
In un mondo ossessionato dall’intelligenza artificiale e dall’automazione, è facile trascurare il fattore umano all’interno del magazzino. Eppure, i numeri raccontano una storia di crescita impressionante: il numero di lavoratori nel settore logistico e di magazzino ha superato 1,83 milioni di unità, un aumento notevole rispetto ai 628.000 del 2010. Questo trend contrasta nettamente con il declino della forza lavoro nel settore manifatturiero.
Nonostante l’aumento del volume totale, i gestori di magazzino lamentano di non trovare personale sufficiente. Il motivo risiede in un profilo lavorativo completamente mutato. La permanenza media di un lavoratore in un singolo magazzino è oggi inferiore ai due anni, contro gli oltre dieci anni di un ventennio fa. Questo cambiamento è attribuito alla scarsa percezione della qualità del lavoro e alla richiesta di maggiore flessibilità e possibilità di avanzamento.
La trasformazione dei ruoli grazie all’automazione
Nonostante le sfide, gli esperti del settore sono unanimi: l’importanza dei lavoratori non svanirà. L’obiettivo non è l’eliminazione, ma la riqualificazione. Avremo sempre bisogno di persone in magazzino. Tra qualche anno potremmo averne la metà, ma il flusso produttivo sarà quattro volte superiore a quello attuale.
Questa trasformazione è già in atto, sebbene gradualmente. Con l’adozione di Robot Mobili Autonomi (AMR) e altre forme di automazione intelligente, i lavoratori di prima linea si stanno allontanando da compiti manuali, ripetitivi o fisicamente faticosi. Stanno invece transitando verso mansioni di livello superiore, un cambiamento che gli esperti definiscono “fondamentalmente positivo” per il personale di magazzino.
AMR e AI: il business case della flessibilità
Il successo del magazzino, oggi e in futuro, è legato alla capacità di essere flessibili. Questa flessibilità viene raggiunta attraverso un delicato equilibrio tra persone e tecnologia. La decisione di automatizzare è guidata dal ritorno sull’investimento (ROI).
Un percorso tipico di automazione vede l’evoluzione da un carrello manuale a un sistema smart, fino all’introduzione di un Robot Mobile Autonomo (AMR) e, in seguito, di un cobot che lavora a stretto contatto con l’uomo. È il business case favorevole che determina il momento del passaggio.
Gli AMR sono particolarmente apprezzati perché riducono drasticamente la necessità per i lavoratori di percorrere lunghe distanze all’interno del magazzino, migliorando le condizioni di lavoro e assistendo in attività come il prelievo. Parallelamente, l’Intelligenza Artificiale (AI) sta diventando il motore nascosto che ottimizza i flussi di lavoro, collegando sistemi gestionali e dispositivi wearable per dirigere le attività dei lavoratori in tempo reale.
Il futuro del lavoro: nuove competenze e ruoli
La transizione non sarà una rivoluzione repentina, ma un cambiamento fondamentale e graduale nel corso del tempo. Il ruolo dei lavoratori sta evolvendo in risposta all’automazione intelligente, creando nuove mansioni e richiedendo nuove competenze.
I ruoli a rischio di ridimensionamento includono le attività di movimentazione carichi e i supervisori di basso livello che controllano gli ordini, poiché queste funzioni diventeranno ridondanti grazie all’AI. Al contrario, si prevede un aumento di figure cruciali:
- Tecnici di Manutenzione: L’automazione richiede specialisti in grado di mantenere e riparare i robot e i sistemi automatizzati.
- Formatori di Robot: Personale dedicato all’addestramento e all’ottimizzazione delle operazioni dei sistemi automatizzati.
- Direttori dell’Automazione / Supervisori Digitali: Figure di alto livello che supervisionano sia le attrezzature che le operazioni, con particolare attenzione all’AI e ai sistemi digitali.
- Funzionalità di Pianificazione: Ruoli incentrati sulla sequenza dei flussi di lavoro e sull’utilizzo ottimizzato della manodopera in un dato momento.
Questo spostamento verso ruoli di lavoratore della conoscenza più desiderabili e strategici non solo garantirà la produttività futura, ma potrebbe anche invertire la tendenza del breve periodo di permanenza dei lavoratori nel settore, rendendo il lavoro di magazzino più attraente e gratificante.
Leggi anche:
Dall’AGV all’AMR: l’evoluzione dell’automazione mobile nei magazzini























