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In magazzino può capitare che un carrello elevatore guasto, una batteria esausta o un componente tecnico restino fermi per settimane, in attesa di una decisione.

È proprio in questa fase che si concentrano molti errori: un mezzo diventa formalmente rifiuto quando l’azienda sceglie di dismetterlo in modo definitivo, perché non è più riparabile, riutilizzabile o cedibile come bene.

Da quel momento cambia anche la responsabilità operativa: il carrello deve essere classificato correttamente, affidato a operatori autorizzati e gestito con tracciabilità completa. Tentare di venderlo come usato o come semplice metallo, senza una valutazione tecnica e normativa, può esporre l’azienda a rischi ambientali, amministrativi ed economici.

Le batterie industriali rappresentano un caso ancora più delicato, perché quando non svolgono più la loro funzione di carica e trazione diventano rifiuti pericolosi, per la presenza di sostanze come piombo, acidi o litio.

Per questo devono essere isolate, segnalate al responsabile manutenzione o ambiente e avviate al deposito temporaneo previsto dall’azienda, in attesa della gestione corretta. Lo stesso principio vale per motori, schede elettroniche, oli esausti e componenti contaminati: ciò che ha perso una funzione certa deve essere valutato con attenzione.

Haiki Cobat e, nello specifico Cobat Academy, lavorano proprio su questo passaggio, unendo formazione, consulenza e gestione operativa per aiutare le imprese a trasformare la gestione del rifiuto in una procedura chiara, sicura e tracciata.

Ascolta l’intervista a Marco Berrettini, ospite di Logi Talk