
I numeri diffusi dall’INAIL relativi a gennaio 2026 offrono una fotografia interessante dell’andamento di infortuni e malattie professionali in Italia. Il quadro generale mostra una lieve riduzione degli infortuni e un netto calo dei decessi, mentre crescono sia gli incidenti in itinere (nel tragitto casa-lavoro) sia le denunce di malattie professionali.
I dati, come sempre, sono provvisori e dovranno essere consolidati nel corso dell’anno con la conclusione degli iter amministrativi e sanitari relativi a ciascuna denuncia. L’analisi distingue inoltre le diverse modalità di accadimento degli infortuni – in occasione di lavoro e in itinere.
Infortuni sul lavoro: lieve calo rispetto al 2025
Nel mese di gennaio 2026 le denunce di infortunio avvenute in occasione di lavoro (escludendo gli studenti) sono state 29.611, con una diminuzione dell’1,6% rispetto alle 30.090 registrate nello stesso mese del 2025.
Il confronto con gli anni precedenti mostra:
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-2,8% rispetto al 2024
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-42,4% rispetto al 2022
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-14,0% rispetto al 2021
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-12,6% rispetto al 2020
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-16,6% rispetto al 2019
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+0,8% rispetto al 2023
Rapportando le denunce al numero di occupati rilevati dall’Istat, l’incidenza infortunistica è scesa da 155 denunce ogni 100mila occupati nel 2019 a 122 nel 2026, con una riduzione complessiva del 21,3%. Rispetto a gennaio 2025 il calo è del 2,4% (da 125 a 122).
L’incidenza degli infortuni in occasione di lavoro sul totale delle denunce (al netto degli studenti) è passata dall’85,0% nel 2019 all’83,5% nel 2026 (era 84,7% nel 2025).
Andamento per settore e territorio
A gennaio 2026 si registrano:
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-1,2% nella gestione Industria e servizi (da 26.837 a 26.524 casi)
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-11,7% in Agricoltura (da 1.548 a 1.367)
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+0,9% nel Conto Stato (da 1.705 a 1.720)
Tra i comparti con incrementi di infortuni si segnalano:
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Attività manifatturiere (+7,6%)
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Commercio (+5,2%)
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Trasporto e magazzinaggio (+2,9%)
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Costruzioni (+2,9%)
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Servizi di supporto alle imprese (+2,0%)
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Sanità e assistenza sociale (+1,5%)
In calo invece il settore fornitura di acqua, reti fognarie, gestione rifiuti e risanamento (-1,4%).
Dal punto di vista territoriale, le denunce diminuiscono nelle Isole (-5,1%), nel Sud (-4,0%), nel Nord-Ovest (-3,5%) e nel Nord-Est (-3,2%), mentre crescono al Centro (+6,8%).
Tra le regioni con i cali più marcati figurano Sardegna (-18,3%), Calabria (-12,1%), Provincia autonoma di Bolzano (-9,4%), Liguria (-8,5%) e Marche (-6,9%). Gli aumenti si registrano invece nel Lazio (+31,2%), Molise (+14,6%), Campania (+3,4%), Valle d’Aosta (+2,2%) e Sicilia (+2,1%).
Differenze per genere ed età
Il calo complessivo delle denunce tra il 2025 e il 2026 riguarda:
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lavoratori uomini: -2,4% (da 19.550 a 19.088 casi)
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lavoratrici: -0,2% (da 10.540 a 10.523)
Diminuiscono le denunce dei lavoratori italiani (-2,7%), mentre aumentano quelle degli stranieri (+2,4%).
Per fasce d’età si osserva una riduzione tra i 40-59enni (-5,8%), mentre crescono le denunce tra i 30-39enni (+3,9%) e tra i 60-69enni (+6,4%).
Casi mortali in forte diminuzione
Le denunce di infortunio con esito mortale in occasione di lavoro registrate entro gennaio 2026 sono state 27, cioè 18 in meno rispetto alle 45 del gennaio 2025.
Il confronto con gli anni precedenti mostra:
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-6 casi rispetto al 2020, 2022 e 2024
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-7 casi rispetto al 2021 e al 2023
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-4 casi rispetto al 2019
Rapportando i decessi agli occupati Istat, l’incidenza passa da 0,13 decessi ogni 100mila occupati nel 2019 a 0,11 nel 2026 (-15,4%). Rispetto a gennaio 2025 la riduzione è del 42,1% (da 0,19 a 0,11).
