Magni TH, l’evoluzione tecnologica passa da controllo, efficienza e versatilità

L’innovazione nel settore del sollevamento non passa necessariamente da una sola grande rivoluzione tecnologica; sempre più spesso è il risultato di una serie di evoluzioni che interessano contemporaneamente la macchina, l’operatore e il contesto nel quale entrambi devono lavorare.

Le più recenti novità presentate da Magni TH mostrano bene questa trasformazione.

Nuove configurazioni di sollevatori telescopici, sistemi avanzati di controllo, cabine progettate per migliorare la visibilità nelle lavorazioni in quota, differenti tecnologie di alimentazione e piattaforme sviluppate per lavorare anche negli spazi più contenuti raccontano infatti un percorso tecnologico che negli ultimi anni si è progressivamente ampliato.

Non soltanto prestazioni, quindi.

La ricerca sembra andare sempre più verso un equilibrio tra efficienza, controllo, comfort, sicurezza operativa, versatilità e sostenibilità energetica, con soluzioni differenti a seconda dell’applicazione.

Dalla prestazione alla macchina pensata per l’applicazione

Un esempio interessante arriva dai sollevatori telescopici fissi TH 4.15 S/SP e TH 4.19 S/SP.

I due modelli introducono nella gamma TH la fascia di portata da 4.000 kg, con altezze di sollevamento rispettivamente di circa 15,2 e 18,9 metri, e sono rivolti ad applicazioni nel noleggio, nell’edilizia e nel settore industriale.

L’elemento interessante, però, non riguarda soltanto i dati prestazionali.

Con questi modelli Magni TH ha scelto infatti una configurazione volutamente focalizzata sulle operazioni di sollevamento maggiormente destinate al modo del noleggio.

Le macchine adottano un impianto idraulico da 280 bar e sono state sviluppate per lavorare con portaforche, ganci, bracci e pale, con la possibilità di scegliere tra due livelli di motorizzazione: 55,4 kW per la versione S e 74,4 kW per la versione SP, pensata per applicazioni più intensive.

Una scelta progettuale che va nella direzione della semplificazione funzionale: proporre una macchina costruita attorno alle esigenze effettive di determinate applicazioni, evitando dotazioni non necessarie quando il lavoro richiesto è essenzialmente quello di movimentazione e sollevamento.

In questo caso l’evoluzione tecnologica passa anche dalla capacità di differenziare la macchina in funzione dell’utilizzo, cercando un equilibrio tra investimento iniziale, prestazioni e costi operativi.

Più controllo quando il lavoro si sposta in altezza

Un altro fronte sul quale Magni TH ha concentrato lo sviluppo riguarda il rapporto tra operatore e macchina.

La gamma RTH TC ne rappresenta probabilmente uno degli esempi più evidenti.

La caratteristica distintiva è la cabina inclinabile da zero a +21°, sviluppata per migliorare la visuale dell’operatore durante le operazioni in quota.

Quando un carico viene movimentato a decine di metri di altezza, infatti, la prestazione del mezzo rappresenta solo una parte del problema. Diventano altrettanto importanti la possibilità di seguire visivamente il carico, la precisione delle manovre e la posizione dell’operatore durante le diverse fasi del lavoro.

La cabina tilting nasce proprio per questo. Consentendo all’operatore di modificare l’inclinazione della postazione, permette di seguire il lavoro in altezza in una posizione più naturale, migliorando contemporaneamente visibilità, controllo operativo e comfort.

Attorno alla cabina si sviluppa poi un sistema tecnologico più ampio. I modelli della gamma integrano infatti rotazione continua a 360°, sistemi avanzati di controllo del carico, touchscreen da 12 pollici (opzionale solo sui modelli da 5 ton) e riconoscimento automatico delle attrezzature tramite RFID.

Sono soluzioni che mostrano come l’evoluzione dei telescopici rotativi stia progressivamente andando oltre il semplice concetto di capacità di sollevamento.

