
Trasporti e logistica dovranno reperire circa 150mila nuovi lavoratori entro il 2029. In Italia, intanto, gli inattivi tra i 15 e i 64 anni sono oltre 12 milioni e il sistema formativo ogni anno mette a disposizione meno della metà dei tecnici richiesti dalle imprese. I dati sono stati presentati al workshop “Il fattore umano: competenze e attrattività”, promosso da Federtrasporto e Freight Leaders Council, e riportati dall’ANSA.
La sfida per il settore non è soltanto tecnologica o infrastrutturale. Digitalizzazione, automazione, intelligenza artificiale e transizione energetica stanno trasformando processi e organizzazione, ma la capacità di evolvere dipenderà anche dalle persone e dalle competenze disponibili.
Lavoro nella logistica, quali profili servono
La platea degli inattivi comprende giovani che non studiano e non lavorano, donne che incontrano ostacoli nell’ingresso o nel rientro nel mercato del lavoro, persone scoraggiate e lavoratori maturi usciti dai processi produttivi. Attivare una parte di queste risorse, attraverso orientamento, formazione e accompagnamento, è una delle strade indicate per ridurre la distanza tra domanda e offerta.
Il fabbisogno interessa profili diversi: conducenti, addetti di magazzino e figure tecniche e digitali, necessarie per gestire sistemi e processi sempre più complessi. Tra i nodi del comparto ci sono anche il ricambio generazionale nell’autotrasporto e la difficoltà di trovare personale e sviluppare nuove competenze.
Formazione e attrattività per colmare il divario
Per aumentare il numero di candidati non basta pubblicare nuove offerte di lavoro. Al workshop è stata sottolineata la necessità di rafforzare il dialogo tra imprese, associazioni, istituzioni e sistema formativo, avvicinando i percorsi di studio alle esigenze delle aziende e facilitando l’ingresso nel settore.
Le opportunità professionali spaziano dai ruoli operativi a quelli tecnici, digitali e manageriali, con percorsi che comprendono formazione professionale, ITS e università. Una panoramica delle professioni più richieste nella logistica e dei relativi percorsi di studio aiuta a leggere le diverse possibilità di accesso al comparto.
La questione riguarda anche la capacità delle imprese di trattenere il personale. «Il problema non è soltanto trovare più persone, ma creare le condizioni perché più persone possano entrare e restare nel settore», ha dichiarato Massimo Marciani, presidente del Freight Leaders Council, secondo quanto riferito dall’ANSA.
Automazione e intelligenza artificiale trasformano le mansioni
L’introduzione delle tecnologie digitali e dei sistemi automatizzati cambia il lavoro, ma non elimina il bisogno di persone. Si modificano le competenze richieste e cresce l’importanza della formazione continua, per chi entra nel comparto e per chi vi lavora già.
Nei magazzini, per esempio, l’automazione può ridurre le attività manuali e ripetitive e supportare gli operatori. Tra le soluzioni che affrontano la carenza di personale specializzato ci sono i magazzini verticali automatici.
La stima di 150mila nuovi lavoratori entro il 2029 porta in primo piano una questione decisiva per il futuro della logistica: mettere in relazione i fabbisogni delle imprese, la formazione e condizioni capaci di rendere il settore più accessibile e attrattivo.






















