
Dividere il peso della PLE per quattro ruote è un calcolo semplice, ma quasi sempre sbagliato! Il carico non viene necessariamente distribuito in modo uniforme e, soprattutto nelle piattaforme a braccio, può cambiare sensibilmente, specialmente mentre la macchina lavora.
Estensione e rotazione del braccio, posizione della piattaforma e azione del contrappeso modificano infatti le forze trasferite ai diversi punti di appoggio.
La guida tecnica pubblicata da IPAF sulle condizioni del terreno e delle strutture di supporto sottolinea proprio la necessità di distinguere tra peso complessivo della macchina, capacità portante della superficie e pressione esercitata nei singoli punti di contatto. Tradotto: una PLE può essere compatibile con il carico complessivo ammesso da una struttura e generare comunque, sotto una ruota o uno stabilizzatore, una sollecitazione locale troppo elevata.
Cosa fare?
Le informazioni da cercare non sono quindi soltanto massa e portata della piattaforma.
Nel manuale dell’operatore e, frequentemente, sulle indicazioni presenti vicino alle ruote devono essere verificati anche i valori di massimo carico o pressione al suolo previsti dal costruttore. IPAF raccomanda inoltre di conoscere la capacità portante della superficie sulla quale la macchina dovrà transitare e lavorare.
Il problema però diventa importante quando la PLE lavora sopra un solaio sospeso. Non basta sapere che il pavimento industriale “regge X kg/m²”: occorre considerare la soletta, la struttura sottostante, la posizione di travi e pilastri e soprattutto la concentrazione del carico nei punti in cui appoggiano le ruote.
In caso di dubbio, IPAF indica espressamente la necessità di ricorrere a una valutazione professionale del sito e, quando necessario, a un tecnico strutturista o altro soggetto qualificato.
Anche il D.Lgs. 81/2008 lega la scelta delle attrezzature per i lavori in quota alle sollecitazioni prevedibili e alle caratteristiche del luogo nel quale devono essere utilizzate. Per i luoghi di lavoro stabilisce inoltre che pavimenti e strutture debbano possedere adeguati requisiti di stabilità e solidità.
PLE: non conta solo dove lavora, ma anche come arriva al sito di lavoro
La valutazione deve comprendere anche il percorso necessario per raggiungere la zona di lavoro. Rampe, soglie, pavimentazioni sopra locali interrati, coperture di pozzetti e canalizzazioni, piastre di attraversamento e zone vicine ai bordi possono rappresentare punti critici anche quando il pavimento principale è adeguato.
IPAF raccomanda infatti di verificare preventivamente l’intero tragitto della macchina e segnala esplicitamente tra i possibili rischi pavimentazioni, piani sospesi, cantine, tombini, drenaggi e strutture nascoste che potrebbero non sopportare i carichi generati dalla PLE.
Un’attenzione ulteriore riguarda le macchine dotate di stabilizzatori. Il piede dello stabilizzatore ha una superficie relativamente piccola e può quindi scaricare sul pavimento una pressione molto elevata. Le piastre di ripartizione servono ad aumentare la superficie interessata e a ridurre la pressione specifica, ma devono avere dimensioni, resistenza e rigidità adeguate al carico e alla superficie sottostante.
Questo però non significa che una piastra renda automaticamente sicuro un solaio insufficiente. Ripartire il carico e aumentare la capacità portante della struttura sono due cose diverse: se il problema è la resistenza della soletta o della struttura sottostante, occorre verificarne l’idoneità prima di posizionare la macchina.
Attenzione alla scelta della giusta PLE
La scelta della PLE dovrebbe quindi partire anche dal luogo nel quale dovrà operare.
A parità di altezza di lavoro, massa, dimensioni, pneumatici, cingoli, presenza degli stabilizzatori e valori di carico puntuale possono essere molto differenti.
In alcuni interventi, soprattutto all’interno di stabilimenti o su piani sopraelevati, ricordiamo che la macchina più adatta non è necessariamente quella che arriva più in alto, ma quella che il pavimento può realmente sostenere, in tutte le sue configurazioni operative.

























