
Quando si parla di sicurezza sul lavoro si pensa subito ad infortuni e incidenti. Esiste però un’altra categoria di eventi significativi che racconta molto sulla sicurezza di un luogo di lavoro: i near miss, o “mancati incidenti”. Sono situazioni senza conseguenze per persone o impianti, che però avrebbero potuto causare danni seri: un carico che cade senza colpire nessuno, un carrello elevatore che sfiora un pedone in manovra, una perdita individuata prima che qualcuno ci scivoli sopra.
L’assenza del danno non significa assenza del rischio: significa soltanto che, quella volta, “è andata bene”. Per questo Incofin, che sviluppa e commercializza soluzioni per la sicurezza, invita a guardare ogni near miss come un avvertimento gratuito e un’opportunità per eliminare un rischio che, prima o poi, potrebbe colpire.
Con i sistemi SIS Safety e Horus, questi segnali possono essere intercettati nel momento in cui accadono e trasformati in informazioni utili per la prevenzione.
Perché i near miss sono importanti
Gli incidenti causati dai carrelli elevatori provocano infortuni, lesioni gravi e decessi. Le dinamiche ricorrenti sono 3: ribaltamento, schiacciamento del conducente e investimento di persone a terra.
Quasi sempre questi eventi sono preceduti da episodi finiti bene: un pedone sfiorato in retromarcia, una curva presa troppo veloce senza andare fuori strada, un incrocio cieco attraversato “al pelo”.
Intercettare questi segnali significa intervenire prima che si verifichi l’incidente.
Il problema: i near miss che nessuno vede
La maggior parte delle aziende gestisce i near miss con schede di segnalazione compilate dagli operatori. È uno strumento prezioso, ma limitato: registra solo ciò che qualcuno nota, ricorda e decide di riportare. Molte quasi collisioni durano pochi decimi di secondo: spesso il carrellista non si accorge nemmeno del pedone sfiorato, oppure teme di essere ripreso o considera l’episodio troppo banale.
Il risultato è una fotografia parziale del rischio. Per passare da una gestione episodica a una vera prevenzione servono tecnologie che intercettino l’evento nel momento in cui accade e strumenti che lo trasformino in un dato analizzabile.
È il terreno su cui lavorano SIS Safety e Horus di Incofin.
SIS Safety: il near miss intercettato mentre accade
La retromarcia è uno dei momenti più critici nella guida di un carrello elevatore: il campo visivo è ridotto, l’attenzione divisa tra carico, forche e percorso. È qui che nasce una quota rilevante dei quasi investimenti. I sistemi anticollisione SIS Safety, prodotti e distribuiti da Incofin, sono progettati proprio per questo scenario.
Il principio è semplice e affidabile. Un sensore a ultrasuoni rileva persone, oggetti o strutture nell’area in cui il veicolo procede in retromarcia. Il conducente viene avvisato con segnali visivi e acustici, che si intensificano man mano che l’ostacolo si avvicina.
La gamma comprende 2 tipologie di sistema:
- Sistemi passivi, Safe&Alert e Safe&Alert+: segnalatori acustici e luminosi avvisano l’operatore degli ostacoli fuori dal suo campo visivo. La versione “+” è pensata per veicoli di medie dimensioni che richiedono un campo di rilevamento più ampio.
- Sistemi attivi, Safe&Stop e Safe&Stop+: oltre ad avvisare, intervengono quando l’operatore non reagisce in tempo, rallentando o fermando il mezzo prima dell’impatto. La versione “+” è dedicata ai veicoli di larghezza superiore a 1,5 metri.
In ottica di near miss, ogni allarme di SIS Safety è un mancato incidente che il sistema ha reso visibile; ogni frenata automatica è un incidente che, con buona probabilità, sarebbe avvenuto. Il sistema compie così 2 funzioni: interrompe la sequenza che porta all’impatto e rende l’operatore consapevole di una situazione che altrimenti sarebbe passata inosservata.
