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Il mercato delle piattaforme aeree a braccio articolato sta vivendo un momento di grande fermento. La domanda è alta e, grazie agli arretrati accumulati durante la pandemia e ai nuovi progetti infrastrutturali in cantiere, si prevede che rimanga tale per il prossimo futuro. C’è molto lavoro da fare e non ci sono segnali di rallentamento. Vediamo quali sono le tendenze che stanno influenzando il settore delle piattaforme a braccio articolato in questo momento e come le aziende stanno rispondendo alle esigenze degli utilizzatori.
Innovazione e tecnologia al servizio dell’utente
Le innovazioni introdotte dalle aziende produttrici nascono dalla necessità di ottimizzare i tempi di lavoro e migliorare le prestazioni in cantiere. Questo approccio si riflette in prodotti recenti come le piattaforme a braccio telescopico autolivellante e le piattaforme a pantografo completamente elettriche. Negli anni a venire, possiamo aspettarci l’introduzione di nuove tecnologie e prodotti all’avanguardia in tutte le linee di produzione, comprese quelle dedicate alle piattaforme a braccio articolato. Tra le principali aree di sviluppo troviamo la facilità d’uso e la connettività in cantiere, fattori che contribuiranno a trasformare radicalmente il modo di lavorare in quota, aumentando la produttività e migliorando le pratiche di sicurezza.
Elettrificazione e ibridazione: il futuro è green
Una delle tendenze più importanti nel settore delle piattaforme a braccio articolato è il passaggio a fonti di alimentazione ibride o elettriche. Questa spinta verso il “verde” è dovuta principalmente all’utilizzo sempre più frequente di questi macchinari in ambienti urbani, dove le normative ambientali sono sempre più stringenti, in particolare per quanto riguarda le emissioni di CO2. L’urbanizzazione non solo riduce gli spazi a disposizione nei cantieri, aumentando la richiesta di attrezzature ad alto sbraccio e ingombro contenuto, ma ha anche un impatto socioeconomico. Le nuove generazioni di operatori chiedono infatti una maggiore responsabilità ambientale da parte dei produttori. La crescente attenzione all’ambiente, unita all’aumento delle zone a emissioni zero e alla volontà di ridurre la dipendenza dai combustibili fossili per motivi geopolitici, sta spingendo verso una maggiore domanda di soluzioni elettrificate.
Durata delle batterie e autonomia di lavoro
L’autonomia delle batterie, a prescindere dalla marca o dal modello della piattaforma, dipende dal tipo di utilizzo che se ne fa. I clienti cercano macchine in grado di lavorare per un intero turno senza dover essere ricaricate, indipendentemente dal terreno o dal numero di cicli di lavoro effettuati. Tradizionalmente, le piattaforme sono state equipaggiate con batterie al piombo acido (FLA) che offrono tempi di funzionamento leader del settore. Tuttavia, con i progressi della tecnologia e la riduzione dei costi, si sta assistendo a un passaggio verso le batterie agli ioni di litio, che garantiscono maggiore autonomia e tempi di ricarica più rapidi, aumentando così l’utilizzabilità delle macchine durante la giornata lavorativa.
Ricarica delle batterie: una sfida da affrontare
Una delle principali sfide all’adozione di massa delle macchine elettriche è la ricarica in cantiere, soprattutto nelle fasi iniziali di un progetto o in luoghi remoti dove l’alimentazione elettrica non è prontamente disponibile. Attualmente, il grande punto debole dell’ecosistema dell’elettrificazione è proprio l’infrastruttura di ricarica, e tutti i produttori stanno lavorando a soluzioni diverse per colmare questo gap. Le aziende stanno proponendo soluzioni in più fasi, che vanno dalle stazioni di ricarica portatili temporanee a installazioni fisse provvisorie, fino a infrastrutture permanenti per un utilizzo a lungo termine.
Consigli per gli acquisti
I gestori dei parchi macchine devono considerare tutti i fattori, dal budget ai compiti specifici che dovranno essere svolti con la piattaforma. Scegliere una macchina con capacità eccessive o insufficienti può rivelarsi controproducente. È importante valutare le opzioni disponibili sulla base di specifiche tecniche come stabilità e portata, affidabilità e sicurezza del marchio produttore. I gestori dei parchi macchine devono considerare fattori quali il finanziamento dell’acquisto, la disponibilità dei ricambi, gli intervalli di manutenzione, l’assistenza e la garanzia, i sistemi telematici e gli strumenti digitali per la gestione delle attrezzature, la formazione di operatori e tecnici.






















