrontando oggi la logistica europea?

Logistica europea: le fragilità del momento

Parlando di logistica europea in Italia, l’attenzione non può che andare su:

  • valichi alpini
  • Mediterraneo

VALICHI ALPINI

La situazione logistica nelle Alpi è complessa e, a rimetterci, è la competitività italiana.
I valichi sono fragili dal punto di vista strutturale, sovente il traffico viene bloccato a causa di frane e incidenti. Ma i blocchi possono dipendere anche da iniziative unilaterali da parte dei singoli Paesi.

Basti pensare al Brennero, spesso chiuso per blocchi imposti dall’Austria o per lo stato delle infrastrutture.
Il Brennero non è un caso isolato. Anche il valico del Gottardo è soggetto a chiusure frequenti, così come il Frejus, dove i treni non transiteranno fino all’estate.
Questi blocchi obbligano la merce a transitare su percorsi diversi, percorrendo tragitti più lunghi, aumentando la congestione del traffico, le tempistiche di trasporto e l’inquinamento.

Insomma, l’intervento per migliorare la situazione dei valichi alpini, dovrebbe essere su più fronti: sia infrastrutturale, di manutenzione ordinaria e straordinaria, che politico.

MEDITERRANEO

Le criticità principali del Mediterraneo sono concentrate nel Canale di Suez. Nel 2021 è bastata una nave incagliata per mandare in tilt il commercio; oggi la situazione è addirittura peggiorata a causa degli attacchi Houti alle navi in transito nel Mar Rosso.

La situazione è talmente grave che, al momento, le navi portacontainer preferiscono circumnavigare l’Africa. Il rischio è che, soluzioni emergenziali come questa, diventino la normalità.

Tocca alle istituzioni europee interrogarsi su questi aspetti e lavorare affinché ciò non accada, per mettere in sicurezza gli scambi e andare verso la transizione green.

Una politica europea dei trasporti logisticamente integrata

Alla luce di queste criticità, per Confetra è importante strutturare una politica europea dei trasporti logisticamente integrata. Per questo, alla vigilia delle elezioni europee, ha lanciato il sui Manifesto, un documento che possa essere uno strumento di lavoro per i futuri decisori politici. L’obiettivo è dare al settore della logistica la centralità politica e operativa che merita.

Manifesto 2024

Nel suo “Manifesto 2024 per una nuova Europa” Confetra ha toccato 10 punti:

