
Quello dell’elettrico è un business che oggi fa gola a tutti.
Avviata definitivamente da transizione energetica, la batteria appare sempre di più come l’elemento cardine su cui puntare e, con essa, i materiali che la costituiscono.
Il litio è uno di questi, fondamentale per le batterie di ultima generazione oggi in prodizione.
La Serbia ha scoperto un giacimento di litio nei suoi territori. Bella notizia? Non per tutti e, come sempre, dipende! Alcuni cittadini infatti sono già scesi in piazza, contrari alle modalità di estrazione, preoccupati per la sostenibilità ambientale e sociale del processo.
Lo scorso 24 novembre sono scesi in piazza, a Belgrado, circa duemila manifestanti.
Dal palazzo presidenziale hanno percorso le strade del centro cittadino bloccando il traffico.
Più dell’estrazione in sé, a preoccupare i manifestanti sono le proposte di legge, volte secondo loro a facilitare l’accesso alle nuove miniere di litio a grandi corporation, senza la dovuta attenzione all’ambiente e alla comunità locale.
Gli attivisti raccontano che, molti abitanti delle zone interessate dai progetti minerari, si sono rifiutati di mettere in vendita le loro proprietà, rivolgendosi al tribunale per chiedere risarcimenti più congrui.
Il timore è che, nel giro di breve tempo, possa essere autorizzato l’esproprio motivato dall’interesse pubblico.
Si sta parlando anche di una consultazione della popolazione tramite referendum. Ma, sempre secondo i manifestanti, il referendum risulterebbe penalizzato da un’altra proposta di legge, che modifica i requisiti di affluenza alle urne.
Quando un prodotto diventa anche un business, la corsa al profitto è inevitabile. E, se la necessità della transizione energetica è scaturita da motivi ambientali, vediamo come siano ancora dubbi sulla sostenibilità ambientale e sociale, a destare preoccupazione nella corsa al business dell’elettrico.
Ne abbiamo parlato anche con Marco Righi in un’intervista in cui, da esperto del settore, ci ha dato la sua opinione sulle problematiche delle batterie legate alle materie prime e al loro uso intensivo.
Leggi qui l’intervista: Crisi delle materie prime e uso massivo della batteria: criticità vere o paure infondate? Ne parliamo con Marco Righi, CEO Flash Battery.
Litio in Serbia: chi, dove e come
La riserva, che si trova nei pressi di Loznica, al confine con la Bosnia, è stata scoperta dalla società Rio Tinto, gruppo multinazionale anglo-australiano.
La società ha avviato l’iter per aprire la nuova miniera, a partire dal 2022 e si stima che, a pieno regime, produrrà ogni anno:
- 58mila tonnellate di carbonato di litio
- 160mila tonnellate di acido borico
- 255mila tonnellate di solfato di sodio
Un’attività estrattiva con questi numeri porterebbe la Rio Tinto nella top ten mondiale dei produttori di litio del mondo.
L’Eia (environmental impact assessment), sta valutando l’impatto ambientale dell’operazione, quindi non c’è ancora il via ufficiale alle operazioni. Chiaramente la Rio Tinto assicura di attenersi a tutti gli standard nazionali ed europei, ma ciò non basta a tranquillizzare la comunità locale che vive prevalentemente di agricoltura e allevamento.
Il nuovo giacimento serbo comunque fa gola a molti, anche la cinese Zijin sta bussando alla porta del Paese, in cerca di risorse minerarie.
[Fonte: Lifegate]






















