Osservatorio automazione - TCE Magazine

ANIE Automazione, l’associazione che riunisce le imprese fornitrici di tecnologie per l’automazione di fabbrica, di processo e delle reti, ha pubblicato la nuova edizione del proprio Osservatorio automazione annuale. Il quadro che emerge è quello di un settore che, dopo le turbolenze del biennio 2023-2024, ha trovato nel 2025 un punto di equilibrio, pur muovendosi in un contesto internazionale segnato da un’incertezza che resta la cifra distintiva di tutto il comparto.

Osservatorio automazione: 2025, l’anno del riequilibrio

Dopo un 2023 eccezionale e una correzione del 2024 (-27%) legata più alla normalizzazione delle scorte lungo la filiera che a una crisi di domanda, il 2025 ha riportato il mercato su livelli paragonabili al 2019. Il fatturato dell’automazione industriale in Italia è cresciuto di circa il 3% a valori correnti, mentre le vendite sui mercati esteri hanno segnato una flessione del 3,5%, segno di una domanda interna più resiliente di quella internazionale.

La ripresa, però, non è stata omogenea.
Alcune famiglie tecnologiche hanno accelerato con decisione, altre restano ancora in territorio negativo. L’Osservatorio parla di “polarizzazione” sempre più netta tra:

  • tecnologie digitali in forte crescita
  • componenti meccatronici più esposti ai cicli industriali tradizionali.

Osservatorio automazione: una crescita a doppia velocità

I dati per segmento, riferiti al fatturato interno 2025 rispetto al 2024, raccontano bene questa divaricazione:

Segmento Variazione 2025/2024
Wireless industriale (factory) +36,6%
Networking industriale +13,7%
SCADA +8,0%
Encoder rotativi +5,4%
Riduttori +3,9%
PLC-I/O +1,8%
Quadri bordo macchina +1,8%
IPC +1,4%
Motori brushless -1,3%
HMI -2,6%
Azionamenti -3,2%
RFID industriale -13,4%

Le tecnologie legate alla connettività e alla digitalizzazione (wireless, networking, SCADA) corrono.
Componenti più tradizionali, come azionamenti e RFID industriale, faticano ancora a ritrovare slancio.

Il contesto macroeconomico: un’Italia ancora in fascia bassa

Sullo sfondo, l’economia italiana ha chiuso il 2025 con una crescita modesta (+0,5%), tra le più basse dell’Area Euro, sostenuta soprattutto dagli investimenti fissi lordi (+3,5%) più che dai consumi delle famiglie (+0,9%), che restano frenati da un clima di cautela diffusa.
Gli investimenti in impianti e macchinari hanno toccato un picco nel terzo trimestre (+7,7% tendenziale) per poi rallentare, anche per il progressivo esaurimento delle risorse del Piano Transizione 5.0.

Per il 2026 il Centro Studi Confindustria, nel suo scenario base, prevede una crescita del PIL italiano ancora limitata al +0,5%, con un’inflazione in salita verso il 3% a causa del rincaro delle commodity energetiche legato alle tensioni in Medio Oriente. Lo stesso report avverte che lo scenario è esposto a rischi al ribasso significativi.

Geografia degli scambi: meno Europa, più Asia

EXPORT

Sul fronte dell’export, la Germania resta il primo mercato di destinazione delle tecnologie italiane per l’automazione (14,4% nel 2025), seguita da Stati Uniti (11,8%) e Francia (8,2%).

Il dato più significativo riguarda però la composizione geografica complessiva: il peso dell’Europa è sceso dal 59,6% del 2024 al 54,5% del 2025; mentre l’Asia è salita dal 19,4% al 23,5%, con Taiwan che si conferma tra i mercati in più rapida crescita (4,1%, in costante aumento dal 2,4% del 2023). Un riposizionamento lento ma progressivo dei flussi commerciali del settore.

Il Nord traina ancora il mercato interno

MERCATO DOMESTICO

Sul mercato domestico, la concentrazione geografica resta marcata: il Nord Est genera il 47% del fatturato interno del settore (di cui il 24% riconducibile alla sola Emilia Romagna), il Nord Ovest il 37% (28% in Lombardia), mentre Centro e Sud si fermano rispettivamente al 13% e al 3%.

Tra i settori clienti, la meccanica resta il principale acquirente di componenti e sistemi di automazione, con il 35% del fatturato del canale diretto, seguita da alimentare (16%) e packaging (11%).

Le imprese della domanda: intelligenza artificiale già al 54%, ma resta la cautela

Una parte rilevante dell’Osservatorio è dedicata, per il secondo anno, a un’indagine condotta con Format Research su 800 imprese clienti del settore (in particolare produttori di macchine automatiche). Il quadro che emerge per la seconda metà del 2025 è di un leggero peggioramento congiunturale, con l’indicatore sintetico sull’andamento economico generale sceso a 46 (sotto la soglia di equilibrio di 50), mentre le previsioni per il primo semestre 2026 indicano stabilità più che vera ripresa.

Tra le difficoltà più sentite spicca quella di reperire personale specializzato, segnalata da oltre il 57% delle imprese, in un mercato del lavoro dove anche la crescita occupazionale rallenta sensibilmente (l’indicatore scende da 57 a 51).

Sul fronte degli investimenti, però, il dato più interessante riguarda l’intelligenza artificiale: il 54% delle imprese la utilizza già come driver di produttività ed efficienza, e il 72% ha effettuato investimenti in IA negli ultimi due anni, soprattutto in automazione e robotica, manutenzione predittiva e analisi dei dati a supporto delle decisioni.

Cresce anche la servitizzazione: oltre il 60% delle imprese offre già servizi associati al prodotto, tipicamente assistenza continua e manutenzione preventiva.

Verso il 2026: stabilità, incentivi e una nuova variabile normativa

Le previsioni per il 2026 restano improntate alla cautela: non si parla di crisi, ma nemmeno di slancio espansivo, in un contesto dove le tensioni geopolitiche potrebbero tradursi in costi più elevati, margini sotto pressione e difficoltà di approvvigionamento. Le imprese guardano con attenzione al nuovo Piano Transizione 2026-2028 e alla reintroduzione dell’iperammortamento, pur segnalando 2 criticità: l’esclusione delle soluzioni software “as a service” dagli investimenti agevolabili e un aggravio degli adempimenti burocratici per accedere ai benefici.

A questo quadro si aggiunge una variabile più strutturale: il Cyber Resilience Act, il regolamento europeo che impone requisiti di sicurezza informatica obbligatori per i prodotti digitali, con piena applicazione fissata per dicembre 2027.

È proprio questo il tema di approfondimento scelto da ANIE Automazione per l’edizione 2026 dell’Osservatorio: un segnale di come, oltre ai cicli economici, sia ormai la compliance digitale a ridisegnare le priorità di investimento del settore nei prossimi anni.