
AFIDAMP ha reso pubblici i risultati delle due indagini annuali sul mercato dei produttori e dei distributori nel settore del cleaning professionale, realizzate in collaborazione con Cerved. Le rilevazioni, condotte tra aprile e giugno 2026 su un campione di 450 aziende, offrono una visione chiara e aggiornata di un comparto che si conferma un pilastro dell’economia italiana.
La ricerca quali-quantitativa, basata su interviste web e telefoniche ai responsabili aziendali (con una maggiore concentrazione nel Nord Italia), evidenzia un mercato dal valore complessivo stimato in circa 7 miliardi di euro, un dato stabile rispetto all’anno precedente.
I risultati sono stati presentati da Carmine Iuliano, Marketing Project Manager di Cerved, il quale ha sottolineato le dinamiche di una filiera solida, sempre più orientata alla qualità, alla consulenza e alla sostenibilità. Dai dati emerge una visione condivisa tra produttori e distributori: per cogliere le opportunità del 2026 è fondamentale investire in competenze, innovazione, servizi e partnership.
Produttori: un mercato da 4 miliardi guidato dal Made in Italy
Sul fronte della produzione, il 2025 si è chiuso con un fatturato stimato tra 3,6 e 4,4 miliardi di euro. Quasi due terzi delle imprese superano i 5 milioni di euro di incassi e il 90% produce principalmente in Italia, a testimonianza di una forte radice nazionale.
Le categorie trainanti del mercato si dividono come segue:
| Categoria | Fatturato Stimato (2025) |
| Prodotti Chimici | 1,4 – 1,6 miliardi di euro |
| Macchine | 1,1 – 1,3 miliardi di euro |
| Carta | 820 – 970 milioni di euro |
L’andamento dell’ultimo anno è stato largamente positivo: circa la metà delle aziende ha registrato una crescita, trainata dall’efficacia commerciale. Spiccano le performance brillanti dei produttori di Fibre e Panni. Chi ha subito contrazioni, invece, lo attribuisce principalmente a un calo della domanda.
Le previsioni per il 2026 sono all’insegna dell’ottimismo: i produttori di Prodotti Chimici prevedono un ulteriore aumento, mentre per Macchine, Carta, Attrezzature e Fibre/Panni la percentuale di aziende che attende una crescita oscilla tra il 40% e il 60%. Migliora anche la performance finanziaria, con una netta riduzione degli insoluti. Come mercato di sbocco, l’Ho.re.ca. si conferma centrale: è l’unico settore in costante crescita dal 2022, spinto dalla ripresa di turismo, ristorazione e servizi.
Le strategie dei produttori: valore, rete distributiva ed export
La direzione strategica del comparto è ben definita. Sul piano commerciale, i distributori si confermano il canale dominante, generando circa i tre quarti del fatturato complessivo. Per il 2026, le priorità assolute sono:
- Supporto alla rete distributiva.
- Sviluppo del marketing digitale.
- Rafforzamento della forza vendita diretta.
- Partecipazione a fiere di settore.
La sostenibilità è un pilastro centrale per oltre il 40% dei produttori (in particolare nel segmento Fibre e Panni), affiancata dall’innovazione di prodotto. A dimostrazione dell’alta vocazione qualitativa, oltre il 25% delle aziende ha depositato brevetti nell’ultimo quinquennio.
Sul fronte internazionale, l’interesse per le esportazioni resta altissimo. La Germania è il primo mercato target, seguita da Spagna, Francia, Stati Uniti e Regno Unito, con l’ingresso facilitato soprattutto da intermediari locali. Per contrastare la concorrenza dei paesi emergenti, la scelta è chiara: competere sul valore (qualità e innovazione) e non sul prezzo, difendendo orgogliosamente il posizionamento Made in Italy.
Distributori: 3 miliardi di valore e nuove prospettive di consulenza
La distribuzione del cleaning professionale rappresenta un mercato vivace da 3 miliardi di euro nel 2025. Si tratta di un settore caratterizzato da forte frammentazione: il 60% del valore totale è generato da appena il 22% delle imprese, e la metà del campione non supera 1,5 milioni di fatturato.
L’offerta è sempre più diversificata:
- Il 90% vende prodotti chimici.
- L’80% offre attrezzature e macchinari.
- In forte espansione i servizi di noleggio.
Pur mantenendo un modello prevalentemente provinciale o regionale, aumenta il numero di aziende con operatività su scala nazionale. Il comparto si sta trasformando in un vero e proprio hub di servizi: la consulenza di vendita domina (spesso con oltre 30 giornate annue dedicate), seguita dalla manutenzione (anche su marchi non trattati) e dalla formazione, che ha coinvolto il 70% delle imprese su temi legati a sicurezza e operatività.
Il 2025 ha premiato i distributori: quasi la metà ha registrato un aumento di fatturato, con un incremento medio dell’11,4%. I clienti principali sono imprese di pulizia e industrie. Dati molto significativi riguardano le nuove tendenze:
- I prodotti green raggiungono il 20% del fatturato.
- Le macchine autonome si ritagliano un 5% del mercato, con ottime prospettive per il 2026.
- Cresce la fidelizzazione: il 71% dei clienti effettua acquisti continuativi (contro il 67% del 2024).
- Fortissima la propensione per la filiera locale: l’85% degli acquisti avviene presso fornitori italiani.
Inoltre, i distributori sono sempre più disposti a riconoscere un sovrapprezzo per prodotti premium, confermando che qualità e risultati superano la logica del puro risparmio.
Canali di vendita e criticità della distribuzione
Se la vendita diretta rimane il canale cardine, l’e-commerce registra una decisa crescita, specialmente per chimica e consumo. Il sito web aziendale guida la promozione, affiancato dal tradizionale passaparola e dai social network.
I veri punti di forza dei distributori sono la competenza tecnica, la varietà dell’offerta e la capillarità territoriale. Tuttavia, il settore deve affrontare sfide importanti: la preoccupazione maggiore è legata alla riduzione dei margini e all’aumento della concorrenza.
Un tema trasversale: innovazione digitale e intelligenza artificiale
Un fil rouge unisce produttori e distributori nella sfida per il 2026: l’innovazione digitale e l’Intelligenza Artificiale (IA).
Le velocità di adozione, tuttavia, divergono:
- Produttori: Si muovono rapidamente. Circa il 50% utilizza già soluzioni di IA, applicate principalmente nel marketing e nella comunicazione.
- Distributori: L’adozione è agli albori. Solo un’azienda su cinque utilizza l’IA, concentrandola nelle aree commerciali.
Nonostante la differenza di passo, la volontà è chiara: l’intera filiera intende investire in strumenti avanzati per interpretare un mercato che premia efficienza e qualità. Le indagini AFIDAMP certificano dunque un comparto che non si limita a tenere le posizioni, ma evolve costantemente. Coniugando innovazione di prodotto, centralità della consulenza e nuove soluzioni sostenibili, il mondo del cleaning professionale si dimostra pronto a guidare i propri clienti verso il futuro.



















