rischio macchine pulizia

Macchine sempre più performanti, specializzate, progettate per ogni superficie e ogni ambiente: oggi un operatore del cleaning dispone di strumenti impensabili anche solo vent’anni fa.
Insieme all’efficienza, le macchine portano con sé una serie di rischi che non sempre vengono affrontati con la stessa attenzione riservata ai prodotti chimici. Vediamo quali sono i principali.

Rischio macchine pulizia: la formazione oltre al marchio CE

Punto di partenza obbligato: tutti i macchinari impiegati nelle pulizie professionali devono essere conformi alla normativa europea e recare il marchio CE, che certifica il rispetto dei requisiti di progettazione, costruzione e sicurezza.
Ma la conformità della macchina non mette al riparo da incidenti.
Il rischio, nella stragrande maggioranza dei casi, nasce dall’uso scorretto, dalla manutenzione trascurata, dalla sottovalutazione dei pericoli quotidiani.

I professionisti del settore conoscono bene i rischi legati ai detergenti, le schede di sicurezza, i DPI, la corretta diluizione. Meno diffusa è la consapevolezza quando si tratta di monospazzole, lavasciugapavimenti, aspirapolvere industriali, generatori di vapore. Eppure i rischi ci sono, sono documentati e in alcuni casi possono avere conseguenze serie.

I 5 principali rischi con le macchine per la pulizia

La letteratura tecnica e la pratica sul campo identificano cinque categorie di rischio direttamente legate all’utilizzo di macchine per la pulizia professionale.

Urti

Il caso più classico riguarda la monospazzola: il momento dell’accensione è quello critico, perché la macchina tende a scattare lateralmente in modo improvviso. Un operatore non adeguatamente formato può perderne il controllo, con conseguenze per sé o per chi si trova nelle vicinanze. La regola è semplice ma spesso ignorata: mai trovarsi nella traiettoria della spazzola all’avviamento.

Cadute

Le cadute nel cleaning sono spesso causate dall’inciampo che può avvenire sul cavo elettrico di alimentazione della macchina, oppure in corrispondenza di un gradino o di un dislivello.
La prevenzione passa da accorgimenti pratici: tenere il cavo sempre dietro al macchinario, evitare che si tenda all’altezza del ginocchio, segnalare l’area di lavoro con appositi cartelli, prestare attenzione ai dislivelli nell’ambiente di lavoro.

Disturbi muscolo-scheletrici

Le macchine per le pulizie non sono oggetti leggeri e il loro utilizzo può provocare problemi muscolari e posturali. Il loro peso, la forza richiesta per manovrarle, i gesti ripetitivi e le posture obbligate possono causare dorsalgie e dolori muscolari, soprattutto a carico della schiena e delle spalle.
Il problema si aggrava quando si utilizzano macchinari poco ergonomici, non regolabili, o quando si devono spostare e trasportare senza adottare le posture corrette.
La formazione sui movimenti di sollevamento è una componente essenziale della sicurezza sul lavoro nel cleaning.

Vibrazioni

È forse il rischio meno visibile, ma non per questo meno rilevante.
I macchinari per le pulizie (in particolare le monospazzole) trasmettono vibrazioni al sistema mano-braccio. L’esposizione prolungata e continuativa può causare formicolii, gonfiori, riduzione della sensibilità al tatto, fino a limitazioni dei movimenti e dolori articolari.
Nei casi più gravi si arriva alla sindrome delle “dita bianche”, un disturbo vascolare ben noto in ambito occupazionale.
Il rischio cresce con la durata dell’esposizione e con lo stato di manutenzione della macchina: un macchinario mal mantenuto vibra di più. Anche il freddo è un fattore aggravante, le mani vanno tenute al caldo durante il lavoro.
Ad incidere è anche il fumo di sigaretta perché la nicotina restringe i vasi sanguigni e amplifica i danni da vibrazione.

Tra le misure di prevenzione più semplici ed efficaci di prevenzione ci sono: ridurre i tempi di utilizzo delle attrezzature che trasmettono vibrazioni fastidiose, impugnare i macchinari il più leggermente possibile e non tenere gli apparecchi a contatto con il corpo, assicurarsi della buona manutenzione dei macchinari.

L’importanza della manutenzione

Una macchina ben mantenuta è una macchina più sicura. Nonostante questa ovvia verità, la manutenzione ordinaria è spesso la prima voce a saltare quando i ritmi di lavoro si intensificano. È un errore che può costare caro.

Prima di ogni utilizzo, l’operatore dovrebbe verificare lo stato del cavo di alimentazione, controllare che non fuoriescano polveri o liquidi in modo anomalo, assicurarsi che gli accessori siano correttamente montati, e testare il funzionamento della macchina prima di iniziare. In caso di anomalie, la macchina non si usa e si segnala immediatamente il problema ai responsabili.

A fine lavoro, il protocollo è altrettanto preciso: scollegare sempre impugnando la spina, mai tirare il cavo, pulire la parte esterna con un panno umido, verificare l’integrità dei componenti elettrici. Ogni tipologia di macchina ha poi le sue specifiche di manutenzione ordinaria: i filtri dell’aspirapolvere vanno puliti regolarmente, le spazzole della lavasciuga pavimenti controllate e rimosse dopo l’uso, i serbatoi svuotati e sciacquati, le batterie gestite secondo le indicazioni del costruttore.

Le riparazioni, infine, devono essere affidate esclusivamente a officine specializzate e autorizzate. Niente fai-da-te, niente riparazioni improvvisate. E solo ricambi originali.

[Fonte: Documento Inail LA SANIFICAZIONE NEL POST PANDEMIA LA STANDARDIZZAZIONE DEI PROCESSI]