JMG Cranes MAURIZIO-MANZINI - TCE Magazine

Ci sono storie imprenditoriali che non nascono da un piano scritto a tavolino, ma da una combinazione di passione, intuizione e fedeltà a un prodotto. Quella di Maurizio Manzini, CEO di JMG Cranes, è una di queste.

Classe 1966, figlio di agricoltori dell’Alta Valtidone, Manzini ha scelto di costruire il proprio percorso professionale restando vicino al territorio in cui è nato. Una scelta non solo geografica, ma identitaria. La sua azienda si trova infatti a pochi chilometri da Borgonovo, il paese delle sue origini, in un’area che nel tempo è diventata molto più di un sito produttivo: una vera e propria comunità aziendale, costruita attorno al mondo della gru elettrica.

La sua storia nel settore inizia il 16 settembre 1988, quando, a 21 anni, risponde a un’inserzione di un’azienda attiva nel comparto del sollevamento. È il più giovane in azienda e comincia occupandosi di amministrazione, acquisti e attività gestionali. Un percorso trasversale, fatto di esperienza diretta, che gli consente di conoscere da vicino tutto ciò che sta dietro a un prodotto: non solo la macchina, ma l’organizzazione, il rapporto con i clienti, il servizio, la gestione e il mercato.

La passione per un prodotto che non ha mai lasciato

Manzini racconta di essere entrato nel mondo delle gru elettriche quasi per caso, ma di non esserne più uscito. Dopo vent’anni nella prima azienda, nonostante la possibilità di cambiare settore, sceglie di restare legato allo stesso prodotto. Una scelta dettata da quella che lui stesso definisce una passione difficile da abbandonare.

Il passaggio decisivo arriva quando, dopo un’esperienza legata al service e alla ricambistica, un cliente gli chiede con insistenza di realizzare una macchina elettrica. Quella richiesta diventa il punto di partenza di un nuovo percorso industriale. Da una prima macchina nasce un’evoluzione che porterà JMG Cranes a sviluppare una gamma oggi composta da oltre 40 modelli e a diventare un riferimento internazionale nel settore delle gru elettriche Pick & Carry.

È interessante notare come, nel racconto di Manzini, il cliente non sia mai soltanto un destinatario del prodotto, ma spesso una parte attiva del processo di innovazione. Le esigenze operative diventano stimolo progettuale, occasione per sviluppare soluzioni nuove e per rispondere a problemi concreti.

Lungimiranza, ascolto e rapporto umano

Una delle parole che attraversa l’intervista è lungimiranza. Per Manzini significa guardare lontano, anche quando il contesto non consente di fare programmi di lungo periodo. È una forma di visione imprenditoriale che non si limita a intercettare il mercato, ma prova ad anticiparlo.

Un esempio arriva dal passaggio dal diesel all’elettrico. Manzini ricorda un episodio risalente alla fine degli anni Ottanta: mentre il mercato era ancora fortemente orientato al diesel, lui immaginava già un futuro completamente elettrico. Pochi anni dopo, la produzione sarebbe diventata interamente elettrica. Un’intuizione che oggi, alla luce dell’evoluzione del settore, appare particolarmente significativa.

Ma accanto alla visione tecnica emerge un altro elemento: il rapporto umano. Secondo Manzini, le macchine non sono semplici “pezzi di ferro”. Hanno un’anima perché dietro ci sono persone, competenze, ascolto e responsabilità. Lo stesso approccio si riflette nel rapporto con i clienti: anche quando una soluzione JMG non è la risposta più adatta, il primo obiettivo resta aiutare il cliente a individuare ciò che serve davvero.

In un settore sempre più tecnico e competitivo, questo aspetto conserva un valore centrale. Le norme sono cambiate, le macchine sono diventate più sicure, la progettazione si è fatta più complessa, ma il rapporto umano continua a essere, per Manzini, uno dei pilastri dell’impresa.

La Cittadella della gru elettrica

Uno dei passaggi più significativi dell’intervista riguarda la sede di JMG Cranes, nata all’interno di un ex zuccherificio dismesso. L’area, di circa 180.000 metri quadrati, è stata acquistata e progressivamente trasformata in un polo produttivo e aziendale in continua evoluzione.

