Decreto carburanti

Con un’approvazione lampo avvenuta nella serata del 18 marzo 2026, il Consiglio dei Ministri ha varato un decreto legge, il cosiddetto “decreto carburanti”, volto a contrastare l’impennata dei costi energetici innescata dalla crisi in Medio Oriente e dallo scoppio delle ostilità in Iran. Il provvedimento, che ha ricevuto la firma del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale, facendo scattare la riduzione dei prezzi alla pompa già dalla giornata di ieri, 19 marzo.

Un pacchetto di misure contro l’emergenza energetica

Il decreto ha un valore complessivo stimato tra i 500 e i 600 milioni di euro. Si tratta di un intervento “a tempo”, studiato per fornire un sollievo istantaneo a famiglie e imprese, ma con una clausola di flessibilità: il governo si è detto pronto a prolungare la durata delle agevolazioni qualora il conflitto in Iran dovesse protrarsi, mantenendo alta la pressione sui mercati. La premier Giorgia Meloni ha chiarito che l’obiettivo è fermare l’escalation dei prezzi prima che questa diventi insostenibile per il sistema Paese.

Il taglio delle accise: meno 25 centesimi alla pompa

La misura più visibile per i cittadini è il taglio delle accise, che resterà in vigore per i prossimi 20 giorni. L’intervento, che trascina con sé anche una riduzione della base imponibile Iva, garantisce un risparmio di 25 centesimi al litro su benzina e diesel, mentre per il GPL il calo è fissato a 12 centesimi. L’esecutivo ha scelto di assorbire l’ipotesi di una social card dedicata ai redditi bassi all’interno di questo taglio generalizzato, garantendo così un beneficio esteso a tutti i consumatori senza distinzioni di fascia ISEE.

Sostegno a trasporti e pesca: crediti d’imposta

Per evitare che il rincaro dei carburanti si rifletta sul costo dei beni di consumo (inflazione al carrello), il decreto introduce specifici strumenti di supporto per le categorie produttive più esposte. Agli autotrasportatori viene riconosciuto un credito d’imposta sull’acquisto del gasolio, la cui percentuale definitiva sarà ufficializzata con un secondo provvedimento tecnico. Parallelamente, il settore della pesca beneficia di uno stanziamento di 10 milioni di euro: le imprese ittiche potranno contare su un credito d’imposta del 20% per le spese sostenute nei mesi di marzo, aprile e maggio 2026.

Guerra alla speculazione: controlli serrati e sanzioni

Il decreto istituisce un meccanismo antispeculazione: le compagnie petrolifere avranno l’obbligo di comunicare giornalmente al Mimit (Ministero delle Imprese e del Made in Italy) i prezzi consigliati. Chi trasgredisce rischia una sanzione, pari allo 0,1% del fatturato. Il monitoraggio costante è affidato a una “task force” composta da Mister Prezzi, Guardia di Finanza e Antitrust, pronti a intervenire in caso di manovre distorsive lungo la filiera.

Rigore e sorveglianza sulla filiera distributiva

Il regime speciale di controllo durerà tre mesi e punterà a verificare la coerenza tra la variazione del prezzo del greggio sui mercati internazionali e il prezzo finale praticato ai distributori. Nei casi più gravi di rincari ingiustificati, scatteranno le denunce alla magistratura per il reato di “manovre speculative su merci”. L’intento del governo è assicurare che il sacrificio economico dello Stato si traduca interamente in un vantaggio per il cittadino, impedendo che i margini di profitto dei distributori vengano gonfiati artificialmente sfruttando il clima di incertezza bellica.