
Fino a non troppi anni fa, la certificazione energetica non era richiesta. Dal 2015, invece, gli immobili anche destinati ad uso logistico sono stati progettati e costruiti seguendo logiche sostenibili.
Oggi, su circa 4 mila magazzini logistici censiti con dimensione superiore ai 5 mila metri quadri, solo 150 cono certificati e 40 lo diventeranno a breve.
Quindi: solamente il 15% può essere considerato davvero sostenibile.
É quanto riporta l’Atlante della logistica green realizzato dall’Osservatorio OSIL (Osservatorio degli Immobili Logistici) della Liuc Business School Cattaneo.
La crescente attenzione degli investitori verso la sostenibilità
Malgrado ciò, nel mondo degli investimenti immobiliari, una tendenza sempre più evidente sta emergendo: l’accentuata sensibilità degli investitori nei confronti della sostenibilità, particolarmente nell’ambito degli immobili logistici.
Questa crescente consapevolezza sta rivoluzionando il panorama degli investimenti, poiché sempre più operatori finanziari stanno dirigendo il proprio interesse verso progetti e asset logistici che non solo offrono ritorni finanziari significativi, ma anche un’impronta ambientale positiva e una gestione responsabile delle risorse.
L’attenzione è puntata su:
- Efficienza energetica: ovvero sull’utilizzo di tecnologie e materiali che riducono il consumo energetico degli edifici logistici, come l’installazione di sistemi di illuminazione a basso consumo o l’implementazione di sistemi di riscaldamento e raffreddamento efficienti
- Risorse idriche: inerente l’adozione di soluzioni per il risparmio idrico, come sistemi di raccolta delle acque piovane o l’installazione di dispositivi per il controllo del consumo d’acqua
- Gestione dei rifiuti: relativa all’implementazione di politiche e pratiche per ridurre, riciclare e gestire in modo responsabile i rifiuti generati dagli immobili logistici, ad esempio attraverso programmi di riciclo o l’adozione di materiali riciclabili e biodegradabili
- Utilizzo di fonti energetiche sostenibili: come l’energia solare o eolica per alimentare parte o la totalità delle esigenze energetiche dell’immobile logistico.
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I dati di Osil
Lo studio realizzato la restituito una fotografia di quello che oggi è il settore immobiliare logistico con:
- 4000 magazzini (superficie coperta totale di 40.250.000 mq);
- 920 magazzini di costruzione postuma al 2015
- media dimensione pari a 11.500 mq e un’altezza media di 8,9 metri;
- impianto fotovoltaico da tetto per il 27% degli immobili censiti.
Inoltre, dai dati emerge che solamente il 3% dei magazzini ha adottato pratiche di riconversione. Si tratta di magazzini per i quali ottenere una certificazione di sostenibilità è pressoché impossibile ma quanto meno potranno ottimizzare la loro efficienza energetica.
Tanti sono gli immobili – come dichiarato anche dal Prof. Dallara, Direttore dell’Osil – abbandonati per i quali servirebbe un recupero sia in ottica di risparmio del suolo e sia perché collocati in location significative.
Un’idea interessante che però richiede onerosi impegni per demolizione e bonifiche.
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Fra gli interventi più comuni figurano in primis l’installazione degli impianti fotovoltaici, le impermeabilizzazioni delle coperture e l’isolamento termico, seguiti dall’installazione di luci led, sensori e sistemi di gestione dei consumi energetici.
Dallo studio è emerso che il 95% delle grandi multinazionali ha obiettivi legati alla sostenibilità molto elevati, per cui sceglie strutture ad hoc.
Le PMI invece hanno accesso ai magazzini green solo nel 45% dei casi.
Per i restanti casi, canone di locazione e posizione rimangono le vere voci che indirizzano la scelta degli immobili logistici.