Manzini la definisce una “cittadella”, non solo per le dimensioni, ma per il modo in cui è stata pensata. Non un semplice stabilimento, ma uno spazio da vivere: con aree per i dipendenti, percorsi, luoghi di pausa e ambienti che richiamano l’idea di una comunità.

Il concetto di famiglia, nel racconto di Manzini, viene interpretato in modo concreto e allargato. Al centro ci sono la famiglia personale, i collaboratori, i giovani e il valore umano. L’azienda diventa così uno spazio in cui le persone non sono soltanto risorse produttive, ma parte integrante di un progetto.

Giovani, competenze e intelligenza artificiale

JMG Cranes è anche un’azienda con una forte presenza di giovani. Una scelta voluta, che Manzini rivendica con convinzione. Rispetto al passato, il mondo del lavoro è cambiato profondamente: strumenti digitali, intelligenza artificiale, accesso alle informazioni e nuove competenze stanno modificando il modo di progettare, produrre e relazionarsi con il mercato.

Manzini osserva questo cambiamento con curiosità. Racconta di sentirsi costretto a studiare ogni giorno per confrontarsi con ragazzi di 22 o 24 anni, portatori di linguaggi e aspettative diverse. Ed è proprio questa curiosità a rappresentare uno degli elementi più importanti della sua visione imprenditoriale.

Per crescere, secondo Manzini, bisogna restare a contatto con il cliente, con il mercato e con ciò che cambia. Questo vale per gli ingegneri, per i tecnici, per chi lavora in officina e per chiunque partecipi alla vita aziendale.

L’innovazione, in questa prospettiva, non è solo tecnologia. È attitudine all’apprendimento continuo.

Dalla gru elettrica all’idrogeno verde

Il futuro di JMG Cranes guarda anche all’idrogeno. Manzini racconta che l’azienda sta lavorando su una macchina con Fuel Cell già installata e funzionante, anche se non ancora commercializzata. Il progetto si inserisce in un percorso più ampio di transizione energetica, che comprende produzione di idrogeno verde, fotovoltaico, accumulo energetico e logistica interna più sostenibile.

L’azienda ha installato un importante impianto fotovoltaico e una batteria di accumulo, utilizzando l’energia prodotta anche per alimentare un truck elettrico dedicato al recupero dei materiali presso fornitori localizzati in un raggio di circa 150 chilometri.

È un passaggio interessante perché sposta il concetto di sostenibilità oltre il prodotto. Non basta costruire gru elettriche per definirsi sostenibili. Serve lavorare sull’intero modello aziendale: energia, trasporti, processi, fornitori, impatto ambientale e responsabilità.

In questa direzione si inserisce anche il bilancio di sostenibilità, realizzato da JMG Cranes pur non essendo obbligatorio. Un segnale di attenzione verso un percorso che punta a ridurre progressivamente l’impatto dell’azienda.

JMG-Cranes-CITTADELLA_IDROGENO

Un’impresa che vuole restare interessante

Nel corso dell’intervista emerge anche il tema del passaggio generazionale e delle acquisizioni. In un mercato caratterizzato da grandi gruppi e operazioni societarie, Manzini afferma di non essere interessato a monetizzare ciò che è stato costruito in 38 anni. Il suo obiettivo non è vendere, ma continuare a innovare.

La continuità, spiega, sarà una decisione dei figli. Ma intanto l’azienda continua a crescere, ad attrarre giovani e a investire su prodotto, persone e sostenibilità.

Il punto, secondo Manzini, è essere interessanti. Non basta fare business. Bisogna costruire un progetto capace di attirare competenze, giovani, clienti e idee. Un’azienda che viene cercata, più che costretta a cercare, è un’azienda che ha saputo dare un senso alla propria direzione.

La storia di Maurizio Manzini racconta quindi molto più della crescita di JMG Cranes. Racconta l’evoluzione di un settore, il passaggio all’elettrico, la centralità della sicurezza, il valore dei giovani e la necessità di guardare oltre il prodotto.

Per ascoltare il racconto completo di Maurizio Manzini e scoprire il percorso umano e imprenditoriale dietro JMG Cranes, guarda l’intervista integrale su MasiTV:
“Oltre JMG Cranes – Maurizio Manzini si racconta”.