La quota dei casi mortali in occasione di lavoro sul totale dei decessi denunciati è salita dal 70,5% del 2019 all’81,8% del 2026 (era 76,3% nel 2025).
La riduzione ha riguardato:
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Industria e servizi: da 41 a 24 decessi
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Agricoltura: da 4 a 2
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Conto Stato: da 0 a 1
Tra i settori, aumentano le denunce mortali nelle Attività manifatturiere (da 4 a 5) e nel Commercio (da 2 a 3), mentre diminuiscono in Trasporto e magazzinaggio (da 6 a 5) e nelle Costruzioni (da 4 a 2).
Infortuni in itinere: segnale in crescita
Gli infortuni in itinere, cioè quelli che avvengono durante il tragitto casa-lavoro, sono stati 5.836, in aumento del 7,6% rispetto ai 5.424 del gennaio 2025.
Il confronto con gli anni precedenti evidenzia:
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+4,5% rispetto al 2024
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+14,0% rispetto al 2023
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+50,5% rispetto al 2022
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+84,7% rispetto al 2021
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+4,3% rispetto al 2020
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-7,1% rispetto al 2019
La loro incidenza sul totale degli infortuni (al netto degli studenti) passa dal 15,0% nel 2019 al 16,5% nel 2026 (era 15,3% nel 2025).
L’aumento interessa tutte le gestioni:
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Industria e servizi: +7,1% (da 4.771 a 5.108 casi)
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Agricoltura: +6,3% (da 64 a 68)
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Conto Stato: +12,1% (da 589 a 660)
Territorialmente crescono le denunce nel Nord-Est (+28,9%), nel Sud (+17,5%), nel Nord-Ovest (+2,9%) e nelle Isole (+0,3%), mentre calano al Centro (-11,9%).
Tra le regioni con gli incrementi maggiori si segnalano Emilia-Romagna (+64,9%), Calabria (+44,8%), Sardegna (+38,9%) e Abruzzo (+37,5%).
Totale complessivo delle denunce
Considerando anche gli studenti impegnati in attività lavorative, nel mese di gennaio 2026 le denunce complessive di infortunio presentate all’INAIL sono state 41.905, in leggero aumento dello 0,3% rispetto alle 41.800 del gennaio 2025.
I casi mortali denunciati sono stati 34, contro i 60 dell’anno precedente, con una diminuzione del 43,3%.
Malattie professionali in aumento
Le denunce di malattie professionali protocollate dall’INAIL nel primo mese del 2026 sono state 7.535, cioè 948 in più rispetto alle 6.587 di gennaio 2025, con un aumento del 14,4%.
L’incremento riguarda tutte le gestioni:
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Industria e servizi: +13,5% (da 5.526 a 6.273 casi)
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Agricoltura: +18,4% (da 1.015 a 1.202)
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Conto Stato: +30,4% (da 46 a 60)
Dal punto di vista territoriale, l’aumento interessa:
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Sud e Nord-Ovest (+22,3%)
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Centro (+14,8%)
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Isole (+5,5%)
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Nord-Est (+3,2%)
Per genere si registrano 718 denunce in più tra i lavoratori uomini (da 4.970 a 5.688, +14,4%) e 230 tra le lavoratrici (da 1.617 a 1.847, +14,2%).
Le denunce crescono sia tra i lavoratori italiani (+13,8%) sia tra gli stranieri (+20,8%).
Le patologie più segnalate restano quelle osteomuscolari e del tessuto connettivo, seguite da malattie del sistema nervoso, patologie dell’orecchio, tumori e malattie dell’apparato respiratorio.
Nel complesso, i dati di gennaio 2026 delineano un quadro con meno infortuni e meno decessi sul lavoro, ma con due segnali da osservare con attenzione: la crescita degli incidenti nel tragitto casa-lavoro e l’aumento delle malattie professionali, fenomeni che continuano a riflettere i cambiamenti nell’organizzazione del lavoro e nei rischi occupazionali.



















