Le posizioni legate all'IA offrono stipendi mediamente più alti del 25% rispetto ai lavori non correlati all'IA, con variazioni significative tra le professioni. Gli annunci di lavoro per posizioni IA crescono a un ritmo 3,5 volte superiore rispetto al mercato del lavoro complessivo, richiedendo una rapida riqualificazione della forza lavoro.

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Secondo un nuovo rapporto di PwC, i settori aziendali che utilizzano l’intelligenza artificiale stanno registrando significativi aumenti di produttività. Settori come i servizi finanziari, l’informatica e i servizi professionali stanno sperimentando una crescita della produttività del lavoro quasi cinque volte superiore rispetto ai settori con una minore integrazione dell’IA. Inoltre, i lavori che richiedono competenze in materia di IA sono associati a un notevole premio salariale nei principali mercati del lavoro, tra cui Stati Uniti, Regno Unito, Canada, Australia e Singapore.

Ad esempio, negli Stati Uniti, le posizioni legate all’IA possono offrire stipendi mediamente più alti del 25% rispetto ai lavori non correlati all’IA. Questo premio salariale varia a seconda delle professioni: il 18% per i contabili, il 33% per gli analisti finanziari, il 43% per i responsabili delle vendite e del marketing e addirittura il 49% per gli avvocati. Questa disparità salariale è coerente in tutti i mercati analizzati, con le competenze di IA costantemente valutate più alte. Il rapporto, basato sull’analisi di oltre mezzo miliardo di annunci di lavoro in 15 Paesi, suggerisce che l’IA potrebbe consentire a molte nazioni di superare la bassa crescita della produttività di lunga data, portando a uno sviluppo economico, salari più alti e un miglioramento del tenore di vita.

Riqualificazione del mondo del lavoro

Un recente rapporto evidenzia che gli annunci di lavoro per posizioni legate all’IA stanno crescendo a un ritmo 3,5 volte più veloce rispetto al mercato del lavoro complessivo. Nel 2012, per ogni posto di lavoro nell’IA inserito, ora ce ne sono sette. Tuttavia, questa crescita richiede un maggiore impegno nello sviluppo delle competenze. Le professioni significativamente esposte all’IA registrano un cambiamento del 25% più rapido nei requisiti di competenza rispetto a quelle meno esposte. Un’indagine separata condotta da PwC sugli amministratori delegati ha rivelato che il 69% degli intervistati prevede che l’IA richiederà nuove competenze alla propria forza lavoro. Questa aspettativa sale all’87% tra i CEO che hanno già implementato tecnologie di IA.

L’impatto dell’intelligenza artificiale sul mercato del lavoro

L’ultimo rapporto di PwC giunge nel contesto di crescenti preoccupazioni per la potenziale perdita di posti di lavoro a causa del crescente utilizzo dell’IA. Nel giugno dello scorso anno, Goldman Sachs ha riferito che fino a 300 milioni di posti di lavoro negli Stati Uniti e in Europa potrebbero essere a rischio a causa dei progressi dell’IA. L’analisi ha suggerito che due terzi dei posti di lavoro negli Stati Uniti potrebbero essere parzialmente automatizzati, mentre fino a un quarto delle mansioni attuali potrebbe essere completamente automatizzato. Il mese scorso, IBM aveva annunciato l’intenzione di tagliare 7.800 posti di lavoro nell’arco di cinque anni a causa dell’IA, aumentando i timori di una diffusa perdita di posti di lavoro in vari settori. Inoltre, un rapporto di Kaspersky Research del dicembre 2023 ha rivelato che il 40% dei dirigenti di livello C intervistati intende utilizzare strumenti di IA generativa come ChatGPT per affrontare la carenza di competenze automatizzando le attività. A gennaio di quest’anno, anche Google ha segnalato potenziali tagli di posti di lavoro, spostando la propria attenzione sulle tecnologie emergenti, tra cui l’IA. Tuttavia, in contrasto con queste notizie, uno studio del MIT pubblicato lo stesso mese sostiene che l’impiego di personale umano rimane sostanzialmente più conveniente per la maggior parte dei lavori negli Stati Uniti.

Fonte: PwC Italia

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