Differenza tra rischio e pericolo

Quando si parla di sicurezza sul lavoro, è importante sapere bene a che cosa ci si riferisce.
Per questo volgiamo fare chiarezza su un aspetto che sembra secondario ma non lo è: la differenza tra rischio e pericolo.
Si tratta di una distinzione molto importante, soprattutto per tutto ciò che concerne le attività di valutazione dei rischi.

Differenza tra rischio e pericolo

In sintesi possiamo dire che il pericolo è la minaccia, mentre il rischio è la probabilità che quella minaccia si concretizzi in un danno.

  • Pericolo: è una fonte potenziale di danno. Può essere un oggetto, una sostanza, un comportamento o una condizione che, in determinate circostanze, può causare un incidente o una malattia. Esempi di pericoli in un cantiere edile potrebbero includere un’impalcatura instabile, un’area scivolosa o l’esposizione a sostanze chimiche pericolose.
  • Rischio: è la combinazione della probabilità che si verifichi un evento dannoso e della gravità delle conseguenze di tale evento. In altre parole: il rischio è la misura in cui un pericolo può effettivamente causare un danno. Ad esempio, la probabilità di cadere da un’impalcatura instabile (pericolo) e la gravità delle lesioni che potrebbero derivare da tale caduta (rischio).

Metodi di valutazione del rischio

Fatta questa distinzione è possibile procedere con più chiarezza alla valutazione del rischio, processo sistematico che mira a identificare, analizzare e valutare i rischi presenti in un ambiente di lavoro.

Esistono diversi metodi per effettuare questa valutazione, la scelta del metodo più adatto dipende dalla complessità dell’attività, dal numero di lavoratori esposti e dal tipo di rischi presenti.

C’è chi procede per checklists, elenchi per identificare rapidamente i pericoli più comuni in un determinato settore o attività; oppure un altro metodo è rappresentato dall’analisi dei modi di guasto e dei loro effetti (FMEA), un metodo sistematico per identificare tutti i possibili guasti di un sistema o di un processo e le loro conseguenze.

Oppure ancora, c’è chi ricorre all’albero degli eventi: diagramma che mostra la sequenza di eventi che possono portare a un incidente.

Viene utilizzato anche il sistema della valutazione quantitativa del rischio che si avvale di modelli matematici per stimare la probabilità e la gravità di un evento dannoso.

Misure di prevenzione più comuni

Una volta identificati e valutati i rischi, è necessario mettere in atto misure di prevenzione adeguate. Le misure di prevenzione possono essere di tipo tecnico, organizzativo o individuale.

  • Misure tecniche: riguardano la modifica degli impianti, delle attrezzature o dell’ambiente di lavoro per ridurre i rischi. Ad esempio, l’installazione di barriere di sicurezza, l’utilizzo di macchinari protetti o la ventilazione di ambienti confinati.
  • Misure organizzative: riguardano la modifica dell’organizzazione del lavoro, dei metodi di lavoro o dei programmi di manutenzione. Ad esempio, la rotazione dei compiti, la pianificazione delle attività in modo da ridurre l’esposizione ai rischi, la definizione di procedure di emergenza.
  • Misure individuali: riguardano l’utilizzo di dispositivi di protezione individuale (DPI) e la formazione dei lavoratori. Ad esempio, l’uso di caschi, guanti, occhiali protettivi, l’istruzione sui rischi specifici del lavoro e sulle procedure di sicurezza.

La valutazione dei rischi non è un evento una tantum, ma un processo continuo. Le condizioni di lavoro possono cambiare nel tempo, quindi la valutazione dei rischi deve essere aggiornata regolarmente per garantire che le misure di prevenzione siano sempre adeguate.

La valutazione dei rischi è uno strumento fondamentale per garantire la sicurezza e la salute dei lavoratori. Identificando e valutando i rischi, è possibile mettere in atto misure di prevenzione efficaci e ridurre significativamente la probabilità di incidenti e malattie professionali.

Per approfondire leggi anche: Valutazione dei rischi sul lavoro: come farla, chi deve farla e i vantaggi