nuovo codice della strada

Il 13 ottobre 2026 il Consiglio dei ministri ha approvato lo schema di decreto legislativo che riscrive il Codice della strada del 1992. Non è ancora in vigore: il testo deve ottenere i pareri di Consiglio di Stato, Conferenza unificata e commissioni parlamentari, e l’approvazione definitiva è attesa entro marzo 2027. Le novità principali:

  • multe più basse: i minimi di 26 e 42 euro scendono a 25 e 40 euro, quelli di 83 e 87 euro a 80 euro;
  • eccesso di velocità: la multa cresce in proporzione ai km/h oltre il limite;
  • verbali da autovelox e telecamere notificati entro 45 giorni anziché 90;
  • divieto di marcia a tempo indeterminato per i veicoli senza assicurazione Rc;
  • moto in corsia di emergenza in autostrada in caso di incidenti o code;
  • patenti professionali (gruppo 2) valide per il lavoro fino a 70 anni, invece di 68.

Un Codice della strada nuovo, non l’ennesima modifica a quello vecchio. Lo schema di decreto legislativo approvato dal Consiglio dei ministri nella serata di martedì 13 ottobre 2026, su proposta del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, punta a sostituire il testo del 1992 (decreto legislativo 285/1992) con un impianto riscritto da capo. La filosofia dichiarata dal Governo è doppia: sanzioni più leggere per le infrazioni ordinarie, che devono essere «deterrenti e non vessatorie», e una stretta sui comportamenti più pericolosi.

Il testo arriva dopo due mesi di consultazione pubblica con oltre cento tra operatori e associazioni di settore, partita dalla bozza presentata dai ministeri dei Trasporti e dell’Interno all’inizio di agosto. Rispetto a quella bozza, diverse misure sono state confermate, altre sono saltate. Ecco il quadro aggiornato.

Quando entra in vigore il nuovo Codice della strada?

La risposta breve: non prima del 2027, e con ogni probabilità più tardi. Fino ad allora restano valide le regole attuali.

Il Governo ha esercitato la delega prevista dall’articolo 35 della legge 177/2024, la riforma della sicurezza stradale entrata in vigore il 14 dicembre 2024. Il termine per la delega è stato allungato a 22 mesi dalla legge 171 del 23 settembre 2026, che ha fissato la scadenza proprio al 14 ottobre 2026: per questo l’approvazione in Consiglio dei ministri è arrivata il giorno prima.

I prossimi passaggi:

  1. Pareri di Consiglio di Stato e Conferenza unificata (Comuni e Regioni): entro 30 giorni;
  2. Pareri delle commissioni parlamentari di Camera e Senato: 90 giorni dalla trasmissione, con un meccanismo di proroga che può spostare il termine ultimo della delega al 13 marzo 2027;
  3. Approvazione definitiva del Consiglio dei ministri, che può recepire o meno le osservazioni (i pareri non sono vincolanti).

La data di entrata in vigore sarà fissata dallo stesso decreto legislativo: secondo Quattroruote, l’ipotesi più probabile è il 1° gennaio 2028.

Multe più basse: i nuovi importi

La novità che tocca più da vicino il portafoglio degli automobilisti è l’arrotondamento al ribasso delle sanzioni più comuni.

Importo minimo attuale Importo minimo nel nuovo Codice
26 euro 25 euro
42 euro 40 euro
83 euro 80 euro
87 euro 80 euro

Viene inoltre abolito l’adeguamento automatico biennale all’inflazione degli importi. L’aggiornamento resterà possibile solo a discrezione del Governo, nel caso in cui l’indice dei prezzi al consumo cresca di oltre il 5% dall’ultimo adeguamento.

Eccesso di velocità: multa proporzionale ai km/h in più

Cambia radicalmente il sistema delle sanzioni per chi supera i limiti. Sugli importi sparisce lo schema attuale a quattro fasce: la multa aumenterà in base ai chilometri orari oltre il limite. Le fasce, riviste, resteranno invece per la decurtazione dei punti e per la sospensione della patente, che nel nuovo Codice prenderà il nome di divieto di guida.

Nella bozza di agosto si ipotizzavano 10 euro per ogni km/h in più in autostrada e 5 o 10 euro sulle strade urbane: gli importi definitivi andranno verificati nel testo trasmesso al Parlamento.

