cleaning strutture ricettive - TCE Magazine

La sfida del cleaning nelle strutture ricettive

Per le imprese di pulizia professionale che operano nel comparto ricettivo, l’estate è probabilmente il periodo più impegnativo.
Con tassi di occupazione che nei periodi di punta superano l’85% e un turnover giornaliero delle camere che può toccare il 100% nelle strutture balneari e nei B&B, i protocolli ordinari non reggono il confronto con le esigenze della stagione.
Serve una pianificazione diversa, calibrata sul caldo, sui flussi e su ambienti outdoor che in inverno restano spesso chiusi.

Le strutture ricettive sono tenute a rispettare protocolli specifici in materia di igiene, soprattutto nelle aree comuni, nelle camere e nelle zone di preparazione alimentare. Una regola che in estate vale doppio, perché le temperature elevate accelerano la proliferazione batterica e rendono ogni ritardo di sanificazione potenzialmente critico.

Cleaning strutture ricettive: il caldo cambia i rischi igienici dell’alta stagione

Temperature superiori ai 30°C creano condizioni favorevoli alla proliferazione di microrganismi come Staphylococcus aureus, Escherichia coli e muffe, particolarmente insidiosi in bagni, cucine e aree piscina.
I detergenti professionali a base di enzimi e principi attivi battericidi si rivelano particolarmente efficaci contro questi patogeni comuni negli ambienti alberghieri.

La gestione dell’area piscina, in particolare, richiede verifiche quotidiane dei parametri chimici dell’acqua (pH, concentrazione dei disinfettanti, limpidezza) e pulizia programmata delle pareti e del fondo della vasca.

Tecniche operative: adattare il protocollo al cleaning strutture ricettive

Un audit tecnico iniziale – che analizzi processi in atto, consumi, modalità operative e criticità – è il punto di partenza per definire protocolli calibrati sulle caratteristiche della struttura: numero di camere, tipologia di ospiti, presenza di ristorante o centro benessere, stagionalità e carichi di lavoro degli operatori.

Tra le soluzioni più efficaci in alta stagione:

  • Prodotti concentrati con sistemi di diluizione automatica: riducono i tempi di preparazione e garantiscono dosaggi sempre corretti anche sotto stress operativo
  • Panni tecnici riutilizzabili con codice colore per zona: prevengono le contaminazioni crociate tra reparti bagno, cucina e camere
  • Rotoli ad alta capacità nei dispenser: riducono la frequenza delle sostituzioni e le interruzioni del servizio durante i picchi
  • Detergenti certificati Ecolabel: conformi ai protocolli HACCP e rispondenti alle aspettative di una clientela sempre più attenta alla sostenibilità

La sfida delle locazioni brevi e degli affitti estivi

Il segmento degli affitti brevi pone problemi specifici: finestre di pulizia ridottissime tra un check-out e il successivo check-in, spesso di 2-3 ore, in cui bisogna sanificare completamente camere, bagni e cucine. Investire in prodotti professionali per la pulizia e la sanificazione degli affitti brevi significa ottimizzare i tempi di gestione, rispettare le norme e offrire ambienti sempre sicuri e accoglienti.

L’igiene certificata come leva competitiva

Se questa gestione puntuale e precisa delle pulizie sembra impegnativa, pensiamo che la percezione di pulizia da parte dell’ospite è uno dei fattori più citati nelle recensioni online.
Strutture che investono in protocolli documentati, prodotti certificati e formazione del personale (inclusa la comprensione della differenza tra detergenza, sanificazione e disinfezione) trasformano l’igiene in un vantaggio competitivo misurabile.