La macchina diventa sempre più un sistema nel quale meccanica, elettronica e gestione delle informazioni lavorano insieme.

RTH 8.46 TC: tecnologia al servizio delle grandi altezze

Questa filosofia trova una delle sue applicazioni più recenti nell’RTH 8.46 TC che abbina una capacità massima di sollevamento di 8.000 kg a un’altezza massima di 45,90 metri e a uno sbraccio massimo di 33 metri.

A queste prestazioni si aggiungono la rotazione continua a 360°, gli stabilizzatori telescopici a forbice e, naturalmente, la cabina inclinabile fino a 21°.

Il risultato è una macchina destinata a contesti nei quali prestazione e controllo devono necessariamente procedere insieme: edilizia, logistica, eventi e cinema sono alcuni degli ambiti indicati da Magni TH.

Anche in questo caso, però, la parte più significativa dell’evoluzione non si limita ai valori di altezza e portata.

A bordo sono presenti il MCTS – Magni Combi Touch System, il riconoscimento automatico delle attrezzature tramite RFID, il sistema di controllo del carico LMI e i Live Load Diagram, attraverso i quali l’operatore può visualizzare in tempo reale le condizioni operative della macchina.

Tecnologie differenti, ma accomunate dallo stesso obiettivo: mettere a disposizione dell’operatore maggiori informazioni e strumenti di controllo durante il lavoro.

Con l’arrivo dell’RTH 8.46 TC, la gamma RTH TC raggiunge sette modelli, coprendo altezze massime di sollevamento da 31 a 46 metri, confermando come il concetto di cabina inclinabile non rappresenti più una soluzione isolata, ma una vera e propria direzione di sviluppo della famiglia di telescopici rotativi.

Efficienza significa anche scegliere l’alimentazione giusta

L’evoluzione tecnologica di Magni TH riguarda anche un altro aspetto destinato ad avere un peso crescente nel mercato delle piattaforme aeree: quello dell’energia.
Non esiste infatti una motorizzazione ideale per qualsiasi applicazione.

Autonomia, consumi, emissioni, rumorosità, caratteristiche del terreno e disponibilità di infrastrutture di ricarica possono cambiare radicalmente da un cantiere all’altro.

Per questo Magni TH ha sviluppato una gamma di piattaforme che comprende soluzioni diesel, Mild Hybrid, Hybrid ed elettriche.

Non si tratta semplicemente di affiancare una macchina elettrica a una diesel, ma di proporre differenti architetture energetiche in funzione del lavoro da svolgere.

Le versioni diesel, equipaggiate con motori Kubota o Deutz a seconda del modello, rimangono una soluzione per le applicazioni outdoor più impegnative, nelle quali autonomia, trazione e continuità operativa continuano ad avere un ruolo determinante.

La tecnologia Mild Hybrid combina invece un motore diesel Kubota con una batteria al litio ad alte prestazioni, facendo lavorare le due fonti di energia in sinergia quando è richiesta maggiore potenza.

L’obiettivo è migliorare la gestione dell’energia mantenendo le caratteristiche operative richieste negli impieghi più gravosi.

Un ulteriore passaggio è rappresentato dalle versioni Hybrid.

In questo caso la macchina lavora prevalentemente in modalità elettrica, mentre un motore diesel Kubota da 9 kW opera come range extender, ricaricando le batterie quando necessario.

Secondo i dati dichiarati dal costruttore, un pieno di carburante può consentire di ricaricare completamente le batterie fino a dieci volte.

La logica è quella di aumentare l’indipendenza operativa della piattaforma, mantenendo contemporaneamente la possibilità di lavorare per lunghi periodi in modalità elettrica.

Infine, ci sono le piattaforme completamente elettriche, destinate soprattutto agli ambienti nei quali assenza di emissioni durante l’utilizzo, ridotta rumorosità e maneggevolezza rappresentano requisiti fondamentali.