Verbali in 45 giorni, notifiche digitali e avviso bonario

Il nuovo testo interviene in modo esteso sulle procedure, con diverse misure a tutela di chi riceve una multa:

  • Notifica in 45 giorni: quando la violazione è accertata a distanza (autovelox, telecamere, Ztl), senza contestazione immediata, i Comuni avranno 45 giorni anziché 90 per notificare il verbale. Negli altri casi il termine resta di 90 giorni.
  • Notifiche digitali: le amministrazioni useranno la piattaforma SEND o la Pec al domicilio digitale; la posta tradizionale solo per chi non ha un domicilio digitale.
  • Archiviazione d’ufficio dei verbali viziati da errori, anche su istanza dell’interessato e anche con un ricorso pendente.
  • Avviso bonario: prima della riscossione coattiva arriverà un avviso dettagliato, con 60 giorni di tempo per pagare e la possibilità di chiedere la rateazione.
  • Addio alla maggiorazione del 10% a semestre sulle multe non pagate; sotto i 10 euro, sanzioni e interessi compresi, non si procederà alla riscossione coattiva.
  • Ricorso al prefetto: resta il termine di 60 giorni, ma andrà inviato sia alla prefettura sia al comando che ha accertato l’infrazione, solo con raccomandata o Pec. In caso di rigetto la multa aumenterà di un terzo, e non sarà più raddoppiata.

Chi guida senza assicurazione: divieto di marcia a tempo indeterminato

È una delle misure più severe. Il Ministero delle Infrastrutture incrocerà le banche dati e avviserà i proprietari dei veicoli privi di polizza Rc, dando loro 30 giorni per mettersi in regola o dimostrare un’eventuale esenzione. Senza risposta scatterà il divieto di marcia a tempo indeterminato.

Stretta anche sui veicoli stranieri: quelli iscritti al Registro dei veicoli esteri (Reve) dovranno essere assicurati con una compagnia italiana o autorizzata a operare in Italia. Le multe che non si riescono a notificare all’estero finiranno in un archivio del Ministero e, per cinque anni, potranno essere fatte pagare subito al conducente in occasione di un controllo su strada in Italia.

Motociclisti: corsia di emergenza e varco tra le auto in coda

Per chi va in moto arrivano due novità: la possibilità di usare la corsia di emergenza in autostrada in caso di incidenti o rallentamenti e, sulle strade a più corsie senza corsia di emergenza, l’obbligo per gli automobilisti in coda di spostarsi verso i margini per lasciare un varco ai motocicli e, se possibile, ai mezzi di soccorso. Il Governo annuncia anche un programma per installare barriere stradali salva-motociclisti.

Autostrade a tre corsie: file parallele e niente “lumache” a sinistra

Sulle autostrade e le extraurbane principali con almeno tre corsie per senso di marcia sarà ammessa la circolazione per file parallele anche senza traffico congestionato. Sarà quindi consentito il superamento a destra, mentre il sorpasso a destra resta vietato. Su queste autostrade, salvo condizioni di traffico o meteo, sarà vietato percorrere la corsia di sinistra sotto i 100 km/h.

Patenti: cosa cambia e cosa è saltato

  • Camion e autobus fino a 70 anni: per il trasporto professionale con le patenti del gruppo 2 (C1, C1E, C, CE, D1, D1E, D e DE) il limite di età sale da 68 a 70 anni, con verifica biennale.
  • Patente B sempre a 18 anni: è saltato l’anticipo a 17 anni previsto nella bozza; la guida accompagnata sarà possibile da 17 anni.
  • Nessuna limitazione automatica per gli over 85: eliminata la norma che prevedeva zero alcol, divieto di autostrada e massimo 100 km dalla residenza.
  • Niente obbligo di Pec: il domicilio digitale per patenti e pratiche auto diventa facoltativo.
  • Documenti digitali: non sarà più obbligatorio esibire patente e carta di circolazione cartacee quando le forze dell’ordine possono verificarle nelle banche dati.

Monopattini e bici a propulsione

Per i monopattini elettrici il nuovo Codice introduce il divieto di circolazione quando costituiscono un intralcio o un pericolo per i pedoni. Nasce poi una nuova categoria, la bici a propulsione (mossa solo da un motore elettrico): servirà il casco e un contrassegno identificativo simile a quello dei monopattini.

È invece saltato l’obbligo del casco in bicicletta per i minori di 14 anni, che il Ministero aveva inserito nella bozza di luglio.

Vale la pena ricordare che per i monopattini alcune regole sono già in vigore oggi: da metà maggio 2026 è obbligatorio il contrassegno identificativo (il “targhino”) e da metà luglio l’assicurazione Rc. Chi circola senza rischia una multa da 100 a 400 euro.

