
Come fare sicurezza negli appalti? Un nuovo Documento Inail ne parla.
Ogni mattina, migliaia di lavoratori varcano il cancello di un cantiere. Edili, impiantisti, manutentori, operatori specializzati. Ognuno con la propria impresa di riferimento, il proprio contratto, le proprie procedure. E spesso, tutt’intorno, altre squadre di altre aziende che lavorano contemporaneamente nello stesso spazio. È in questo intreccio — di responsabilità, di rischi, di interessi economici — che si annidano alcune delle insidie più gravi per la salute e la vita dei lavoratori.
I numeri parlano chiaro. Secondo i dati Inail, gli infortuni indennizzati nel settore delle costruzioni e degli impianti sono stati 21.726 nel 2023 e 21.442 nel 2024 per la sola gestione Industria, ai quali si sommano altri 13.777 nel 2024 per la gestione Artigianato. Numeri che, pur registrando qualche oscillazione, restano strutturalmente elevati e difficili da ignorare.
La sicurezza nei cantieri è un tema che riguarda tutti: imprenditori committenti, grandi appaltatrici, piccole e medie imprese subappaltatrici, coordinatori della sicurezza, preposti, lavoratori. Ognuno ha un ruolo. Ognuno può fare la differenza, in positivo o in negativo.
Il nodo degli appalti: perché è così difficile fare sicurezza
Il contratto di appalto è uno strumento potente e capillare nell’economia moderna. Regola lavori complessi, mobilita risorse enormi, coinvolge filiere articolate. Ma porta con sé una complessità organizzativa che, sul piano della sicurezza, si traduce in rischi specifici e spesso sottovalutati.
Quando un’impresa committente affida un lavoro a un appaltatore e questi a sua volta lo sub-appalta, in tutto o in parte, si crea una catena in cui le responsabilità si frammentano, le informazioni faticano a scorrere, e la cultura della sicurezza spesso si disperde lungo la filiera. I lavoratori più esposti finiscono per essere quelli più in basso nella catena: i dipendenti delle piccole imprese subappaltatrici, con meno tutele, meno formazione, meno voce in capitolo.
Tra le criticità più ricorrenti:
- Tempi contrattuali troppo stretti, che aumentano la pressione sui ritmi di lavoro e riducono il margine per le misure di prevenzione;
- Il criterio del massimo ribasso nelle gare, che storicamente ha penalizzato le risorse destinate alla sicurezza;
- Il subappalto a cascata, con l’inevitabile frammentazione di competenze e responsabilità;
- I rischi interferenziali, cioè i pericoli che nascono dalla compresenza di più imprese nello stesso spazio operativo;
- La discontinuità informativa tra committente, appaltatore e subappaltatori, che lascia zone d’ombra nella gestione dei rischi.
Normative di riferimento
Il D.Lgs. 81/2008 (Testo Unico sulla salute e sicurezza) rimane il riferimento centrale. Strumenti operativi come il PSC (Piano di sicurezza e coordinamento), il POS (Piano operativo di sicurezza) e il DUVRI (Documento unico di valutazione dei rischi da interferenze) vengono utilizzati per la gestione documentale della sicurezza in tutte le fasi dei lavori.
L’appalto è utilizzato sia nel settore privato, dove la normativa di riferimento è il Codice civile, sia nel settore pubblico, al quale si applica il Codice degli appalti pubblici (D.Lgs. 36/2023.
Tra le misure di tutela e obblighi previsti sono sempre ricompresi:
- verifica dell’idoneità tecnico professionale delle imprese appaltatrici e dei lavori autonomi;
- individuazione di specifiche figure dotate di determinati compiti e responsabilità nella sicurezza, nonché la loro formazione, il trasferimento e la condivisione delle informazioni di sicurezza tra appaltatori e committenti;
- la cooperazione e il coordinamento nell’attuazione delle misure di prevenzione e protezione;
- la valutazione dei rischi relativi alla propria attività, all’ambiente in cui si opera e alle interferenze con le altre lavorazioni contemporaneamente svolte nell’ambiente.
Nel 2024 è entrata in vigore anche la patente a crediti per le imprese e i lavoratori autonomi operanti nei cantieri, un sistema che punta a responsabilizzare maggiormente i soggetti coinvolti attraverso un meccanismo reputazionale legato alla conformità alle norme di sicurezza.
Ma la legge da sola non basta. Lo dicono i dati. Lo confermano gli esperti. Le criticità strutturali degli appalti, la temporaneità dei cantieri, la molteplicità degli attori, la pressione economica lungo la filiera, non si risolvono solo con nuove disposizioni normative. Richiedono un cambio culturale profondo, sistematico, condiviso.
Arriva il Quaderno Inail: le buone pratiche diventano patrimonio comune
Per far fronte a questa necessità Inail ha pubblicato, lo scorso aprile, il “Quaderno. Esperienze applicative di prevenzione infortuni in appalti di opere e manutenzioni”.
Si tratta di un volume collettivo, elaborato nell’ambito degli accordi tra Inail e i grandi gruppi industriali italiani e realizzato in collaborazione con alcune delle più importanti realtà imprenditoriali del Paese: Aeroporti di Roma, A2A, Autostrade per l’Italia, Ferrovie dello Stato, FiberCop, Italferr, Leonardo, RFI, Snam, Terna, Webuild, oltre alla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, che coordina il Laboratorio HSE (Health, Safety & Environment), un progetto sperimentale basato sul co-design tra accademia e imprese.
