L’Unione Europea si è data l’obiettivo di bandire entro il 2035 la vendita di automobili alimentate a benzina o a diesel; queste ultime saranno sostituite, in grandissima parte, da veicoli elettrici alimentati da batterie agli ioni di litio. “Ma nel frattempo – puntualizza Leonardo Colapinto di Ecopower – le automobili che funzionano con motore a combustione continuano a coprire il 97% del mercato, e nel prossimo decennio le batterie al piombo-acido immesse annualmente sul mercato continueranno ad essere milioni. Va poi tenuto in conto che, oltre alle automobili, le batterie al piombo hanno innumerevoli altre applicazioni”.

“Concentrare l’attenzione sugli scenari futuri è una cosa buona – prosegue Colapinto – ma bisogna allo stesso tempo rimanere con i piedi per terra, prendendo atto che nel settore batterie il piombo continua a essere il materiale dominante e  non sparirà mai del tutto. Il flusso delle batterie esauste  al piombo-acido continua ad assestarsi attorno alle 170.000 tonnellate annue; secondo le nostre stime circa la metà di questo flusso è destinato a canali esteri non controllati, dove lo smaltimento improprio genera scempi ambientali e disastri sanitari. L’altra metà viene raccolta dai consorzi dei produttori di batterie ed avviata a filiere più sane e controllate, che non presentano problemi ambientali, sanitari e di sicurezza. La grande sfida è quindi aumentare l’intercettazione di batterie da destinare alle filiere dei consorzi di produttori, facendo in modo che i detentori delle batterie esauste scelgano i canali sani a non quelli torbidi. Non è una sfida facile, perché chi non rispetta gli standard etici ed ambientali sostiene costi minori e pertanto tende a essere più competitivo sul mercato”.

Il nuovo regolamento europeo sulle batterie, che esige maggiori standard e controlli lungo tutta la filiera, cambierà la situazione? “Di sicuro sul medio e lungo termine gli effetti del nuovo regolamento saranno decisivi – risponde Leonardo Colapinto – Ma sia oggi che nel futuro, a essere veramente determinante sarà la capacità dei consorzi di costruire e gestire filiere funzionali, efficienti, competitive, e caratterizzate da standard elevati. Ecopower si sta dando da fare su tutti questi fronti, applicando già da anni uno stringente protocollo di legalità sulle filiere,  e gestendo sistemi di reverse logistic che puntano a massimizzare i risultati di intercettazione”.

Come fate a mantenere l’intercettazione alta, nonostante la competizione delle filiere non controllate? “La nostra strategia si basa sull’analisi e comprensione degli interessi di tutti gli attori coinvolti, e su soluzioni che portano benefici a ognuno di essi – spiega l’esponente di Ecopower. – Ad esempio, abbiamo messo in piedi un sistema chiamato Ecomoneta, che punta al coinvolgimento dei rivenditori di pezzi di ricambio e delle officine meccaniche; queste ultime hanno un ruolo speciale nella filiera perché interagiscono con l’utilizzatore finale della batteria quando esso si trova nella necessità di sostituirla. Si tratta, in parole povere, dei meccanici che sostituiscono le batterie delle automobili private e dei veicoli aziendali: per loro è molto facile ottenere le batterie esauste, nella maggior parte dei casi se le trovano in mano automaticamente. Ci siamo quindi chiesti come incentivare questi player a captarne il maggior numero possibile e ad avviarle alle nostre filiere”.

E a quale conclusione siete giunti? “Grazie al valore di mercato del piombo riciclato, che è sempre più alto dato l’obbligo europeo di inserire molta materia prima seconda in ogni nuova batteria al piombo immessa sul mercato, abbiamo potuto mettere a budget un bonus economico da riconoscere come contropartita per ogni batteria intercettata. Per rendere più efficace il sistema abbiamo deciso di affidare la concessione del buono Ecomoneta direttamente ai produttori che sono soci del nostro consorzio, ossia ai player che immettono le batterie nuove sul mercato. Ogni produttore ha degli agenti di zona che piazzano le batterie presso i rivenditori di pezzi di ricambio; gli agenti di zona offrono a questi clienti il servizio di ritiro delle batterie esauste ponendo come contropartita il bonus Ecomoneta, sotto forma di voucher spendibile nell’acquisto di nuove batterie e/o di ricambi più in generale; un voucher che di fatto si traduce in uno sconto per le officine meccaniche. In questo modo i produttori e i distributori di batterie si fanno motori del sistema di intercettazione, perché hanno uno strumento per fidelizzare i clienti.

“Abbiamo in questo modo massimizzato l’efficacia delle risorse economiche a disposizione del consorzio, che non sono sono utilizzate solo per garantire la sostenibilità economica delle filiere di recupero delle batterie, ma anche per incentivare alla circolarità tutta la catena di produzione e distribuzione. Grazie a Ecomoneta il riciclo del piombo conviene a tutti gli attori della filiera, ma anche e soprattutto ai cittadini, ossia alla collettività in generale, perché quando una batteria esausta è affidata alle nostre filiere non ci sono problemi a livello ambientale e sanitario”.