Persone con disabilità: piattaforma CUDE obbligatoria per i Comuni

I Comuni dovranno aderire alla piattaforma CUDE (Contrassegno unico disabili europeo) entro sei mesi dall’entrata in vigore del Codice, così che il contrassegno sia riconosciuto su tutto il territorio nazionale. Chi non lo farà non potrà usare telecamere e dispositivi per sanzionare la sosta negli stalli riservati e gli accessi alle Ztl.

Le altre novità da conoscere

  • Rotatorie: salvo diversa segnalazione, chi circola nella rotatoria ha la precedenza su chi si immette.
  • Sosta di traverso consentita ai veicoli lunghi fino a 2,70 metri dove non ci sono stalli o dove gli stalli sono larghi almeno 2,80 metri.
  • Climatizzatore in sosta: motore acceso permesso alle auto elettriche e, per il tempo strettamente necessario, alle auto termiche con a bordo bambini, donne in gravidanza, anziani o persone fragili.
  • Video sull’infotainment: vietato modificare il sistema per riprodurre filmati durante la guida.
  • Cinture obbligatorie anche sui quadricicli pesanti (L7e).
  • Gomme invernali: gli enti proprietari delle strade potranno imporle in vista di nevicate intense.
  • Guida automatizzata: entra nel Codice, con l’obbligo di una persona a bordo con funzioni di controllore.
  • Retromarcia ai caselli consentita solo in caso di guasto della barriera o del sistema di pagamento.
  • Ausiliari di polizia stradale con compiti estesi: regolazione del traffico, sosta e rilievo degli incidenti con soli danni alle cose.

Le prime reazioni

Il testo divide. Per il Codacons ridurre le sanzioni non rende più sicure le strade delle città e la direzione presa dalla riforma non convince. Quattroruote, che ha seguito l’iter passo per passo, ha accolto con favore lo stralcio dell’obbligo di Pec e delle limitazioni per gli over 85, ma ha criticato la rinuncia al casco per i ciclisti più giovani. Il ministro per le Disabilità Alessandra Locatelli ha invece rivendicato le nuove tutele per la mobilità delle persone con disabilità.

Il confronto, ora, si sposta in Parlamento: nei prossimi mesi le commissioni potranno chiedere modifiche, e il testo definitivo potrebbe cambiare ancora.

Domande frequenti sul nuovo Codice della strada

Il nuovo Codice della strada è già in vigore? No. Il 13 ottobre 2026 il Consiglio dei ministri ha approvato lo schema di decreto legislativo, che ora deve ricevere i pareri di Consiglio di Stato, Conferenza unificata e Parlamento. Fino all’entrata in vigore valgono le norme attuali.

Quando entrerà in vigore il nuovo Codice della strada? L’approvazione definitiva è attesa entro marzo 2027. La data di entrata in vigore sarà indicata dal decreto stesso: l’ipotesi più accreditata è il 1° gennaio 2028.

Le multe diminuiranno? Sì, per le infrazioni più comuni: i minimi di 26 e 42 euro scendono a 25 e 40 euro, quelli di 83 e 87 euro a 80 euro. Viene anche sospeso l’aumento automatico ogni due anni.

Come cambiano le multe per eccesso di velocità? L’importo non sarà più calcolato per fasce ma crescerà in proporzione ai km/h oltre il limite. Le fasce resteranno per punti e divieto di guida.

Entro quanto tempo deve arrivare una multa da autovelox? Con il nuovo Codice, entro 45 giorni dall’accertamento a distanza, invece degli attuali 90.

Cosa rischia chi circola senza assicurazione? Dopo un avviso del Ministero e 30 giorni per regolarizzarsi, il divieto di marcia a tempo indeterminato del veicolo.

Fino a che età si potranno guidare camion e autobus per lavoro? Fino a 70 anni, con visita di verifica ogni due anni (oggi il limite è 68).

Servirà ancora portare con sé patente e libretto? Non sarà obbligatorio esibire i documenti cartacei quando le informazioni sono verificabili attraverso le banche dati.

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Andrea Dossi
Fare domande è più di una deformazione professionale, è la curiosità che spinge a scendere nei dettagli di ogni argomento. Capace di illuminarsi di fronte a qualsiasi notizia o informazione, desideroso di apprendere e di trasmettere conoscenza ed emozioni ai lettori.