Investire in una supply chain digitale è fondamentale per le aziende che vogliono rimanere competitive nell'odierno panorama dinamico. La capacità di adattarsi rapidamente alle mutevoli esigenze dei clienti e del mercato è essenziale per il successo a lungo termine.

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La supply chain digitale sta diventando sempre più evidente man mano che le organizzazioni adottano più tecnologia e investono in sistemi che le aiutano ad operare con maggiore agilità e a collegare i punti tra i nodi vitali delle loro reti globali. Le aziende stanno migliorando la previsione della domanda, acquisendo visibilità in tempo reale sulle loro reti e ottimizzando le loro operazioni.

Alla base di questi e altri miglioramenti c’è una comunità di fornitori che si concentra sul rendere le applicazioni di gestione della supply chain (SCM) più rilevanti, utili e dinamiche per lo spedizioniere moderno. I sistemi di gestione dei magazzini (WMS), i sistemi di gestione dei trasporti (TMS), il software di gestione delle scorte e i sistemi di gestione del commercio globale (GTM) sono solo alcune delle applicazioni che lavorano insieme per ottimizzare i diversi aspetti del flusso delle merci. Anche i produttori di ERP (Enterprise Resource Planning) si sono buttati nella mischia, costruendo o acquistando le applicazioni SCM di cui i loro clienti hanno bisogno per gestire le loro catene di approvvigionamento. Grazie a questi sistemi, gli spedizionieri possono gestire meglio le attività di trasporto, ottimizzare i percorsi, prevedere la domanda e utilizzare analisi avanzate per prendere decisioni migliori in materia di ordini, evasione e consegna. Questo, a sua volta, si traduce in clienti più soddisfatti, in un numero maggiore di acquirenti abituali e in un bilancio aziendale più sano.

Gestione della supply chain: visibilità in tempo reale e intelligenza artificiale

In un momento in cui i clienti B2C e B2B si aspettano molto dall’esperienza di consegna, la pressione sugli magazzini e centri di distribuzione è estrema. L’80% dei clienti vuole la spedizione in giornata, e l’88% è disposto a pagare un extra per questo servizio, secondo una recente ricerca di PRG. Per soddisfare o superare queste aspettative, gli sviluppatori di software stanno aggiungendo funzionalità più avanzate, incorporando l’intelligenza artificiale (AI) e l’AI generativa nelle loro applicazioni. Utilizzano variabili come le tendenze dei social media e i modelli meteorologici per aiutare gli utenti a prevedere con maggiore precisione la domanda.

Applicazioni come WMS (sistemi di gestione dei magazzini), TMS (sistemi di gestione dei trasporti) e YMS (gestione dei cantieri) svolgono un ruolo chiave nello sviluppo della supply chain digitale. Uno dei maggiori vantaggi offerti da questi sistemi è la visibilità in tempo reale, che prima era un “nice to have” e ora è diventata un must per tutte le organizzazioni. Dal punto di vista del WMS, la visibilità dell’inventario in tempo reale era un vantaggio competitivo forse 20-30 anni fa, ma ora è un requisito per qualsiasi azienda che voglia sopravvivere. Altre applicazioni, come TMS e YMS, lavorano insieme per garantire l’accuratezza e la velocità di evasione, spedizione e consegna. Questi sistemi sono mission-critical, e il mercato per queste soluzioni è per la maggior parte molto maturo e gli stessi sistemi sono testati e collaudati. Anche i magazzini che utilizzano ancora cartelline e penne per gestire l’inventario a un certo punto devono passare dalla carta al computer e inserire i dati.

