Materie prime critiche: l'Italia ha una nuova legge per la politica mineraria

Il 20 giugno il Consiglio dei Ministri ha approvato il DL Materie prime critiche che segna di fatto la ripartenza di una politica mineraria del paese.

Il nuovo DL serve per adeguare la normativa sul settore minerario italiano al recente regolamento Ue, il Critical Raw Materials Act, in funzione delle transizioni digitale e green. Vuole rilanciare il settore minerario italiano, attraverso procedure semplificate per gli iter autorizzativi dei progetti strategici.

Il decreto ha principalmente 2 scopi:

  • analizzare la domanda e i fabbisogni del Paese grazie ad attività di monitoraggio delle catene di approvvigionamenti
  • incentivare l’offerta di materie prime

Per raggiungere questi obiettivi il la nuova politica mineraria del paese intende:

  • avviare un Programma nazionale di esplorazione
  • semplificare le procedure autorizzative
  • rafforzare il Fondo Nazionale del Made in Italy
  • elaborare sistemi di monitoraggio in caso di perturbazioni dell’approvvigionamento

Royalties per le concessioni minerarie

Il provvedimento introduce un nuovo sistema di royalties per le concessioni minerarie di progetti strategici, che saranno corrisposte annualmente in favore dello Stato e della Regione interessata per progetti su terraferma.

Comitato tecnico permanente per le materie prime critiche e strategiche

Il DL prevede inoltre l’istituzione, presso il Ministero delle imprese e del made in Italy, del Comitato tecnico permanente per le materie prime critiche e strategiche, al quale è affidato il monitoraggio delle catene di approvvigionamento, oltre alla predisposizione di un Piano Nazionale delle materie prime critiche.

Delle istanze relative a progetti di estrazione e riciclo si occuperà il Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica.
Al Ministero delle imprese e del made in Italy invece il compito di occuparsi della presentazione dei progetti strategici aventi a oggetto la trasformazione. Dovrà analizzare i fabbisogni, monitorare le catene del valore ed eseguire eventuali prove di stress. Per farlo, sarà realizzato, in linea con il Regolamento, il Registro nazionale delle aziende e delle catene del valore strategiche con l’obiettivo di individuare le grandi imprese che operano sul territorio nazionale e che utilizzano materie prime strategiche in una serie di settori cruciali relativi alle batterie, agli aeromobili, ai dispositivi elettronici mobili e alle apparecchiature connesse alla robotica, alla produzione di energia rinnovabile e ai semiconduttori.

Programma di esplorazione nazionale delle materie prime critiche

Nasce infine un Programma di esplorazione nazionale delle materie prime critiche che dovrà essere promosso dall’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA) entro il 24 maggio 2025 e sottoposto a riesame quinquennale come previsto dal Critical Raw Materials Act.