Carrelli industriali mercato italiano AISEM - TCE Magazine

Il mercato italiano dei carrelli industriali torna a crescere. Nel 2025 gli ordini raggiungono quota 57.946 unità, con una ripresa pari a circa +13,5% rispetto al 2024. Il dato emerge dalla Scheda Informativa 2026 di AISEM, l’Associazione Italiana Sistemi di Sollevamento, Elevazione e Movimentazione federata ANIMA Confindustria.

La fotografia restituita dal report racconta un settore che, dopo la fase di normalizzazione successiva al picco post-pandemico, ritrova slancio. La crescita del 2025 si inserisce in una traiettoria di lungo periodo positiva: nel 2008 il mercato italiano contava 36.410 unità, mentre nel 2025 arriva a 57.946 unità, con un incremento complessivo di circa +59%.

Il 2021 resta l’anno record, con 72.454 unità, sostenuto dal rimbalzo post-pandemia e dagli investimenti straordinari nella logistica. Dopo il ridimensionamento del triennio 2022-2024, il 2025 mostra una nuova fase di recupero, guidata in modo evidente dai mezzi destinati alla movimentazione interna.

Il vero motore del mercato sono i carrelli da magazzino

Il dato più rilevante riguarda i magazzinieri, che nel 2025 raggiungono 43.124 unità. Nel 2008 erano 19.910: la crescita complessiva è quindi pari a circa +117%.

Oggi questa categoria rappresenta oltre il 74% del mercato italiano dei carrelli industriali. È un’indicazione molto chiara della direzione presa dal settore: il mercato si muove sempre più verso applicazioni di magazzino, logistica interna, distribuzione, e-commerce e gestione automatizzata dei flussi.

La domanda di carrelli industriali appare quindi sempre più legata all’evoluzione dei magazzini e dei centri distributivi. Il carrello elevatore, in questa lettura, diventa parte di un sistema più ampio fatto di processi, spazi ottimizzati, flussi veloci, tecnologie digitali e soluzioni per la movimentazione continua delle merci.

Frontali elettrici stabili, termici sempre più marginali

Accanto alla forte crescita dei magazzinieri, il report AISEM evidenzia un andamento più moderato per i frontali elettrici. Nel 2025 gli ordini arrivano a 13.181 unità, contro le 12.456 unità del 2008. La crescita di lungo periodo è pari a circa +6%.

Il segmento aveva raggiunto il picco nel 2021, con 23.438 unità, per poi ridimensionarsi negli anni successivi. Questo andamento conferma una fase di assestamento dopo il boom post-pandemico, con una domanda che resta significativa, ma più lontana dai livelli eccezionali registrati durante la ripartenza degli investimenti logistici.

Molto diverso il quadro dei frontali termici. Nel 2008 erano 4.044 unità, mentre nel 2025 scendono a 1.641 unità. Il calo complessivo è pari a circa -59%. A livello nazionale il termico pesa ormai meno del 3% del mercato.

Il ridimensionamento dei carrelli termici è uno dei segnali più evidenti della transizione energetica in corso. Anche nei contesti più industrializzati, il motore endotermico occupa ormai una posizione di nicchia. Le flotte si orientano sempre più verso soluzioni elettriche, coerenti con le esigenze di sostenibilità, riduzione delle emissioni, utilizzo indoor e maggiore integrazione nei processi logistici.

Il Nord resta il baricentro del mercato

La distribuzione regionale degli ordini conferma il legame tra mercato dei carrelli industriali, manifattura, logistica avanzata e presenza di grandi centri distributivi.

La Lombardia è la prima regione italiana, con 13.542 unità e una quota pari a circa 23,4% del mercato nazionale. Il dato riflette il peso industriale dell’area, la centralità della regione nei flussi logistici, la presenza dell’area metropolitana di Milano e lo sviluppo dei poli distributivi lungo i principali assi autostradali.

Alle spalle della Lombardia si collocano il Veneto, con 8.625 unità, e l’Emilia-Romagna, con 7.823 unità. Il Piemonte-Valle d’Aosta registra 3.993 unità, mentre il Lazio arriva a 3.701 unità.

