Scaffalatura porta pallet ciclo di vita

Il processo che porta all’utilizzo sicuro di una scaffalatura metallica è un percorso articolato che coinvolge diverse figure professionali, ognuna con compiti e responsabilità ben definiti. Per comprenderlo al meglio è bene analizzare quelle che sono tutte le fasi del ciclo di vita di una scaffalatura, dalle esigenze iniziali di stoccaggio fino allo smontaggio e rimontaggio in un altro sito, evidenziando il ruolo di ciascun attore coinvolto e il flusso di informazioni che accompagna ogni step.

Quali sono le fasi del ciclo di vita di una scaffalatura? 

Dal concepimento iniziale all’eventuale smontaggio e riassemblaggio, ogni scaffalatura attraversa diverse fasi che determinano la sua efficienza e, soprattutto, la sicurezza dei lavoratori che la utilizzano.
Conoscere e comprendere queste fasi è fondamentale per garantire una gestione responsabile e conforme alle normative vigenti.
Scopriamole insieme.

1. Identificazione delle esigenze

Il datore di lavoro definisce le caratteristiche del magazzino e delle merci da stoccare. Se necessario, viene aiutato da un redattore di specifiche a compilare una lista dettagliata delle informazioni.

  • La lista include:
    • Identificazione del luogo di installazione
      (indirizzo, coordinate geografiche, altezza del piano)
    • Caratteristiche del sito
      (tipologia della pavimentazione, spessore e resistenza del calcestruzzo)
    • Caratteristiche delle unità di carico
      (ingombro, peso, frequenza e tipologia delle merci)
    • Tempi di sosta delle merci in magazzino
    • Tipologia e numero di operazioni giornaliere previste.

2. Progettazione e fornitura

Le specifiche tecniche vengono distribuite ai potenziali fornitori. I fornitori elaborano proposte tecnico-economiche basate sulle specifiche ricevute. Avvalendosi di un progettista strutturale, il fornitore dimensiona la scaffalatura considerando:

  • Le azioni sismiche del luogo di installazione
  • I pesi delle unità di carico
  • I mezzi di movimentazione
  • La normativa tecnica applicabile

La proposta del fornitore al datore di lavoro includerà quindi anche:

  • Riferimento alla specifica tecnica
  • Caratteristiche dei componenti della scaffalatura
  • Norme applicate nella progettazione
  • Parametri utilizzati nel calcolo sismico
  • Dichiarazione di conformità della progettazione alla normativa vigente

3. Verifica e installazione

La terza fase è quella della verifica e dell’installazione.
In questo step, il datore di lavoro verifica l’idoneità strutturale del sito, con particolare attenzione alla pavimentazione e all’ubicazione degli accessi; sceglie la soluzione più idonea e sottoscrive un contratto con il fornitore prescelto.

A questo punto, il contratto di fornitura deve richiamare il manuale di istruzioni, il disegno di montaggio e il cartello di portata della scaffalatura. Secondo la UNI EN 15635, il fornitore è tenuto a proporre il montaggio con squadre specializzate.

Al termine del montaggio, l’installatore rilascia la “dichiarazione di corretto montaggio” e la scaffalatura viene consegnata al datore di lavoro nello “stato iniziale” o “originale”. Nel caso di progettazione della scaffalatura secondo NTC 2018, è richiesta una relazione di collaudo supplementare.

4. Utilizzo, manutenzione e controlli

A questo punto, il datore di lavoro è responsabile della formazione specifica e dell’addestramento del PRSES (Persona Responsabile per la Sicurezza delle Scaffalature) e degli operatori di magazzino.

Il PRSES è responsabile del controllo periodico della scaffalatura e dell’istituzione di un piano di manutenzione conforme alle indicazioni del fabbricante/fornitore. Questa figura dovrebbe essere sempre presente nel luogo di lavoro per garantire interventi efficienti in caso di necessità.
Tutti gli operatori di magazzino devono seguire le procedure di lavoro stabilite dal datore di lavoro e segnalare al PRSES ogni anomalia riscontrata, il quale, in base alle segnalazioni ricevute, verifica la gravità della anomalia e richiede, se necessario, l’intervento di eliminazione dell’anomalia.

Qualora il datore di lavoro ritenga necessario modificare la disposizione della scaffalatura o dei livelli di carico, coinvolge il fornitore e l’installatore per la conferma di fattibilità, l’aggiornamento della documentazione e l’esecuzione dell’intervento.

5. Ispezioni e validazione d’uso

Con frequenza stabilita dal datore di lavoro in base alla valutazione dei rischi, e almeno con frequenza annuale, un esperto validatore esegue un’ispezione in affiancamento al PRSES per verificare le condizioni di sicurezza della scaffalatura.

L’esperto validatore valuta anche la correttezza delle registrazioni effettuate nel tempo dal PRSES. A seguito di un’ispezione con esito positivo, o a seguito dell’esecuzione di eventuali prescrizioni per il ripristino della sicurezza della scaffalatura, l’esperto validatore rilascia il rinnovo della validazione d’uso.

La validazione d’uso può essere rilasciata anche se sono state previste prescrizioni per il ripristino della sicurezza della scaffalatura, purché sia stato verificato il processo conforme alla UNI EN15635.

6. Modifiche e smontaggio

Nel caso di scaffalature datate, in cui non sia reperibile la documentazione originaria, né il manuale di istruzioni, è possibile in prima istanza eseguire una valutazione dello stato di danno delle attrezzature e procedere alla eliminazione progressiva dei componenti danneggiati utilizzando componenti non danneggiati di altre scaffalature esistenti e aggiungendo scaffalature nuove completamente documentate, con requisiti di sicurezza conformi alle normative vigenti.

Nel caso in cui le scaffalature debbano essere smontate e installate in altro edificio con differente configurazione, le operazioni di smontaggio devono essere condotte da una ditta installatrice competente.

Nella tabella seguente (UNI 11636) sono elencati i tipi di validazione necessari per ciascuna delle situazioni che possono verificarsi durante la vita attiva di una scaffalatura.

La tabella fornisce una panoramica generale delle validazioni necessarie per le scaffalature. Per informazioni più dettagliate, invece, è necessario sempre visionare la normativa vigente e le istruzioni del fabbricante.