Il Quaderno raccoglie esperienze concrete, realmente adottate da aziende vere. Ogni pratica è presentata con una scheda che ne descrive scopo, modalità di attuazione e riferimento alle imprese che la utilizzano. L’obiettivo dichiarato è mettere a fattor comune le soluzioni che funzionano, perché anche le imprese più piccole, le PMI, le subappaltatrici, possano prendere spunto e migliorare la propria gestione della sicurezza.
Cosa contiene il Quaderno: una mappa delle soluzioni
La struttura del volume segue il ciclo di vita del rapporto committente-contractor: prima dell’appalto, durante la gestione e nella fase di revisione e miglioramento. Alle sezioni principali si aggiungono capitoli dedicati alle innovazioni tecnologiche e alla gestione della sicurezza nei cantieri internazionali.
Tra i temi e gli strumenti presentati:
In fase di preappalto
- Safety Supply Chain: come integrare la prevenzione lungo tutta la catena di fornitura, già dalla selezione dei fornitori.
In fase di gestione — organizzazione
- Le Golden Rules (regole salvavita): standard minimi non negoziabili di comportamento sicuro;
- La Stop Work Authority: il diritto/dovere di fermare un’attività rischiosa, riconosciuto a ogni lavoratore;
- L’Health & Safety Agent: una figura dedicata al presidio della sicurezza in cantiere;
- Sistemi incentivanti per la diffusione della cultura della sicurezza;
- Software gestionali per la documentazione di cantiere;
- Programmi di safety leadership per dirigenti e preposti;
- L’induction di cantiere (accoglienza sicurezza per i nuovi lavoratori);
- La gestione coordinata e digitalizzata delle emergenze in galleria.
In fase di gestione — rischi specifici
- Sistemi anticollisione per macchine e mezzi;
- Telecamere intelligenti per il monitoraggio;
- Gestione del rischio amianto in lavori di manutenzione e demolizione;
- Il rischio caldo nei cantieri: strategie di prevenzione e gestione;
- Lavori in ambienti iperbarici;
- Sonno, lavoro e strada: prevenzione degli incidenti legati alla stanchezza.
Revisione e miglioramento
- Gestione dei near miss (mancati infortuni): come trasformare gli “quasi incidenti” in occasioni di apprendimento;
- Il progetto Snam4Safety come caso di studio integrato.
Innovazioni tecnologiche
- Nuove soluzioni per la prevenzione delle cadute dall’alto;
- Simulatori di piattaforme di lavoro elevabili per la formazione pratica;
- Nuove tecnologie per la sicurezza delle macchine mobili semoventi.
Il framework della cultura HSE: sei dimensioni chiave
Uno dei contributi più originali del Quaderno è il framework concettuale sviluppato dal Laboratorio HSE della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, che individua sei dimensioni fondamentali per costruire una cultura della sicurezza solida nella relazione tra committente e appaltatori:
- Coordinamento e controllo: qualità ed efficacia delle attività di verifica e monitoraggio;
- Coinvolgimento e comunicazione: come si trasferiscono le informazioni e si supera le barriere linguistiche, culturali, organizzative; [a questo proposito leggi anche Integrazione e sicurezza: le sfide della manodopera straniera nel mercato del lavoro italiano]
- Sistema di gestione HSE: maturità e completezza del sistema adottato da committente e contractors;
- Gestione delle anomalie: prontezza e qualità delle risposte a inadempienze ed eventi accidentali;
- Pressione lavorativa: equilibrio tra esigenze produttive e rispetto degli standard di sicurezza;
- Formazione e competenza: livello e qualità delle attività formative lungo tutta la filiera.
Queste sei dimensioni vengono analizzate nelle tre fasi del ciclo di vita dell’appalto: prima, durante e dopo l’esecuzione. Un approccio sistemico che supera la visione puntuale e segmentata, per abbracciare la complessità reale dei cantieri.
Cosa possono fare imprenditori e lavoratori, oggi
Il Quaderno Inail non è rivolto solo alle grandi imprese. Anzi, la sua utilità dichiarata è proprio quella di offrire a piccole e medie imprese, subappaltatrici e operatori di ogni livello uno strumento di consultazione pratico, concreto, liberamente disponibile (la pubblicazione è gratuita e scaricabile dal sito Inail).
Agli imprenditori o responsabili della sicurezza, questo lavoro dice che non è necessario reinventare tutto da zero. Esistono soluzioni che funzionano, testate da aziende strutturate, adattabili alle diverse scale e contesti. L’importante è non trattare la sicurezza come un costo da minimizzare, ma come un investimento strategico in reputazione dell’impresa e fidelizzazione dei lavoratori.
A chi lavora in cantiere dice che la sicurezza non è solo una responsabilità dell’alto. Strumenti come la Stop Work Authority riconoscono esplicitamente il diritto di ogni lavoratore di segnalare una situazione pericolosa e, se necessario, di fermare il lavoro. La segnalazione dei near miss non è una delazione, è un atto di professionalità.
A chi lavora nel settore pubblico come stazione appaltante, la lettura del Quaderno offre spunti utili per affinare i capitolati, le clausole contrattuali e i sistemi di valutazione dei fornitori in ottica HSE.
La sicurezza nei cantieri non è un problema che si risolve con una norma in più o con un controllo in più ma è una sfida culturale. Richiede che committenti e appaltatori si considerino partner nella gestione del rischio, non avversari in una trattativa al ribasso.
Il Quaderno Inail 2026 è uno strumento prezioso in questa direzione. Proponendo le voci di chi, ogni giorno, affronta questa sfida sul campo.

