  1. LA PRIORITÀ DI UNA VISIONE LOGISTICA EUROPEA E NAZIONALE
    Pandemia, invasione russa dell’Ucraina, conflittualità nel Medio Oriente… la catena logistica, così come è strutturata oggi, è costantemente davanti a shock inattesi.
    Serve una visione nuova della mobilità e della gestione dei flussi di persone e merci.
  2. IL TRASPORTO MARITTIMO
    La crisi nel Mar Rosso rischia di marginalizzare i porti del Mediterraneo, in primis quelli italiani.
    Il ruolo dell’Europa è determinante per allentare le tensioni geopolitiche in atto e difendere la competitività della navigazione e dei porti, in particolare sotto il profilo amministrativo e doganale.
  3. IL TRASPORTO AEREO
    In questa situazione l’aviotrasporto potrebbe rappresentare l’alternativa meno problematica, ma relativamente più costosa. Inoltra, per puntare su questo canale, serve una politica di decarbonizzazione e di adeguamento tecnologico.
  4. I TRASPORTI STRADALI E FERROVIARI
    Il trasporto terrestre, sia su gomma che su ferro, risulta inadeguato per vari motivi: infrastrutture, mancanza di autisti e operatori, costi elevati dei mezzi a basse emissioni…
    Servono politiche volte a risolvere queste criticità.
  5. LA BARRIERA ALPINA. INTERESSE NAZIONALE PRIORITARIO E STRATEGICO NEL CONTESTO EUROPEO
    I valichi alpini rappresentano una vera e propria “barriera” per l’Italia, che deve uscire dalla logica “settoriale” o “bilaterale” e diventare una questione di interesse strategico europeo, da affrontare ai più alti livelli.
  6. LA DECARBONIZZAZIONE DEI TRASPORTI
    Il tema della decarbonizzazione va ripensato per evitare costi sociali ed economici insostenibili e non adeguatamente valutati ex ante.
  7. LA RIFORMA DOGANALE
    Il settore doganale ha una sua complessità intrinseca e criticità collegate alla gestione operativa, burocratica e documentale. La nuova governance doganale dovrà tenere adeguatamente in considerazione le catene di approvvigionamento, le competenze e le dotazioni tecnologiche di ciascun Stato membro, così come il tessuto socioeconomico europeo, perlopiù costituito da piccole e medie imprese.
  8. LA REVISIONE DELLA DIRETTIVA SUL TRASPORTO COMBINATO DI MERCI TRA STATI MEMBRI
    La proposta di direttiva sul trasporto combinato, presentata dalla Commissione a novembre 2023, va ricontestualizzata con una riflessione sull’efficientamento logistico europeo, tenendo in considerazione tutte le variabili coinvolte: costi, sistemi di tariffazione, volumi di traffico effettivi, dotazione infrastrutturale e finanziaria di partenza.
  9. IL NUOVO REGOLAMENTO SULLA RETE TRANSEUROPEA DEI TRASPORTI
    Dopo quasi tre anni dalla proposta iniziale, il Regolamento sulla rete transeuropea dei trasporti (TEN-T) sta per entrare in vigore, introducendo numerose e diverse novità, aggiungendo un nuovo tassello fondamentale alla costruzione di una “rete europea dei trasporti”, ma manca ancora un adeguato supporto finanziario.
  10. UNA VISIONE LOGISTICA INTEGRATA TRA REGOLAZIONE E INFRASTRUTTURE: UN NUOVO “LIBRO BIANCO”
    Va assolutamente lanciata una politica europea dei trasporti logisticamente integrata, superando l’approccio per singola modalità finora prevalentemente seguito e l’elaborazione di testi legislativi gravemente generici e anche lacunosi, impostati secondo una logica a silos delle varie competenze coinvolte. La Commissione dovrebbe portare avanti valutazioni di impatto più trasparenti e intellegibili, coinvolgendo attivamente gli Stati membri, le rappresentanze territoriali e le intere filiere interessate, attraverso una metodologia di calcolo e pesi ponderati, e Centri Studi e Ricerca effettivamente indipendenti, possibilmente inseriti in un Albo sottoposto a revisione periodica.

Consulta il Manifesto 2024

Domande frequenti

Cosa si intende per supply chain?

La supply chain, o catena di approvvigionamento, è il sistema complessivo di organizzazioni, persone, attività, informazioni e risorse coinvolte nella produzione e trasporto di prodotti o servizi dal fornitore al consumatore finale. Questo sistema include tutte le fasi del processo, dalla produzione alla distribuzione e alla consegna. La gestione della supply chain coinvolge la pianificazione e il coordinamento delle attività di approvvigionamento, produzione, trasporto e distribuzione al fine di ottimizzare l'efficienza, ridurre i costi e soddisfare le esigenze dei clienti. Questa gestione può coinvolgere anche la gestione dei fornitori, l'inventario, la logistica e la gestione dei flussi di informazioni lungo la catena di approvvigionamento.

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Che differenza c'è tra logistica e supply chain?

La logistica e la supply chain sono concetti strettamente correlati, ma si concentrano su aspetti diversi.

Logistica

La logistica si riferisce principalmente alla gestione dei movimenti e dello stoccaggio di materiali e prodotti lungo la catena di approvvigionamento. Include attività come trasporto, magazzinaggio, gestione dell'inventario e gestione delle spedizioni. La logistica si concentra sull'ottimizzazione dei flussi di merci, cercando di ridurre i costi e migliorare l'efficienza nell'esecuzione delle operazioni di trasporto e stoccaggio.

Supply Chain

La supply chain, o catena di approvvigionamento, è un concetto più ampio che include la logistica ma va oltre.Si occupa della gestione di tutte le attività coinvolte nella creazione e distribuzione di un prodotto o servizio, dall'acquisizione delle materie prime alla consegna al cliente finale. Oltre alla logistica, la supply chain coinvolge anche aspetti come la pianificazione della domanda, la gestione dei fornitori, la produzione, la pianificazione della produzione e la gestione dei rischi lungo l'intera catena di approvvigionamento. La supply chain si concentra sull'ottimizzazione di tutti i processi coinvolti nella catena di approvvigionamento, non solo sulla logistica, al fine di massimizzare l'efficienza complessiva e la soddisfazione del cliente. La logistica è una parte importante della supply chain, ma la supply chain abbraccia un concetto più ampio che include la gestione di tutte le attività coinvolte nella creazione e distribuzione di prodotti o servizi.

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