Materie prime FOCUS Anima Confindustria
Quali conseguenze per l'industria, secondo il Focus Materie Prime di Anima Confindustria?

Incertezza geopolitica e cambiamenti a livello globale potrebbero costringere le imprese della meccanica a cercare mercati alternativi.

Il recente Focus Materie Prime – l’osservatorio promosso da ANIMA Confindustria per assicurare alle imprese associate un costante monitoraggio sull’evoluzione dei mercati delle materie prime – ha sottolineato quanto l’economia industriale europea sia influenzata da fattori geopolitici importanti.
Tra questi: il conflitto russo-ucraino che tende a cronicizzarsi, le ostilità mediorientali, con il blocco del Canale di Suez e il coinvolgimento diretto dell’Iran, che rischiano di generare una pericolosa escalation in uno scenario destinato a complicarsi ulteriormente nella prospettiva delle prossime elezioni in Europa e negli Stati Uniti.

Un quadro geopolitico associato a una crescita globale rallentata dalle difficoltà manifestate dalla Cina ma anche da un’inflazione che sta frenando la sua discesa allontanando il tanto atteso ribasso dei tassi d’interesse.

Gli effetti sui mercati delle materie prime secondo gli analisti non sono equiparabili agli storici picchi impressionanti osservati dopo la pandemia. Ma in questa fase le aziende si debbono misurare con la volatilità dei prezzi, che impone un’attenta gestione dei materiali e dei rapporti con i fornitori e con la crescente opacità dei mercati, che implica costanti insicurezze dell’offerta.

Inoltre, la conseguente incertezza che incombe sulle catene di fornitura, obbliga le imprese italiane a valutare attentamente i differenziali di costo e gli impatti delle regolamentazioni import-export disposte dall’Europa e dagli altri paesi.

Tra incertezza geopolitica e mancanza di risorse umane

Alcuni dei settori rappresentati da Anima stanno lavorando con continuità a livello nazionale e internazionale, mentre altri settori, come l’edilizia o i settori legati all’automotive, hanno visto un rallentamento negli ultimi mesi.

L’incertezza geopolitica in diverse zone del mondo ha bloccato l’export di alcuni settori, costringendo alcune imprese a cercare mercati alternativi. In linea di massima stiamo vivendo un periodo di relativa stabilità solo occasionalmente disturbata dai contraccolpi sui mercati di eventi difficilmente controllabili e prevedibili.

Ma nonostante la sensazione di stabilità, persiste per le aziende manifatturiere il problema sempre più impellente della mancanza di risorse umane, che impone con urgenza una maggiore collaborazione tra le istituzioni, industria e il mondo dell’istruzione scolastica.

A livello nazionale – ha sottolineato il vicepresidente di Anima – confidiamo nelle misure previste dal Pnrr e nella spinta economica e sociale che da esso possa arrivare. Come Anima Confindustria puntiamo molto sul piano Transizione 5.0, nell’attesa che la misura possa imprimere lo stesso slancio del precedente Piano 4.0 con l’auspicio, peraltro, che vengano semplificate le procedure di accesso alle sue specifiche misure”.