Magazzini, logistica, manutenzione, stabilimenti produttivi e ambienti indoor sono alcuni dei contesti nei quali questa tecnologia trova la propria applicazione naturale.

ES0607DC-XD: innovare significa anche sfruttare meglio lo spazio

Non tutta l’innovazione, però, deve necessariamente passare da grandi potenze, sistemi elettronici complessi o nuove forme di alimentazione. A volte significa risolvere in maniera più efficace un problema operativo molto semplice.

È il caso della piattaforma a pantografo ES0607DC-XD che nasce per operare su superfici pavimentate e in spazi ridotti.

La particolarità del modello è l’Extra Deck integrato.

La piattaforma offre normalmente un’altezza di lavoro fino a 5,6 metri, ma grazie a parapetto e gradino aggiuntivi permette di guadagnare 500 mm di altezza operativa, raggiungendo così 6,1 metri.

È una soluzione semplice nella sua concezione, ma significativa dal punto di vista progettuale.

Invece di aumentare le dimensioni complessive della macchina per ottenere una maggiore altezza operativa, Magni TH ha lavorato sul modo nel quale lo spazio disponibile viene utilizzato dall’operatore.

La portata massima è di 240 kg, mentre sull’estensione sono disponibili 100 kg. La piattaforma può ospitare fino a due operatori oppure un operatore sull’estensione.

L’alimentazione elettrica con batteria AGM 24V/85Ah completa una configurazione pensata soprattutto per manutenzione, installazione, logistica e attività tecniche all’interno di aree produttive o commerciali.

Una tecnologia sempre più vicina all’operatore

Osservando nel loro insieme queste evoluzioni emerge quindi un elemento comune. Magni TH non sembra concentrare la propria ricerca tecnologica su un solo parametro. La direzione è piuttosto quella di una macchina capace di adattarsi meglio al lavoro.

In alcuni casi questo significa aumentare il controllo attraverso sistemi come LMI, Load Live Diagram, MCTS e riconoscimento RFID degli accessori.

In altri significa migliorare l’ergonomia attraverso una cabina inclinabile che facilita le operazioni in quota. In altri ancora vuol dire differenziare le tecnologie di alimentazione oppure semplificare la configurazione della macchina per renderla più coerente con una specifica applicazione.

La tecnologia, quindi, non viene utilizzata soltanto per aumentare una prestazione numerica.

Diventa uno strumento per rendere la macchina più facile da utilizzare, più controllabile, più efficiente e maggiormente adattabile alle diverse condizioni operative. Ed è probabilmente questo uno dei cambiamenti più significativi vissuti negli ultimi anni dal settore del sollevamento.

L’evoluzione non si ferma qui

Macchine connesse, controllo elettronico, sistemi di assistenza all’operatore ed ergonomia stanno modificando progressivamente il modo nel quale vengono progettati sollevatori telescopici e piattaforme aeree.

Le novità introdotte da Magni TH mostrano come il costruttore abbia intrapreso un percorso tecnologico che non riguarda una singola macchina, ma interessa progressivamente l’intera gamma e il modo stesso di interpretare le differenti applicazioni.

Ed è difficile immaginare che questo percorso possa fermarsi.

Nei prossimi anni l’innovazione dovrà continuare a misurarsi con esigenze sempre più concrete: ridurre i consumi, migliorare il controllo, facilitare il lavoro dell’operatore, sfruttare meglio i dati prodotti dalle macchine e adattare sempre più precisamente ogni mezzo al contesto nel quale viene utilizzato.

Per Magni TH, come per l’intero settore, la prossima fase della ricerca tecnologica sarà probabilmente proprio questa: trasformare l’innovazione in soluzioni capaci di aiutare gli utilizzatori a lavorare meglio e, contemporaneamente, accompagnare l’evoluzione e la crescita del mercato del sollevamento.