Il micromanagement è uno stile di gestione in cui il manager esercita un controllo profondo e una supervisione dettagliata sui propri collaboratori. Questa metodologia di gestione può comportare il monitoraggio costante del loro lavoro, l’approvazione di ogni piccola decisione e la richiesta di frequenti rapporti.

In un’epoca in cui abbiamo compreso quanto la raccolta dei dati sia fondamentale per ottimizzare il lavoro, contabilizzare le attività delle persone, capire com’è suddivisa la loro operatività, quanto tempo dedicano alle singole mansioni… sembra essere una buona idea. Ma non è sempre così.

Non dobbiamo dimenticare che una componente fondamentale della produttività di una persona è fatta di motivazione e soddisfazione. Un eccessivo controllo potrebbe smorzare l’entusiasmo del lavoratore e ridimensionare la sua propensione ad essere collaborativo e propositivo.

Cos’è il micromanaging

Prima di andare a scoprire quando è utile il micromanaging, quando no e che danni può provocare, cerchiamo di capire meglio di cosa si tratta.
Il micromanaging è il monitoraggio costante del dipendente, anche nelle sue piccole incombenze quotidiane, un controllo continuo che lascia poco spazio all’autonomia.

Ne sono un esempio la richiesta da parte di un supervisore di approvare ogni passaggio del lavoro, oppure la procedura di mettere sempre in copia il manager in tutte le e-mail che vengono inviate dal dipendente, oppure far compilare come prassi un elenco con tutte le attività eseguite e il tempo dedicato…

Quando il micromanagement può essere utile

  • Durante l’onboarding di nuovi dipendenti: Quando un nuovo dipendente entra a far parte del team, è importante che riceva una formazione e una supervisione adeguate. Il micromanagement può essere utile in questa fase per assicurarsi che il dipendente stia imparando correttamente il lavoro e che stia seguendo le procedure aziendali.
  • In caso di problemi di performance: Se un dipendente sta riscontrando problemi di performance, il micromanagement può essere utile per identificare la causa del problema e per fornirgli la formazione e il supporto necessari per migliorare.
  • In situazioni di crisi: In caso di crisi, come un’imminente scadenza o un problema tecnico, il micromanagement può essere utile per assicurarsi che tutti i membri del team stiano lavorando insieme in modo efficace per raggiungere l’obiettivo.

Come possiamo iniziare ad intuire, il micromanagement è una strategia che vale se applicata in specifici casi e per un breve periodo.
Se dovesse diventare la normalità, questo tipo di gestione potrebbe rivelarsi dannosa e controproducente.

Rischi e danni del micromanagement

  • Riduzione della motivazione e dell’impegno dei dipendenti: i dipendenti che si sentono microgestiti si sentono spesso demotivati e non apprezzati. Possono anche sentirsi come se non avessero la fiducia del proprio manager o la possibilità di prendere le proprie decisioni. Questo può portare a una diminuzione della produttività e a un aumento del turnover del personale.
  • Può soffocare la creatività e l’innovazione: i dipendenti che sono costantemente microgestiti hanno paura di commettere errori e di prendere iniziative. Questo può soffocare la creatività e l’innovazione, impedendo all’azienda di crescere e di svilupparsi.
  • Può creare un ambiente di lavoro stressante e tossico sia per i dipendenti che per il manager: i dipendenti possono sentirsi ansiosi e sotto pressione, mentre il manager può sentirsi oberato dal lavoro e frustrato.
  • Dispersione di risorse: una gestione di questo tipo appesantisce i processi, che devono essere costantemente controllati e monitorati dal responsabile, una gestione lenta e costosa. Inoltre è  un processo che alimenta se stesso perché rende il manager sempre più oberato e i dipendenti sempre meno autonomi e proattivi. Se il team diventa numeroso, questa strategia è ancora meno sostenibile
  • Eccessiva attenzione ai dettagli: impostare le attività in questo modo rischia di dare molta importanza ad elementi che si potrebbero considerare dettagli marginali, scombinando le priorità lavorative e, ancora una volta, appesantendo i processi. Inoltre si rischia di perdere di vista il progetto nel suo insieme e la sua crescita

È importante evitare il micromanagement nella normalità operativa, prediligendo invece uno stile di gestione più delegativo. Questo significa dare ai dipendenti la fiducia e l’autonomia di cui hanno bisogno per svolgere il proprio lavoro in modo efficace. I manager dovrebbero fornire ai propri collaboratori le risorse e il supporto di cui hanno bisogno, ma dovrebbero anche permettergli di prendere le proprie decisioni e di imparare dai propri errori.

Test: come capire se stai usando una strategia di micromanaging

Spesso si arriva ad applicare il micromanagement inconsapevolmente e con le più buone intenzioni: fare in modo che le cosi funzionino, avere il pieno controllo.
Come riconoscere questo stile di leadership?
Di solito i manager che lo applicano hanno le seguenti caratteristiche:

  • Difficilmente sono soddisfatti
  • Chiedono aggiornamenti continui sullo stato delle attività
  • Vogliono sapere sempre su cosa stanno lavorando le persone
  • Accettano male che le attività vengano eseguite con modalità divere dalle loro
  • Correggono dettagli e, nel farlo, provano emozioni di rabbia ma anche orgoglio
  • Chiedono di essere in copia in tutte le email come normale procedura

Come evitare il micromanagement

  • Delega le attività e le responsabilità: dai ai tuoi dipendenti la possibilità di svolgere il proprio lavoro in modo autonomo. Non controllare ogni singolo passo
  • Fornisci feedback costruttivo: dai ai tuoi dipendenti feedback regolari sul loro lavoro, ma assicurati che il feedback sia costruttivo e utile. Non criticare o sminuire il loro lavoro
  • Stabilisci aspettative chiare: assicurati che i tuoi dipendenti sappiano cosa ci si aspetta da loro e quali sono i loro obiettivi. Questo li aiuterà a lavorare in modo autonomo e a prendere le decisioni giuste
  • Fiducia nei tuoi dipendenti: abbi fiducia nei tuoi dipendenti e credi che possano svolgere il proprio lavoro in modo efficace
  • Promuovi la comunicazione aperta: incoraggia i tuoi dipendenti a comunicare con te apertamente e a farti sapere se hanno dubbi o problemi
  • Sii consapevole che non è possibile controllare tutto, non lo è in ambito personale, figuriamoci in quello professionale, arrivare a questa consapevolezza non può che giovare allo stile di leadership

Seguendo questi consigli, puoi creare un ambiente di lavoro positivo e produttivo in cui i dipendenti si sentono motivati e apprezzati.