Quando gli allarmi si ripetono sullo stesso mezzo, nello stesso reparto o nella stessa fascia oraria, quella ripetizione è già un’informazione: indica un punto del layout, un flusso o un’abitudine di guida su cui intervenire.
Horus: l’intelligenza artificiale che riconosce il pericolo reale
La gamma Horus di Incofin allarga lo sguardo a tutto lo spazio attorno al carrello. Si tratta di sistemi di visione con telecamere e monitor che applicano algoritmi di Deep Learning per riconoscere in tempo reale pedoni, veicoli e ostacoli statici.
Questa capacità di distinguere è decisiva nella gestione dei near miss. Un sistema che suona per ogni scaffale o pallet genera falsi allarmi e assuefazione: l’operatore smette di ascoltarlo e gli allarmi perdono valore informativo. Horus attiva segnali visivi e acustici solo quando esiste un rischio reale di investimento o collisione. Ogni segnalazione corrisponde quindi a una situazione di pericolo concreta, cioè a un potenziale near miss, non a un falso allarme da ignorare.
La gamma si compone di tre soluzioni complementari:
- Horus SafeViewAI: la telecamera con intelligenza artificiale, installabile sul lato posteriore, anteriore o laterale del veicolo. Oltre all’allerta può integrare funzioni attive che rallentano il mezzo fino all’arresto completo.
- Horus SafeView Wireless: installazione rapida e senza cablaggi, ideale per monitorare i punti ciechi del montante, per le flotte a noleggio e per il retrofit su macchine esistenti.
- Horus Kit Visione a 360°: quattro telecamere e un software di elaborazione restituiscono all’operatore una vista dall’alto del veicolo, eliminando gli angoli ciechi nelle manovre in spazi stretti.
Dal punto di vista della prevenzione, anche il contributo di Horus è duplice. Sul campo, impedisce gli investimenti dei pedoni. Nell’analisi dei dati, la distinzione tra persone, mezzi e ostacoli permette di capire che tipo di near miss si sta verificando: interferenze tra carrelli e pedoni, incroci tra mezzi, urti contro strutture. Sono categorie diverse, che richiedono risposte diverse: percorsi pedonali separati, regole di precedenza, segnaletica, revisione del layout.
Dal segnale all’informazione
SIS Safety e Horus sono quindi sia strumenti per la sicurezza sia strumenti di prevenzione, perché consentono di:
- Intercettare: il sistema rileva il pericolo e avvisa o ferma il mezzo nel momento in cui il near miss sta accadendo.
- Rendere visibile: l’operatore prende coscienza dell’evento, che non passa più inosservato.
- Registrare e classificare: l’evento viene riportato e ricondotto a un luogo, un mezzo, un turno e una tipologia di rischio.
- Analizzare: la ripetizione degli eventi rivela i punti critici del layout, dei flussi o dei comportamenti.
- Agire: si interviene con misure organizzative, formative o tecniche, e se ne verifica l’efficacia nel tempo.
È in questo passaggio da segnale a dato, e da dato a decisione, che un mancato incidente diventa un investimento in sicurezza.
La tecnologia non basta: serve una cultura della prevenzione
Nessun sensore, da solo, costruisce la sicurezza. L’esperienza maturata da Incofin nei servizi HSE evidenzia come la gestione strutturata dei near miss rappresenti uno degli strumenti più efficaci per sviluppare una cultura della prevenzione realmente partecipata e orientata al miglioramento continuo.
Partecipata significa che gli operatori non vivono il sistema anticollisione come un “controllore”, ma come un alleato che li aiuta a lavorare meglio. Significa anche che la segnalazione di un mancato incidente è incoraggiata e mai punita, perché chi segnala sta fornendo all’azienda un’informazione preziosa. Orientata al miglioramento continuo significa che ogni evento intercettato produce una verifica, un’azione correttiva e un controllo dei risultati.
Per saperne di più: incofin.it
























