La piattaforma di lavoro elevabile potrebbe essere vista da qualcuno come un’attrezzatura affascinante: imponente, si staglia nel cielo arrivando ad altezze insolite, incuriosisce e per certi versi sfida, perché è visibile da lontano, inaccessibile per la maggior parte delle persone e porta a fantasticare su chissà che cosa si vede da lassù.

Lasciandosi trasportare da quest’ottica, e tralasciando quella più professionale e operativa, c’è il rischio di incorrere in qualche comportamento pericoloso come appendere striscioni pubblicitari, cartelli o banner alle piattaforme di lavoro mobili elevabili. Un gesto apparentemente innocuo, fatto magari con le migliori intenzioni (come dare un po’ di visibilità in più a un’azienda, o mostrare un benvenuto insolito per un evento…) ma che può causare vittime e incidenti, trasformando la macchina da lavoro in un’arma silenziosa.

IPAF, l’International Powered Access Federation, l’autorità mondiale nel settore dell’accesso aereo, ha dedicato a questo tema uno dei suoi Briefing Sicurezza, ribadendo con chiarezza un principio che dovrebbe essere noto a tutti gli operatori del settore: “le PLE non sono espositori pubblicitari”.

Il problema, nella sua essenza fisica, è semplice.
Le piattaforme di lavoro mobili elevabili sono progettate e costruite secondo standard ingegneristici precisi, che tengono conto del vento come fattore determinante per la stabilità della macchina. Quando si applica uno striscione alla struttura – che sia fissato alla piattaforma, alle protezioni laterali o ai componenti strutturali superiori – si aumenta significativamente la superficie esposta all’azione del vento.
Lo striscione si comporta come una vela: e come ogni vela che si gonfia e trasferisce forza alla struttura che la sorregge.

A terra, tutto può sembrare tranquillo, un vento appena percepibile. Ma la velocità del vento aumenta con la quota, e si intensifica ulteriormente nei cosiddetti effetti imbuto, cioè in quei corridoi che si formano tra edifici, strutture o oggetti ravvicinati.
La piattaforma in altezza è esposta a condizioni completamente diverse rispetto a quelle a terra.

Gli incidenti di ribaltamento delle PLE spesso provocano lesioni gravi o mortali. Secondo i dati globali raccolti da IPAF, l’instabilità che porta al ribaltamento è tra le prime cause di incidenti.
Non a caso IPAF ha scelto il ribaltamento come tema centrale della sua campagna di sicurezza globale, lanciata con lo slogan: “Stop ai ribaltamenti — La sicurezza parte da terra”. Una campagna che arriva in un momento in cui il settore dell’accesso aereo è in forte espansione, con un utilizzo sempre più diffuso delle PLE in contesti che spaziano dall’edilizia agli eventi, dalla manutenzione industriale alle infrastrutture ferroviarie.

Il divieto, come precisa IPAF nel suo documento, non riguarda solo un tipo specifico di piattaforma. Tutte le PLE sono interessate: dalle piattaforme a pantografo a quelle a braccio, il principio rimane lo stesso. Prima di fissare qualsiasi striscione o cartellone pubblicitario, è necessario contattare il costruttore o la società di noleggio.

Il rischio non riguarda soltanto gli occupanti della piattaforma. In caso di ribaltamento, a pagarne le conseguenze possono essere il personale a terra, i passanti, le strutture circostanti. Un ribaltamento non è un evento localizzato: è un crollo dinamico che coinvolge tutto ciò che si trova nel raggio d’azione della macchina.

Eppure la pratica persiste. La si vede nei cantieri durante fiere ed eventi locali, nelle manifestazioni sportive, nelle inaugurazioni. La PLE viene usata come piedistallo elevato, e lo striscione viene considerato un accessorio naturale. Nessuno si ferma a fare i conti con la fisica.

La risposta a questo problema non è solo normativa. È culturale. IPAF lo sa bene, e per questo ha costruito attorno al tema una vera e propria campagna di comunicazione, che include i celebri poster di Andy Access, personaggi illustrati pensati per trasmettere messaggi di sicurezza in modo diretto e memorabile anche per chi non ha una formazione tecnica specifica. Uno di questi poster ritrae esattamente questa situazione: una piattaforma con uno striscione che gonfia al vento.

La formazione degli operatori è un altro pilastro fondamentale. Chi utilizza una PLE dovrebbe conoscere non soltanto i comandi della macchina, ma anche i princìpi fisici fondamentali che ne governano la stabilità, i limiti di carico al vento indicati dal costruttore, e le procedure da seguire in caso di condizioni meteorologiche avverse. Saper riconoscere che una situazione è diventata pericolosa, e avere l’autorità e la fiducia necessarie per interrompere il lavoro, è parte integrante di una cultura della sicurezza matura.

Il messaggio di IPAF è chiaro e non lascia spazio a interpretazioni: non apporre mai uno striscione a una PLE. Non a quella in noleggio per la settimana. Non a quella di proprietà dell’azienda. Non “solo per qualche ora”, non “con poco vento”, non “perché lo abbiamo già fatto altre volte senza problemi”. La prossima volta potrebbe andare diversamente.