tecnici specializzati - TCE Magazine

Chi lavora nella logistica e nella movimentazione merci conosce bene due realtà apparentemente contraddittorie: da un lato, le aziende del settore sono in costante ricerca di personale (magazzinieri, operatori di muletto, tecnici di manutenzione, addetti alla movimentazione) e spesso non riescono a coprire le posizioni aperte. Dall’altro, tra i lavoratori cresce la preoccupazione che robot, automazione e intelligenza artificiale possano presto rendere superflue le loro competenze, sottraendo loro il posto di lavoro.

Questa tensione è reale e comprensibile. Ma i dati dicono qualcosa di diverso.

Randstad ha analizzato oltre 50 milioni di offerte di lavoro a livello globale – di cui 7,3 milioni in Italia – nel periodo compreso tra la fine del 2022 e i primi mesi del 2026, ovvero dall’avvento su larga scala dell’AI generativa a oggi.
I risultati offrono una lettura inedita e concreta del rapporto tra intelligenza artificiale e mercato del lavoro nel settore tecnico e industriale.

L’AI non elimina posti: ne crea di nuovi (e più specializzati)

Il dibattito sull’impatto dell’intelligenza artificiale sul lavoro tende a concentrarsi sulla possibile sostituzione dei ruoli impiegatizi e delle mansioni ripetitive.
Ma lo studio Randstad mette in luce un fenomeno parallelo e spesso trascurato: per costruire, installare e mantenere le infrastrutture fisiche che rendono possibile l’AI (data center, reti energetiche, impianti automatizzati, sistemi di movimentazione intelligente) serve una quantità crescente di tecnici specializzati.

I numeri parlano chiaro. Dal 2022 a oggi, in Italia:

  • Le offerte di lavoro per tecnici di robotica sono aumentate del +152%
  • Quelle per ingegneri HVAC (ventilazione, raffreddamento e condizionamento degli impianti) del +74%
  • Quelle per tecnici di automazione industriale del +67%
  • Quelle per elettricisti del +65%
  • Quelle per saldatori del +106%
  • Quelle per tecnici dell’edilizia del +53%

A livello globale, la domanda di figure tecniche è cresciuta del +27% negli ultimi quattro anni, undici punti percentuali in più rispetto alla media del mercato del lavoro complessivo e ben 3 volte più veloce rispetto ai profili impiegatizi. In Italia, la crescita delle offerte per ruoli tecnici è stata del 65% più rapida rispetto a quella per ruoli d’ufficio.

Cosa significa per chi lavora nella logistica e nella movimentazione

Il settore della logistica è uno dei principali beneficiari (e protagonisti!) di questa trasformazione. L’automazione dei ma­gazzini, i sistemi di movimentazione robotizzata, i nastri intelligenti, i veicoli a guida autonoma (AGV), i software di gestione delle scorte basati sull’AI: tutto questo non funziona senza persone capaci di installarlo, programmarlo, monitorarlo e ripararlo.

Questo significa che le figure più richieste non sono quelle che “spariscono” davanti alle macchine, ma quelle che sanno lavorare insieme a esse e gestirle.
Il profilo del tecnico di magazzino, dell’operatore di impianti automatizzati o del manutentore di sistemi di movimentazione si sta evolvendo: richiede competenze digitali, capacità di interazione con software avanzati e una formazione continua.

Lo studio Randstad conferma questa tendenza: il confine tra “colletto blu” e “colletto bianco” si sta assottigliando. I tecnici e gli artigiani specializzati di oggi devono essere sempre più nativi digitali e altamente qualificati.

Il vero problema: la mancanza di tecnici

Se l’AI crea domanda di lavoro tecnico, perché il settore continua ad essere in difficoltà? La risposta è nella scarsità dell’offerta.

Di fronte a una domanda in forte crescita, il numero di profili disponibili non cresce di pari passo. Le ragioni sono strutturali:

  • Nel settore manifatturiero, per ogni 100 giovani che entrano nel mercato del lavoro, ne escono 102: la forza lavoro tecnica si sta riducendo dell’1,72% all’anno
  • Circa un lavoratore su quattro si sta avvicinando all’età pensionabile, senza un adeguato ricambio generazionale
  • Le nuove generazioni tendono a privilegiare percorsi universitari rispetto alle carriere tecniche e artigianali
  • La formazione professionale fatica a tenere il passo con la velocità dell’evoluzione tecnologica

Il risultato pratico è che oggi assumere un tecnico specializzato richiede mediamente 41,2 giorni in Italia, contro i 36,8 giorni necessari per un profilo impiegatizio. Il talent shortage è reale, e si fa sentire ogni giorno nelle aziende della logistica che cercano personale.

Logistica e automazione: un’opportunità, non una minaccia

Per i lavoratori del settore, il messaggio dello studio Randstad è chiaro: l’intelligenza artificiale e l’automazione non sono il nemico. Sono una trasformazione che richiede adattamento, ma che porta con sé nuove e concrete opportunità occupazionali.

Le aziende della logistica che investono in automazione non cercano meno persone: cercano persone diverse, con competenze più specifiche e aggiornate. Chi è disposto a formarsi, ad acquisire competenze digitali di base e a evolvere il proprio profilo professionale, si trova in una posizione di vantaggio in un mercato del lavoro che ha più domanda che offerta.

Per i lavoratori del settore, questo significa:

  • Aggiornarsi sulle tecnologie di automazione e sui sistemi di gestione degli impianti
  • Investire nella formazione continua, anche attraverso i percorsi offerti dalle agenzie per il lavoro e dagli enti di formazione professionale
  • Valorizzare le competenze trasversali: problem solving, capacità di lavorare con dati e software, conoscenza dei processi produttivi
  • Non sottovalutare il proprio ruolo: i tecnici specializzati sono oggi tra i profili più ricercati e con le migliori prospettive di crescita professionale

FAQ — Domande frequenti su AI, automazione e lavoro nella logistica

L’intelligenza artificiale farà sparire i lavori nella logistica?

No, almeno non nel breve e medio termine. I dati mostrano che la diffusione dell’AI sta generando una domanda crescente di tecnici specializzati. I lavori cambiano forma, ma non scompaiono: si evolvono verso profili più qualificati e tecnologicamente aggiornati.

Quali figure professionali sono più richieste nella logistica automatizzata?

Tecnici di robotica, manutentori di impianti automatizzati, operatori di sistemi AGV, tecnici di automazione industriale, elettricisti specializzati e figure con competenze nella gestione di software di magazzino e WMS (Warehouse Management System).

È vero che le aziende della logistica faticano a trovare personale?

Sì. Lo studio Randstad conferma che la domanda di tecnici specializzati cresce molto più rapidamente dell’offerta disponibile. Assumere un tecnico richiede oggi mediamente più tempo rispetto a un profilo amministrativo, a causa della carenza strutturale di candidati qualificati.

Come posso aggiornare le mie competenze per restare competitivo nel settore?

Attraverso percorsi di formazione professionale continua, corsi su automazione e sistemi digitali, e programmi offerti da agenzie per il lavoro, che supportano i lavoratori nell’aggiornamento delle competenze tecniche richieste dal mercato.

Il settore della logistica offre buone prospettive di carriera?

Sì. Con la crescente automazione dei magazzini e l’espansione delle infrastrutture logistiche, le opportunità occupazionali per tecnici qualificati sono in aumento. La scarsità di profili adeguati rende i lavoratori specializzati particolarmente ricercati e, spesso, meglio remunerati.