La difficoltà di reperire manodopera qualificata continua ad essere un problema pressante per le imprese italiane, con un costo stimato di 13,2 miliardi di euro per le micro e piccole imprese (MPI).
Un dato che emerge da un’analisi dell’Ufficio Studi di Confartigianato, basata su dati Unioncamere-Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

L’analisi evidenzia che il tempo necessario per trovare la figura professionale ricercata si è allungato: nel 2023, le imprese impiegano mediamente 3,3 mesi per ricoprire una posizione vacante, tempo che sale a 4,8 mesi nel caso di un operaio specializzato.
Le ricerche più difficoltose, con tempi superiori a sei mesi, riguardano (per il 22,6%) quelle degli operai specializzati.

Le conseguenze di questa situazione sono gravi per le imprese e si traducono in:

  • Aumento dei costi: le imprese sono costrette a sostenere maggiori spese per la ricerca e la selezione del personale, per l’utilizzo di contratti a termine o di interinali, e per la formazione interna.
  • Riduzione della produttività: la carenza di manodopera può portare a ritardi nella produzione e anche a una diminuzione della qualità dei prodotti
  • Perdita di competitività: le imprese che non riescono a trovare il personale giusto rischiano di perdere quote di mercato a favore dei competitor.

Il costo del mismatch per le MPI

Il costo del mismatch per le PMI varia in base al territorio.
Le Regioni più colpite sono la Lombardia (3.307 milioni di euro), il Veneto (1.432 milioni) e l’Emilia-Romagna (1.389 milioni). Mentre a livello provinciale, i costi maggiori si osservano a Milano (1.512 milioni di euro), Roma (971 milioni) e Brescia (440 milioni).

L’incidenza del costo per le MPI del mismatch connesso a lunghi tempi di ricerca dei lavoratori sul valore aggiunto è più elevata in alcune Regioni: Trentino-Alto Adige (1,08%), Valle d’Aosta (0,97%), Veneto (0,95%), Emilia-Romagna (0,92%) e Friuli-Venezia Giulia (0,92%). Anche a livello provinciale si osservano valori più alti in alcune zone, come Gorizia (1,14% del valore aggiunto provinciale), Provincia Autonoma di Bolzano (1,19%) e Belluno (1,17%).

Le proposte di Confartigianato per contrastare il fenomeno

Per contrastare il fenomeno, Confartigianato propone alcune misure tra cui il potenziamento della formazione professionale con la creazione di figure professionali più qualificate e rispondenti alle esigenze delle imprese; la sburocratizzazione delle procedure di assunzione (per rendere più rapido e meno costoso l’inserimento di nuovo personale nelle imprese); incentivi all’assunzione per le imprese che assumono lavoratori a tempo indeterminato, soprattutto giovani e donne.

E infine, il miglioramento della mobilità del lavoro. Oggi è necessario favorire la mobilità del lavoro, anche attraverso politiche che incentivino la riqualificazione professionale e il trasferimento dei lavoratori da un’area all’altra del Paese.

Le misure proposte da Confartigianato possono contribuire a ridurre il mismatch e a creare un mercato del lavoro più efficiente e flessibile.