Litio in Italia

Come sappiamo il litio è un materiale fondamentale per la transizione energetica in corso. Dalle auto elettriche ai sistemi di accumulo delle fonti rinnovabili, se vogliamo “decarbonizzarci”, con le tecnologie disponibili oggi, ci serve il litio.

Quella del litio però è una partita che, almeno finora, ha escluso dai giochi Stati Uniti ed Europa. Al momento infatti il litio viene estratto in Australia (dalle rocce) o dai salar del sud America. Inoltre è la Cina a controllare una quota significativa della catena di approvvigionamento, dall’estrazione alla lavorazione, fino anche alla produzione delle batterie. Insomma una filiera che ha assegnato un ruolo marginale agli Stati Uniti e all’Europa.

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Una nuova tecnologia però, l’estrazione diretta, potrebbe chiamare in causa anche altri territori del mondo, consentendo di iniziare a sfruttare anche nuovi giacimenti.

Tra questi nuovi territori c’è anche l’Italia. Nel nostro Paese infatti ci sono diverse zone del sottosuolo con giacimenti di litio. Dove? Che tipo di giacimenti? Perché non l’abbiamo ancora estratto?

Cerchiamo di capirlo qui di seguito.

Il litio italiano: cosa c’è da sapere

In Italia possiamo trovare il litio principalmente in 2 zone:

  • Toscana meridionale, Lazio, Campania
  • A est degli Appennini (da Alessandria a Pescara)

In entrambi i casi si tratta di fluidi caldi ricchi di litio. Nella zona laziale i fluidi derivano da aree vulcaniche, nel versante appenninico invece derivano da rocce sedimentarie e giacimenti di idrocarburi.

Nel primo caso abbiamo acqua calda a circa 250 gradi, che circola tra i 500m e i 2,5km di profondità e può contenere fino a 480mg di litio per litro.

Nel secondo i fluidi possono raggiungere una concentrazione di 370mg di litio per litro.

Si tratta di numeri molto interessanti se pensiamo che, in altri paesi, in questo tipo di giacimenti si raggiungono valori di al massimo 200/250mg di litio per litro. Insomma: in nessun’altra parte del mondo ci sono fluidi così ricchi di litio.

L’estrazione del litio in Italia

Per questa tipologia di giacimenti, classificati come “non convenzionali”, non esisteva fino a poco tempo fa una procedura estrattiva. Oggi si sta iniziando a testare l’estrazione diretta, una modalità estrattiva promettente, sia dal punto di vista ambientale che di efficienza, ma costosa e ancora in via di sperimentazione, tra vantaggi e svantaggi.

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È difficile dire se e quando si inizierà a produrre litio italiano. Le tecnologie non sono ancora mature e l’impatto ambientale è da valutare.
Di sicuro però possiamo dire che il nostro Paese, e l’Europa ancora prima, ha ben presente il problema della dipendenza dagli altri Stati che caratterizza il Vecchio Continente per quanto riguarda il tema dell’approvvigionamento energetico.

Non a caso infatti il 12 dicembre 2023 l’Europa ha firmato il Critical Raw Materials Act, un accordo che punta a diversificare la produzione di alcune risorse chiave (tra cui il litio) e annovera tra le modalità anche l’avvio di miniere all’interno di alcuni dei paesi membri.

Si tratterebbe di estrazioni modeste ma che sarebbero comunque significative per raggiungere l’obiettivo di diversificare l’approvvigionamento e avviare una produzione di litio anche all’interno dell’UE.

[Fonti Geopop | VaielettricoWiredQualenergia]