Un approccio olistico alla gestione della catena di fornitura

Anche le aziende che dispongono di soluzioni sono alla ricerca di nuovi modi per sfruttare la tecnologia e costruire le loro catene di fornitura digitali. Gli spedizionieri che hanno utilizzato lo stesso WMS, ERP o TMS legacy negli ultimi 20-30 anni, ad esempio, vogliono essere in grado di utilizzare l’AI, la gen AI e altri progressi. Un numero sempre maggiore di loro sta valutando aggiornamenti e sostituzioni, vista la rapidità con cui la tecnologia è progredita negli ultimi anni. Stiamo vedendo molte aziende intraprendere questo percorso e cercare di capire quale sistema debba essere sostituito per primo, dato che sono tutti molto interconnessi. L’interconnettività è un aspetto critico della catena di fornitura digitale, che si basa sul fatto che tutti i sistemi facciano la loro parte per creare un quadro completo di ciò che accade all’interno della rete in qualsiasi momento. L’introduzione delle interfacce di programmazione delle applicazioni (API) rappresenta uno sviluppo positivo per le aziende che hanno bisogno di aiuto per collegare sistemi diversi in un ecosistema più coeso. Una volta installate, le API fungono da intermediari che consentono a diversi sistemi software di comunicare tra loro, anche se questi sistemi sono stati sviluppati da fornitori di software diversi. Ad esempio, un negozio di e-commerce può utilizzare un’API per ottenere informazioni sui prodotti da un sistema di gestione dell’inventario o un sistema di gestione delle relazioni con i clienti (CRM) può utilizzarne una per inviare i dati degli ordini dei clienti al sistema di evasione del magazzino. In definitiva, le API rappresentano un ulteriore modo per le aziende di “unire” i loro sistemi di gestione della supply chain in un’unica piattaforma coesa. Si tratta di un aspetto fondamentale in un settore in cui molte organizzazioni utilizzano ancora sistemi obsoleti per gestire le loro catene di approvvigionamento. Alcuni spedizionieri continuano a lottare con le soluzioni software puntuali messe in atto anni fa e che ora operano in silos. Questo approccio non si presta a una buona visibilità, da cui la maggiore attenzione all’ottenimento di una “visibilità più ampia” sull’intera catena di fornitura digitale. Per raggiungere questo obiettivo sono necessarie più analisi predittive e prescrittive che supportino una migliore previsione della domanda e la gestione delle scorte. In questo momento, molte aziende si chiedono come ottenere una maggiore predittività, sfruttando al contempo l’analisi prescrittiva. In effetti, molte di queste organizzazioni stanno lottando con la componente umana nell’attuale mercato del lavoro, dove trovare le persone in grado di supportare l’adozione, l’utilizzo e la manutenzione della tecnologia non è sempre facile.

L’aspirazione alla digitalizzazione

Nell’ambito della distribuzione, si osserva un marcato interesse verso la digitalizzazione della logistica e l’evoluzione verso una fase più sofisticata. È evidente l’attrazione verso nuove soluzioni brillanti proposte ai dirigenti di logistica e supply chain, che talvolta non colgono la necessità di un approccio olistico che coinvolga personeprocessi e tecnologia. Non basta adottare una nuova tecnologia aspettandosi che personale e procedure si adattino di conseguenza.

Per massimizzare l’efficacia, si suggerisce agli operatori logistici di ponderare con cura il ritorno sull’investimento (ROI) delle tecnologie implementate. È improbabile che una singola soluzione possa risolvere le problematiche di visibilità che si manifestano dal momento del ricevimento dei beni, attraverso la gestione del magazzino, fino alla fase di trasporto e consegna last-mile.

Per superare queste sfide, è indispensabile l’integrazione di numerosi sistemi, insieme a processi e personale che operino in sinergia per una supply chain digitale e unitaria. Anche se la tecnologia può supportare questo processo, senza un cambiamento concreto nelle dinamiche umane e procedurali, non si otterranno risultati automatici.

Iniziare con una base solida

Le strategie basate su previsioni statiche e dati storici sono diventate obsolete nel mondo della supply chain. Ora, grazie a software avanzati, è possibile anticipare i guasti, mantenere l’agilità aziendale di fronte a imprevisti, e regolare in anticipo inventario e produzione, minimizzando così il rischio di “stockout”, vendite mancate e clienti delusi. Alcune imprese sono pionieri nella digitalizzazione della supply chain, utilizzando strumenti di business intelligence che sfruttano dati da social media e previsioni meteo per integrare trend attuali e condizioni climatiche nella pianificazione. Per esempio, un rivenditore informato su una tempesta di neve imminente può riallocare le rotte di distribuzione per evitare ritardi.

Non è chiaro quanto queste tecnologie siano effettivamente impiegate nelle operazioni quotidiane. L’uso reale di questa business intelligence è ancora da valutare. Tuttavia, alcuni strumenti mostrano grande potenziale. Quest’anno si nota un incremento di aziende che stanno definendo le loro roadmap tecnologiche per la logistica digitale, privilegiando soluzioni che rispondono meglio alle proprie necessità piuttosto che inseguire le ultime novità. Si raccomanda di stabilire una roadmap pluriennale flessibile, iniziando con sistemi consolidati come TMSWMS e YMS, per poi espandersi. Queste tecnologie fondamentali possono costituire una solida base prima di esplorare innovazioni come veicoli autonomi e droni, che, sebbene affascinanti, non risolvono i problemi correnti della supply chain. Questi vengono generalmente affrontati con le tecnologie di base. Con queste fondamenta, le imprese possono poi sperimentare con nuove tecnologie per applicazioni specifiche. È essenziale costruire prima una base solida, senza la quale qualsiasi struttura più complessa rischia di crollare come un castello di carte. Il metodo migliore è quello di sviluppare una base che permetta alle nuove tecnologie di esprimere il loro pieno valore.

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