Motori elettrici sincroni senza terre rare: una rivoluzione per i veicoli industriali
Un'innovazione che interessa i motori elettrici dei veicoli industriali e commerciali sia on-road (veicoli dell’ultimo miglio per la logistica, autobus urbani, scuolabus, camion dei rifiuti, ecc.) che off-road (es. macchine agricole, scavatori, carrelli elevatori, ecc.) e anche i robot umanoidi

Quando parliamo di innovazioni per rendere l’elettrificazione più efficiente, di solito pensiamo a tecnologie che riguardano batterie e accumulatori. Questa volta invece parliamo di motori.

Un’interessante novità in tema di motori elettrici è apparsa infatti a Colonia, alla recentissima edizione della fiera IVT Expo svoltasi il 26 e 27 giugno. E a presentarla è stato un neonato gruppo di aziende tutte italiane. Ma andiamo con ordine, iniziando a capire di che cosa si tratta.

Motori elettrici sincroni senza terre rare: come funzionano

Si tratta di una nuova gamma brevettata di motori elettrici dalle caratteristiche molto promettenti:

  • più silenziosi al mondo
  • ad altissimo rendimento
  • ultracompatti
  • riciclabili
  • prodotti senza utilizzo di terre rare

Cosa significa che sono prodotti senza utilizzo di terre rare?

Questi motori sono costruiti senza l’uso dei magneti permanenti, garantendo prestazioni energetiche più elevate e costanti, l’abbattimento dell’inquinamento acustico grazie alle migliori caratteristiche meccaniche. Inoltre, consentono un uso responsabile delle risorse, anche grazie alla elevatissima riciclabilità e all’azzeramento dell’attività mineraria che ha un fortissimo impatto sull’ambiente.

Senza magneti permanenti questi motori elettrici sincroni hanno rotori più leggeri e più dinamici, meno soggetti a cali di rendimento e al progressivo riscaldamento durante l’uso tipico dei comuni motori elettrici.

Applicazioni

Questi innovativi motori elettrici si prestano all’utilizzo nei veicoli industriali e commerciali sia on-road (veicoli dell’ultimo miglio per la logistica, autobus urbani, scuolabus, camion dei rifiuti, ecc.) che off-road (es. macchine agricole, scavatori, carrelli elevatori, ecc.) o anche robot umanoidi ultra-silenziosi.

Questi motori intendono rispondere alle nuove esigenze della mobilità elettrica, riducendo la dipendenza dall’approvvigionamento estero e dalle oscillazioni di mercato legate al prezzo delle terre rare di importazione, utilizzate nella produzione di magneti permanenti, migliorando nel contempo prestazioni e impatto ambientale anche nella fase di smaltimento.

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Chi c’è dietro ai motori elettrici sincroni senza terre rare?

Questi motori sono frutto del lavoro di un neonato polo italiano, Green Silence Group S.p.A., che unisce le competenze di tre aziende d’eccellenza nel campo delle applicazioni industriali e della mobilità: Settima Meccanica, Motive e Spin.
Conta oggi oltre 200 dipendenti e un fatturato di 50 milioni di euro che punta a raddoppiare entro il 2028. Green Silence ha una presenza diretta sui mercati europei, del Nord America e dell’Asia e realizza il 72% dei suoi ricavi all’estero, ponendosi come pioniere nell’adozione di tecnologie avanzate e sostenibili, fornendo soluzioni all’avanguardia per l’elettrificazione industriale e la mobilità sostenibile.

Del progetto fa parte anche il fondo Xenon Private Equity.

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