
La Dichiarazione di utilizzo delle terre e rocce da scavo è una dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà. In pratica, chi firma si assume la responsabilità di affermare che i materiali prodotti dal cantiere rispettano i requisiti e che quindi possono essere gestiti come sottoprodotto e non come “semplice” rifiuto.
Come redigere la dichiarazione di utilizzo terre e rocce da scavo: guida pratica sezione per sezione, errori da evitare e tempi di invio
Dalla Sezione A alla firma finale, ogni campo chiude un passaggio logico. Chi risponde della dichiarazione. Da dove arrivano i materiali. Dove passano (se serve). Dove finiscono. E in quali tempi.
Sezione A: dati del produttore
La Sezione A identifica il soggetto che presenta la dichiarazione. Identifica quindi il soggetto che nel caso di errori dovrà rispondere della correttezza o meno di quanto dichiarato. Nel modello vanno inseriti Cognome e Nome, Codice Fiscale, luogo e data di nascita, seguiti dalla qualifica. Di solito legale rappresentante, titolare o amministratore. Completano i dati richiesti la ragione sociale, la sede, l’indirizzo, il telefono e l’e-mail.
Subito dopo l’anagrafica, il modello richeide di dichiarare che le attività autorizzate nel sito indicato in Sezione B generano i materiali che devono essere gestiti come sottoprodotto. Qui il richiamo normativo è l’art. 184-bis.
Sezione B: il sito di produzione
Per ogni sito di produzione deve essere compilata una Sezione B. Il modello richiede i dati territoriali. Comune, CAP, Provincia e indirizzo. Con questi elementi si collegano i materiali a un luogo preciso.
Subito dopo va inserita la tipologia di intervento. Poi i dati catastali (Foglio e particelle) Quesrti dati rendono solida la tracciabilità collegando lo scavo a un’identità chiara e difendibile. Sul modello va ppoi inserita la destinazione urbanistica (PRG/PRGC) cosi da contestualizzare l’area e ridurre al minimo le ambiguità.
Completata la “sezione catastale” è necessario riportare gli atti autorizzativi, indicando con precisione quale autorità ha autorizzato l’opera, la tipologia dell’atto, la data e il protocollo (se esiste). La sezione B si chiude con gli aspetti operativi. Dimensione dell’area in m²n, la tecnologie di scavo utilizzata e la quantità destinata all’utilizzo come sottoprodotto fuori sito. Indicala in metri cubi.
Sezione C: deposito intermedio
La Sezione C deve essere compilata solo se i materiali transitano da un deposito intermedio. Se si utilizzano più depositi si compila una Sezione C per ciascuno. Nel caso si necessario compilarla deve essere indicato l’indirizzo, dove si trova il deposito, chi è il proprietario e chi lo gestisce. Devono essere riportati anche i riferimenti catastali e la destinazione urbanistica (PRG/PRGC) e se il periodo di deposito supera un anno, è necessario spiegare il perchè. Infine deve essere indicato il massimo quantitativo che si deposita espresso in mc.
Sezione D: destinazione
La Sezione D prevede due strade. O i materiali sono destinati ad un utilizzo sul suolo oppure devono essere inseriti in un ciclo produttivo. Il modello richiede una Sezione D per ogni destinazione. Tante sezioni quanti sono i siti.
Utilizzo su suolo. Devono essere riportati i dati del sito, l’indirizzo, i riferimenti catastali e la destinazione urbanistica (PRG) segutia dal tipo di intervento (recuperi, ripristini, rimodellamenti, riempimenti ambientali o altri usi previsti dalle normative)
Nel caso in cui l’opera di destinazione richieda autorizzazione è necessario riportarla, indicando l’autorità competente, la data e il numero di protocollo dell’atto.
Materiali destinati a ciclo produttivo. Deve essere trascitta l’indicazione dell’impianto con l’indirizzo, la tipologia di impianto e il materiale o prodotto che ne deriva.
Sezione E: i tempi
Sui tempi il modello è netto. L’utilizzo deve restare entro un anno dalla data di produzione. Fa eccezione solo il caso di opere con durata superiore. Per questo deve essere inserita la data presunta di inizio e la data presunta di fine dello scavo.
Le date devono essere credibili. Devono anche coerenti con la logica del cantiere. Gli enti possono confrontare il cronoprogramma con i fatti. Se si promettono tempi irrealistici, la dichiarazione perde autorevolezza e si aumenta il rischio di richieste di integrazione.
Firma, documento e validità
La dichiarazione prevede due modalità di firma: in presenza del dipendente addetto, oppure alla firma deve essere allegata la fotocopia del documento di identità. Entrambe le modalità sono previste dall’art. 38 del D.P.R. 445/2000.
























