All'interno dei magazzini spesso la segnaletica orizzontale è fatiscente. Questo può creare incidenti soprattutto in zone promiscue frequentate da carrelli elevatori e pedoni. Un piano della viabilità riduce il rischio e mette al riparo gli operatori

La maggior parte degli infortuni gravi sul lavoro avviene su strada ma anche le problematiche relative al movimento e all’interazione tra veicoli e operatori negli spazi interni come i magazzini non vanno trascurate.

Prendiamo a riferimento un incidente occorso in un’azienda piemontese che si occupa di produzione di prodotti per la cura della persona, avvenuto all’interno di un magazzino, per mancanza di un piano di viabilità aziendale.

Antonio, impiegato dell’ufficio spedizioni, si trovava nella zona merci per la verifica dei bancali in transito e partenza.
Il collega alla guida di un carrello elevatore caricava dei pallets a bordo del mezzo. Dopo aver depositato un bancale sul pianale del rimorchio, usciva in retro marcia svoltando verso sinistra. Antonio che si trovava sulla traiettoria, è stato investito dal muletto che, con le ruote posteriori, gli ha schiacciato il piede sinistro.
Il risultato dell’incidente è la perdita del piede sinistro dell’impiegato.

Piano di viabilità aziendale: di cosa di tratta?

Come poteva essere evitato l’incidente?
Il datore di lavoro doveva tenere conto dell’uso promiscuo delle aree di lavoro da parte di mezzi e pedoni e predisporre un piano della viabilità aziendale.

Il piano ha l’obiettivo di definire tutte le regole di circolazione in uso nei reparti e nelle aree esterne dell’azienda e di stabilire le misure organizzative e procedurali sufficienti a garantire la sicurezza dei lavoratori rispetto ai rischi connessi con l’uso dei carrelli elevatori e di tutti gli altri mezzi di trasporto.

Tra le varie indicazioni il piano deve prevedere:

  • lo stato della pavimentazione e della sua manutenzione deve evitare buche o avvallamenti che possono rivelarsi per la stabilità del mezzo e del carico;
  • la segnaletica e cartellonistica chiara che permetta di interpretare chiaramente la viabilità aziendale;
  • informazioni sulla presenza di pericoli generici e particolari connessi alla viabilità (prevedere ad esempio la separazione delle corsie di marcia, evidenziare i luoghi di stoccaggio delle merci, di passaggio dei carrelli e dei pedoni; utilizzare la segnaletica verticale per evidenziare le condizioni di “pericolo, indicazione, prescrizione”; evidenziare gli attraversamenti pedonali, gli STOP);
  • spazi riservati alle merci che devono essere stoccate in aree allo scopo dedicate, in modo da lasciare sempre sgombri i pavimenti ed i passaggi per la circolazione dei pedoni e dei mezzi di trasporto sulle rispettive vie di circolazione;
  • le corsie riservate ai carrelli ed ai pedoni, al fine di evitare il più possibile le ‘interferenze’ ed i relativi rischi di investimento; la necessità di tracciare i relativi attraversamenti, coerenti e funzionali alle reali necessità di spostamento delle persone in azienda;
  • uscite dai luoghi distinte e protette, per carrelli e pedoni;
  • le misure di prudenza necessarie (velocità ridotte dei mezzi, uso di specchi nei punti critici e negli incroci tra le corsie e presso le uscite, ecc.) per tutte le altre aree dove la distinzione tra pedoni e mezzi non è tecnicamente realizzabile;
  • protezione delle aree di sosta e ristoro (distributori di bevande, ecc.) con barriere idonee;
  • l’ubicazione delle uscite di sicurezza e le procedure in uso per garantire sempre che le uscite di sicurezza siano tenute sgombre da intralci ed apribili; i relativi percorsi di esodo devono anch’essi essere liberi e accessibili;
  • le misure organizzative per la possibile presenza, sui luoghi di transito e di manovra, di terze persone (autisti, fornitori, clienti, ecc.) che devono essere anch’esse tutelate;
  • l’informazione ai lavoratori del contenuto del “piano di circolazione interna Aziendale” di cui va lasciata traccia;
  • procedure di controllo aziendali per la vigilanza sul rispetto concreto delle procedure di sicurezza elaborate nel piano della viabilità individuando, con apposita procedura formalizzata, un incaricato al controllo periodico frequente (es. un preposto/capo magazziniere).

Se l’operatore a bordo del mezzo fosse stato messo nella condizione di svolgere la sua attività in un ambiente a norma, Antonio probabilmente non avrebbe subito l’amputazione del piede.