cleaning professionale

La pubblicazione del Decreto legislativo 8 aprile 2026, n. 78 segna un momento di svolta nell’applicazione nazionale del Regolamento (UE) 2023/988 sulla sicurezza generale dei prodotti, in particolare per quanto riguarda il cleaning professionale. Il provvedimento, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 111 il 15 maggio 2026 e in vigore dal 16 maggio, mira a consolidare il quadro di responsabilità per tutti gli operatori economici che immettono, distribuiscono o rendono disponibili beni sul mercato, rafforzando radicalmente le tutele per il consumatore finale.

Impatto trasversale sulla filiera del cleaning

Per la filiera del cleaning professionale, il decreto assume un rilievo strategico. Produttori di chimici, macchine e attrezzature, così come distributori, imprese di servizi e pubblica amministrazione, sono chiamati a elevare i propri standard. Non si tratta solo di conformità all’atto dell’immissione in commercio, ma di una gestione olistica della catena di fornitura: dalla tracciabilità alla corretta informazione, fino alla gestione dei canali di vendita online, tutto deve concorrere a garantire elevati livelli di sicurezza.

Governance aziendale e sistemi di allerta

Il nuovo assetto normativo impone alle imprese un aggiornamento profondo della propria governance aziendale. La conformità ora include la gestione attiva delle segnalazioni di rischio e il corretto utilizzo dei sistemi europei di allerta. Il decreto disciplina esplicitamente l’uso di portali come il Safety Business Gateway, tramite cui gli operatori devono notificare tempestivamente i prodotti pericolosi, e il Consumer Safety Gateway, dedicato alle segnalazioni da parte dei cittadini. La trasparenza e la velocità di risposta diventano, quindi, pilastri della competitività.

Vigilanza e coordinamento istituzionale

Il Ministero delle imprese e del made in Italy è stato individuato come ufficio unico di collegamento per il coordinamento delle attività di vigilanza. È prevista l’istituzione di un tavolo tecnico che vedrà il coinvolgimento delle autorità competenti e delle categorie produttive, garantendo un dialogo costante. Inoltre, le autorità avranno l’obbligo di notificare tramite Safety Gate le misure correttive per prodotti a rischio grave entro quattro giorni lavorativi dall’adozione del provvedimento.

Un sistema sanzionatorio più severo

L’aggiornamento del sistema sanzionatorio rappresenta uno degli aspetti più incisivi del decreto. L’immissione sul mercato di prodotti pericolosi può ora comportare l’arresto da sei mesi a un anno e un’ammenda da 10.000 a 100.000 euro. In presenza di rischi gravi, la sanzione pecuniaria può subire un ulteriore incremento. Sono inoltre previste rigorose sanzioni amministrative per chiunque non cooperi adeguatamente con le autorità di vigilanza o violi i nuovi obblighi europei.

Verso un mercato più sicuro e digitale

Con l’abrogazione di normative obsolete, come le procedure RAPEX e il precedente D.Lgs. 73/1992, l’Italia compie un passo definitivo verso un sistema di controllo allineato alle sfide del mercato digitalizzato. Per le aziende, la sfida è chiara: la capacità di dimostrare la sicurezza dei propri prodotti e la tempestività nel gestire le emergenze non sono più semplici adempimenti burocratici, ma elementi essenziali per operare con successo nel mercato unico europeo.

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