
Un bancale che cede, uno scaffale che balla, un armadio a cassettiera che si rovescia.
Questi, più che scenari remoti della logistica e dello stoccaggio, sono una cronaca troppo ordinaria di quell’industria che sottovaluta l’importanza della sicurezza delle strutture di magazzino. Strutture che, quando falliscono, lo fanno con conseguenze spesso devastanti per chi ci lavora accanto.
Eppure le indicazioni di sicurezza non mancano: c’è la Guida tecnica per la scelta, l’uso e la manutenzione di scaffalature porta pallet di Inail e Anima; oppure anche la lista di controllo specifica per scaffalature e armadi a cassettiera stilata da Suva (l’istituto svizzero per l’assicurazione contro gli infortuni, punto di riferimento normativo anche oltre confine). Manuali operativi utili per qualsiasi responsabile della sicurezza.
I 3 pericoli principali in presenza di scaffalature sono:
- essere colpiti dalla caduta di merci immagazzinate;
- caduta dall’alto di persone che accedono alla scaffalatura;
- schiacciamento in seguito al ribaltamento di un armadio a cassettiera.
Quando il ferro piega: i danni alle strutture
Il primo campanello d’allarme è spesso ignorato perché visivamente sottile: una leggera deformazione di una traversa, un montante con un’ammaccatura, un giunto che non si chiude più perfettamente. La normativa tecnica di riferimento europeo per la gestione e la manutenzione delle scaffalature fissa dei valori limite: una deviazione di appena 10mm su un montante verticale o 3mm su un tirante di controventatura sono già valori critici che impongono lo svuotamento immediato della struttura.
Il problema è che chi lavora in magazzino potrebbe essere portato a normalizzare i piccoli difetti, convive con lo scaffale “che balla un po’”, si abitua alle anomalie, alle traverse che si flettono visibilmente sotto carico.
La flessione tollerabile per una traversa è d ≥ L/200, quella per una mensola è d ≥ L/100: superati questi limiti, la struttura è formalmente sovraccarica.
Più la traversa è lunga, più flessione è tollerata in valore assoluto, ma il rapporto rimane sempre lo stesso. È un modo per esprimere un limite proporzionale alla dimensione della struttura, valido per qualsiasi scaffalatura indipendentemente dalle sue dimensioni.
Vale la pena sottolineare quanto recita la lista di controllo Suva: “eventuali riparazioni o adeguamenti devono essere svolti solo da personale esperto e qualificato”. Nessun fai-da-te, nessuna soluzione improvvisata.
La stabilità: il fondamento di tutto
Una scaffalatura che non è ancorata al pavimento o alla parete è, tecnicamente, un oggetto in equilibrio precario. La stabilità deve essere garantita o mediante avvitamento al pavimento o alla parete, oppure grazie a una base di appoggio sufficientemente ampia. Non sono ammesse soluzioni intermedie o empiriche del tipo “tanto non si è mai mossa”.
Altrettanto critica è la protezione antiurto sui montanti esposti: gli spigoli delle scaffalature nei corridoi di transito devono essere dotati di protezioni di altezza minima 30cm (raccomandata 40cm o più), fissate al pavimento e non collegate alla scaffalatura stessa. Questo perché, in caso di urto da parte di un carrello elevatore, la protezione deve assorbire l’impatto senza trasmetterlo alla struttura portante.
Un aspetto spesso trascurato nella progettazione dei magazzini è poi la larghezza delle corsie. La regola è semplice ma raramente rispettata: le corsie devono essere abbastanza larghe da agevolare le attività in condizioni di sicurezza, tenendo conto sia dell’ingombro del veicolo sia del carico che trasporta.
Armadi a cassettiera: la trappola del peso in alto
Gli armadi a cassettiera meritano un capitolo a parte, perché il rischio che presentano è fisicamente controintuitivo. La tendenza naturale di chi li usa è aprire il cassetto più accessibile, spesso quello in alto o quello nel mezzo. Il problema è che, con più cassetti aperti contemporaneamente, il baricentro dell’armadio si sposta drammaticamente verso l’esterno, aumentando il rischio di ribaltamento.
La soluzione tecnica esiste: il sistema di bloccaggio individuale dei cassetti, che impedisce fisicamente di aprire un secondo cassetto quando uno è già estratto. Una misura semplice, economica, spesso ignorata. In alternativa (o in aggiunta) l’armadio deve essere ancorato alla parete o al pavimento.
La merce: non solo “dove” ma “come”
I carichi stoccati devono rispettare i limiti di portata indicati per ogni ripiano, un’informazione che deve essere esposta in modo chiaro e leggibile direttamente sulla struttura o nelle sue immediate vicinanze, con indicazione del carico massimo per ripiano, la designazione del tipo e l’anno di costruzione.
Un tema spesso sottovalutato riguarda i bancali: devono essere posizionati in modo che gli zoccoli poggino correttamente sulle traverse della scaffalatura. La distanza tra le traverse deve essere calibrata sulla forma del bancale utilizzato. Un bancale mal appoggiato, o peggio deteriorato (tavole marce, schiacciate o scheggiate) è una bomba a orologeria che nessun occhio esperto dovrebbe lasciar passare.
Il fattore umano: organizzazione e formazione
Nessuna infrastruttura sicura regge senza una cultura della sicurezza, senza organizzazione e formazione degli operatori. È utile disporre di un piano di stoccaggio, che stabilisca cosa collocare, dove e come, ed è anche fondamentale la formazione regolare del personale, con verifica del rispetto delle istruzioni impartite.
Tra i temi che dovrebbero essere coperti dal programma di istruzione troviamo:
- il sovraccarico delle scaffalature;
- le distanze di sicurezza tra montanti, traverse e bancali;
- le attività manuali di commissionamento mentre sono in uso i carrelli elevatori;
- la segnalazione dei danni;
- il divieto di salire sulle scaffalature.
I guasti: avere un piano prima che accadano
Anche il magazzino meglio gestito può trovarsi ad affrontare situazioni di emergenza come bancali incastrati, carichi spostati, merci irraggiungibili con i normali mezzi.
Sarebbe buona norma predisporre un piano procedurale anche per la gestione di queste situazioni e avere a disposizione strumentazioni utili come scale movibili con piattaforma, ponteggi mobili, piattaforme elevabili.
È un approccio preventivo e sistemico che trasforma la sicurezza da reazione a emergenza in infrastruttura organizzativa permanente.
Perché un incidente in magazzino non è quasi mai una fatalità: è quasi sempre il risultato di una catena di piccole omissioni, ciascuna delle quali, presa da sola, sembrava trascurabile.




