Nel complesso, Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna e Piemonte sommano quasi 34.000 unità, pari a circa il 59% del mercato nazionale. Considerando anche Friuli Venezia Giulia, Liguria e Trentino-Alto Adige, il peso del Nord supera il 63%.

È un dato che conferma la forte concentrazione del mercato nei principali corridoi economici del Paese: Lombardia, asse Veneto-Emilia-Romagna e sistema logistico-produttivo collegato alle aree industriali del Nord.

Campania primo mercato del Mezzogiorno

Il Sud Italia mostra comunque numeri significativi. La Campania registra 4.044 unità e si conferma il primo mercato del Mezzogiorno. Il dato è legato alla presenza dell’area metropolitana di Napoli, al porto, al polo logistico di Nola e a una forte componente distributiva regionale.

Nel confronto 2025/2024, la Campania è anche una delle regioni più dinamiche, con una crescita complessiva pari a +63,5%. Il suo peso sul totale nazionale passa dal 4,8% del 2024 al 7% del 2025.

Considerando Campania, Puglia, Sicilia, Abruzzo-Molise, Basilicata-Calabria e Sardegna, il Mezzogiorno supera le 12.000 unità, pari a oltre il 20% del mercato nazionale. È una quota che evidenzia un’area con dimensioni già importanti e con margini di sviluppo collegati alla crescita della logistica moderna, della distribuzione e dei poli intermodali.

Le regioni cresciute di più nel 2025

Nel confronto tra ordini 2025 e 2024, il mercato italiano registra una crescita complessiva del +13,4%. La spinta principale arriva dai magazzinieri, che crescono del +16%. I frontali elettrici aumentano del +6%, mentre i frontali termici segnano un +11,1%, pur restando su volumi assoluti molto contenuti.

Tra le regioni con le crescite più evidenti emergono:

  • Campania, +63,5%;
  • Liguria, +48,6%;
  • Veneto, +30,1%;
  • Puglia, +28,4%;
  • Abruzzo-Molise, +24,8%;
  • Marche, +18,2%;
  • Sardegna, +17,5%;
  • Lazio, +16,8%.

Il Veneto, in particolare, rafforza il proprio peso sul mercato nazionale, passando dal 13% del 2024 al 14,9% del 2025. La Lombardia resta saldamente al primo posto, pur con una quota che passa dal 25,7% al 23,4%.

Un mercato sempre più legato alla logistica interna

La lettura complessiva dei dati AISEM porta a una conclusione chiara: il mercato italiano dei carrelli industriali è sempre più guidato dalla logistica interna.

I magazzinieri rappresentano ormai la parte dominante della domanda. La crescita di questo segmento è coerente con l’evoluzione dei magazzini, con lo sviluppo dell’e-commerce, con l’aumento dei centri distributivi e con la necessità di gestire flussi di merci sempre più rapidi e organizzati.

Allo stesso tempo, il ridimensionamento dei carrelli termici segnala una trasformazione strutturale delle flotte. L’elettrificazione non riguarda soltanto una scelta energetica, ma anche l’adattamento dei mezzi alle nuove esigenze operative: ambienti indoor, riduzione delle emissioni, minore impatto acustico, maggiore compatibilità con processi logistici evoluti.

Il mercato, quindi, cresce e cambia forma. Il dato del 2025 conferma la ripresa degli ordini, ma soprattutto mette in evidenza il nuovo baricentro del settore: meno movimentazione pesante tradizionale, più logistica interna, più magazzini, più elettrico, più integrazione con i processi distributivi.

Per costruttori, distributori, noleggiatori e aziende utilizzatrici, questo scenario apre una fase in cui la competitività passerà sempre più dalla capacità di offrire soluzioni adatte a magazzini moderni, flotte efficienti e modelli operativi flessibili.

Il carrello industriale resta un indicatore concreto dello stato di salute della logistica italiana. E i dati 2025 raccontano un mercato che, dopo la normalizzazione degli ultimi anni, torna a crescere guardando soprattutto all’intralogistica.

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