LetExpo

Quando cala il sipario sulla quinta edizione di LetExpo, la sensazione che si respira tra i padiglioni di Veronafiere non è solo quella di aver partecipato a una fiera, ma a un vero e proprio “consiglio di guerra e di resilienza”. L’appuntamento di quest’anno, conclusosi venerdì 13 marzo e organizzato da ALIS con la collaborazione di Veronafiere, ha superato ogni aspettativa numerica, ma è stato l’urto della realtà geopolitica a definirne il carattere.

Con 550 espositori (un incremento del 10% sul 2025) e un sistema che muove oltre 160 miliardi di euro di fatturato, LetExpo si è confermata il battito cardiaco dell’economia italiana. Tuttavia, il bilancio finale, che tracciamo oggi lunedì 16 marzo, ci consegna l’immagine di un comparto che non può più prescindere dagli equilibri – e dagli squilibri – del Medio Oriente.

Il “fronte” di Hormuz e la resilienza del mare

Il tema dominante è stato lo Stretto di Hormuz. Le parole del presidente di ALIS, Guido Grimaldi, hanno dato voce a una preoccupazione che tocca da vicino il quotidiano di migliaia di famiglie: 30.000 marittimi bloccati in un’area trasformata in campo di battaglia. Grimaldi ha ricordato che il Mediterraneo dipende per il 40% del traffico merci dai porti italiani; un blocco prolungato a Hormuz non è un’ipotesi accademica, ma una minaccia diretta all’approvvigionamento di gas e petrolio e alla stabilità dei noli.

Su questo punto, il Governo ha risposto con fermezza. Il Ministro degli Esteri Antonio Tajani ha garantito un monitoraggio inflessibile contro le speculazioni sui prezzi dell’energia, definendo “un ricatto” l’atteggiamento iraniano. Una visione condivisa, pur con sfumature diverse, dall’ex ministro Marco Minniti, che ha invitato a non sottovalutare la tenuta di una “teocrazia” come quella di Teheran, capace di una resistenza strutturale ben diversa dalle autocrazie tradizionali.

Trasporti e tecnologia: oltre la tempesta

Nonostante lo spettro della crisi, la logistica non si ferma. Sandro Pappalardo (ITA Airways) ha rassicurato i viaggiatori: nonostante la sospensione dei voli verso Tel Aviv e l’instabilità dell’area, l’impatto sui biglietti aerei resterà nullo, grazie a una gestione oculata dei costi del carburante.

Il futuro è stato invece disegnato da Amazon Italia, con l’AD Lorenzo Barbo che ha posto l’accento sull’intelligenza artificiale come strumento di potenziamento umano e l’intermodalità come chiave per decongestionare le reti. La logistica del 2026 non è più solo spostamento di merci, ma gestione intelligente e tecnologica dei flussi, capace di resistere anche ai picchi di instabilità globale.

La politica si interroga: energia, difesa e riforme

LetExpo è stata anche la vetrina delle strategie governative a lungo termine. Il vicepremier Matteo Salvini ha riaperto il dossier del nucleare, definendolo indispensabile per l’autonomia energetica del Paese, e ha chiesto all’Europa una sospensione delle imposizioni del Green Deal, considerate dannose per la competitività italiana. Una “strigliata” all’UE è arrivata anche dal Ministro della Difesa Guido Crosetto, che ha ricordato come la difesa non sia un costo in alternativa alla sanità, ma il presupposto fondamentale per ogni democrazia e mercato libero.

Il legame tra “infrastruttura materiale” (i porti e le strade) e “infrastruttura invisibile” (la giustizia e le riforme) è stato il tema di chiusura. Il viceministro Francesco Paolo Sisto e il viceministro Edoardo Rixi hanno concordato sulla necessità di una regia nazionale unica e di una giustizia più rapida per attrarre investimenti.

LetExpo

La chiusura: un Paese che semplifica

Il bilancio finale della kermesse è stato affidato alla Ministra per le Riforme, Maria Elisabetta Alberti Casellati. Nel dialogo con la stampa, la Ministra ha collegato la modernizzazione del Paese alla stabilità del governo: il premierato e la semplificazione amministrativa non sono solo temi politici, ma strumenti economici per permettere alle imprese di competere sui mercati internazionali senza il peso della burocrazia.